Agricultural Science and Technology, festa per i primi due laureati del corso magistrale in inglese

Bassma El Bakkouri, arrivata dal Marocco, e Antonino Cusumano hanno conseguito il titolo al Di3A. Un percorso internazionale tra ricerca, innovazione e agricoltura sostenibile

Alfio Russo

Gli occhi lucidi, gli applausi dei colleghi, gli smartphone alzati per immortalare ogni istante. E poi la proclamazione, le congratulazioni dei docenti e quell’emozione difficile da trattenere quando un percorso di studi si trasforma in un traguardo da festeggiare insieme. 

Nell’aula magna del Polo Bioscientifico del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania, la discussione delle tesi di Bassma El Bakkouri e Antonino Cusumano ha avuto un significato speciale: sono i primi due laureati del corso di laurea magistrale in Agricultural Science and Technology, il percorso biennale interamente in lingua inglese istituito nell’anno accademico 2024-2025. 

Bassma El Bakkouri, originaria del Marocco, ha conseguito il titolo con 108, mentre Antonino Cusumano il massimo dei voti, 110 cum laude e dignità di stampa. 

Una decisione maturata dalla commissione composta dalla presidentessa Lucia Zappalà insieme con i docenti Vittoria Catara, Mario Di Guardo, Giorgio Gusella e Giuseppe Di Vita alla luce del percorso di studi dei due laureandi e della tesi proposta.

Attorno ai due laureati, vi erano numerosi colleghi del corso di studi che non hanno voluto mancare all’appuntamento, seguendo la discussione e riprendendo con gli smartphone i momenti più significativi della cerimonia, insieme ai docenti del corso, tra lunghi abbracci, complimenti e anche qualche lacrima. 

Una festa che ha raccontato non soltanto la soddisfazione per un traguardo accademico, ma anche il senso di appartenenza a una comunità capace di riunire storie, esperienze e provenienze diverse, nel segno di una formazione che guarda oltre i confini nazionali.

In foto Antonino Cusumano e Bassma El Bakkouri

In foto Antonino Cusumano e Bassma El Bakkouri

La storia di Bassma e la sua tesi

«Sono molto emozionata oggi per questa terza laurea». Le prime parole di Bassma El Bakkouri in cui c’è tutta la gioia di un percorso che, partito dal Marocco, l’ha portata a Catania sei anni fa e oggi a raggiungere un nuovo obiettivo accademico. 

Dopo una laurea triennale e una magistrale in ambito biologico ed ecologico conseguite nel suo Paese, la giovane ha scelto il Di3A per specializzarsi nelle tecnologie di protezione delle piante, all’interno del curriculum Plant Protection Technologies. La sua tesi sperimentale, dal titolo Citrus germplasm susceptibility to a canker-causing pathogen and a quarantine insect pest (Suscettibilità di germoplasma di agrumi a un patogeno agente del cancro batterico e a un insetto nocivo da quarantena), è stata svolta con il professor Giorgio Gusella come tutor e la professoressa Lucia Zappalà come co-tutor.

Il lavoro ha analizzato la risposta di diverse specie e cultivar di agrumi a due minacce fitosanitarie: il fungo Neofusicoccum parvum, responsabile del cancro rameale, e l’insetto invasivo Aleurocanthus spiniferus, noto come mosca bianca spinosa degli agrumi. 

Le prove sperimentali hanno evidenziato differenze significative nella gravità della malattia tra i genotipi esaminati e nelle preferenze dell’insetto per la deposizione delle uova. Risultati che offrono indicazioni utili per orientare futuri programmi di miglioramento genetico e sviluppare strategie di difesa più mirate e integrate, a tutela della produzione agrumicola mediterranea.

«Questi due anni che ho trascorso al Di3A sono i più belli della mia vita. Non li dimenticherò mai e sono molto riconoscente a tutti i docenti, a tutto lo staff del dipartimento. E cosa devo dire? Grazie mille per tutto», ha raccontato la neo laureata, visibilmente emozionata. Sul futuro, per il momento, preferisce prendersi il tempo necessario per decidere: «Devo vedere. Devo ancora vedere. Ci devo pensare».

Bassma El Bakkouri mentre discute la tesi di laurea

Bassma El Bakkouri mentre discute la tesi di laurea

Antonino, la ricerca e il rapporto con il Dipartimento

Un legame con il Di3A che si ritrova anche nelle parole di Antonino Cusumano, che ha già conseguito nello stesso dipartimento la laurea triennale in Scienze e tecnologie agrarie. Per lui, il percorso magistrale si è concluso con il massimo dei voti e la lode, grazie a una ricerca sperimentale dedicata a nuove strategie biologiche per proteggere le colture e favorire la crescita delle piante. 

La tesi, Harnessing Biological Control Agents and Indigenous Soil Bacteria for Plant Growth Promotion and Disease Suppression in Tomato (Impiego di agenti di lotta biologica e batteri indigeni del suolo per la promozione della crescita e la soppressione delle malattie nel pomodoro), è stata realizzata con la professoressa Vittoria Catara come tutor e il dottor Daniele Nicotra come co-tutor e con il supporto scientifico della prof.ssa Roberta Lo Piero.

La ricerca ha approfondito il potenziale di batteri benefici del suolo e di un agente fungino di biocontrollo nel contrastare patogeni che colpiscono il pomodoro, tra cui quelli responsabili della maculatura batterica e dell’avvizzimento da Fusarium. 

Attraverso prove di laboratorio e sperimentazioni su piante, lo studio ha valutato l’efficacia di diversi microrganismi, impiegati singolarmente o in combinazione, nella soppressione delle malattie e nella promozione della crescita vegetale. I risultati hanno mostrato che alcuni trattamenti riducono significativamente la maculatura batterica e che le combinazioni di microrganismi possono offrire livelli di protezione differenti, aprendo prospettive per sistemi di difesa più sostenibili e per una riduzione della dipendenza dai prodotti chimici.

«Sono stati nel complesso, tra i cinque anni, credo, i più belli della mia vita, anche perché all’interno di questo dipartimento si crea una vera e propria famiglia», ha detto Antonino Cusumano, ripercorrendo il suo cammino universitario. «I professori sono sempre disponibili e ti ricoprono comunque di attenzioni. Non solo a livello accademico, ma anche personale, dove la prima frase che ti chiedono è come stai». E se il futuro è ancora tutto da costruire, la soddisfazione per il traguardo raggiunto è già una certezza: «Emozioni tante, come quelle penso di qualunque studente che laureando è adesso laureato».

Antonino Cusumano mentre discute la tesi di laurea

Antonino Cusumano mentre discute la tesi di laurea

La vocazione internazionale del corso

Le prime due lauree rappresentano anche un’occasione per raccontare la vocazione internazionale del corso di studi, come ha sottolineato nel suo intervento la professoressa Lucia Zappalà, presidente del corso di laurea magistrale in Agricultural Science and Technology del Dipartimento di Agricoltura Alimentazione e Ambiente diretto da Mario D'Amico. 

Un percorso pensato per attrarre studenti da diversi Paesi e formarli come professionisti in grado di affrontare le sfide dell’agricoltura contemporanea, con competenze avanzate nella gestione sostenibile dei sistemi colturali, nella protezione delle piante, nella qualità delle produzioni e nell’innovazione tecnologica del settore agroalimentare.

«Il corso di studi, nato nel 2024-25, si rivolge a un bacino d’utenza globale che sceglie di venirsi a formare al centro del Mediterraneo per diventare leader in pratiche agricole innovative e sostenibili, acquisendo competenze nella gestione dei fattori produttivi ambientali e socio-economici; nella progettazione di metodi di produzione efficienti e non convenzionali; nello sviluppo di strutture per la produzione vegetale e animale; nella messa a punto di strategie di difesa delle colture e nella promozione di un'agricoltura sostenibile tutelando la biodiversità», ha spiegato la prof.ssa Lucia Zappalà.

«Le domande che arrivano ogni anno in risposta al bando di ateneo per gli studenti extra-EU sono più 100 con una percentuale di ammessi prossima al 100% - ha aggiunto -. Purtroppo per le dinamiche internazionali e le difficoltà nell’ottenimento dei visti, solo poco più del 10% riesce ad arrivare, principalmente da Pakistan, India, Turchia, Marocco, Algeria e alcuni paesi dell’Africa sub-sahariana, a immatricolarsi e a iniziare il proprio percorso di studi».

In foto Bassma El Bakkouri e Antonino Cusumano insieme con la commissione di laurea

In foto Bassma El Bakkouri e Antonino Cusumano insieme con la commissione di laurea

«A questi studenti si unisce una quota di studenti nazionali che scelgono l’ambiente multiculturale del corso di studi in Agricultural Science and Technology – ha proseguito la presidente del CdlM -. Il corso di studi ha anche aderito ai progetti IUPALS - Italian Universities for Palestinian Students e UNICORE - University Corridors for Refugees e ha tra i suoi iscritti una studentessa Palestinese e uno studente rifugiato in Uganda. L’offerta formativa in inglese del corso richiama anche numerosi studenti Erasmus in mobilità. È in corso di perfezionamento un accordo di doppio titolo con l’Università Politecnica di Viseu in Portogallo, partner dell’Alleanza Universitaria Eunice, che permetterà agli studenti che sceglieranno questo percorso di svolgere minimo un semestre nell’Università partner e ottenere un titolo da entrambi gli atenei».

Oltre alla dimensione internazionale, il corso offre prospettive professionali in diversi ambiti: dalla libera professione di agronomo, previo superamento dell’esame di Stato e iscrizione all’Albo, ai ruoli di responsabilità e consulenza nelle aziende agricole, zootecniche, forestali e agroindustriali. Le competenze acquisite possono trovare applicazione anche nella pubblica amministrazione, negli enti di ricerca pubblici e privati, nel marketing e nella commercializzazione di beni e servizi del comparto agricolo, oltre che nella prosecuzione degli studi attraverso un dottorato di ricerca.

In foto i laureati insieme con i colleghi e colleghe e i docenti del corso di studi

In foto i laureati insieme con i colleghi e colleghe e i docenti del corso di studi

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