Akis e l'amore diventato leggenda siciliana

"Intersezioni" fa tappa al Centro Culture Contemporanee Zo con un melologo drammaticamente romantico 

Andrea Spadaro e Laura Beninato

Il festival Intersezioni, nato dalla Camerata Polifonica Siciliana e Giovanni Sollima, torna a Catania per la sua quinta edizione proponendo musica contemporanea e nuove composizioni. 

Al Centro Culture Contemporanee Zo di Catania, nei giorni scorsi, è andato in scena uno dei tanti eventi in rassegna: "Akis", un melologo in un atto composto da Damiano Davide per tre violoncelli che racconta la leggenda dell'omonimo protagonista, della ninfa Galatea, del ciclope Polifemo e del loro amore tormentato. 

I tre musicisti in scena - Francesco Angelico, Bruno Crinò e Cecilia Costanzo - non sono semplici umani, ma rappresentano Cloto, Lachesi e Atropo, tre Moire temute anche dalle divinità, in grado di fare nascere una nuova vita, oppure di farla finire.

Un momento del melologo

Un momento del melologo

 I violoncelli suonati dai tre musicisti accompagnano la voce di Emanuele Puglia, narratore che detta il ritmo di una storia che inizia delicatamente, per introdurre gli spettatori nel mondo di Akis, pastore nato ai piedi dell'Etna di appena sedici anni che, un giorno, per caso, scopre un passaggio che lo conduce dalla bella ninfa del mare Galatea. I due si innamorano, terra e acqua si uniscono, ma il vulcano erutta e i violoncelli accelerano, finché Akis non rimane sepolto da una coltre di cenere, che non lo mette in pericolo di vita.

Il loro è un amore tormentato per due motivi: il primo riguarda il tempo che scorre, in quanto il giovane pastore è umano mentre la ninfa è eterna. Il secondo invece, riguarda proprio la montagna, perché a scuoterla è il ciclope Polifemo, anche lui eterno e innamorato della bellissima Galatea. Ogni incontro tra l'umano e la sua amata causa una rabbia incontrollabile, quindi, eruzioni e boati si intromettono tra i due amanti ogni volta che si incontrano.

Un momento del melologo

Un momento del concerto

 Il narratore adesso prende i panni di un Polifemo ormai stanco di vedere la sua amata tra le braccia di un umano, e pieno di rabbia e amore dichiara la sua volontà a Galatea. Mentre i violoncelli diventano sempre più avvincenti e la voce di Emanuele Puglia sempre più sofferente, entra in scena Giulia Massari, interprete della ninfa del mare che, attraverso il suo canto, rifiuta l'amore del ciclope per abbandonarsi a quello del pastore. Accecato dalla collera, Polifemo scaglia una costola della montagna verso Akis: è il volere di Atropo, moira che ha reciso il filo del giovane ponendo fine alla sua vita, o quasi. 

Mentre Galatea piange la scomparsa del suo giovane amato, il sangue del giovane pastore siciliano scorre da sotto il masso, raggiungendo lentamente il mare: l'amore di Akis - adesso chiamato Aci - per la sua ninfa è così forte da renderli uniti per sempre.

Un momento del melologo

Tutti gli artisti in scena 

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