Al Disum il volume di Anba Martiros sulla civiltà copta

Il vescovo generale della Chiesa Copta Ortodossa del Cairo ha incontrato la direttrice Stefania Rimini al Monastero dei Benedettini, donando un'opera enciclopedica destinata ad arricchire gli studi sul cristianesimo orientale e sul patrimonio del Mediterraneo

Mariano Campo

Sua Grazia Anba Martiros, vescovo generale della Chiesa Copta Ortodossa del Cairo, ha visitato nei giorni scorsi il Monastero dei Benedettini, dove ha incontrato la direttrice del Dipartimento di Scienze umanistiche dell'Università di Catania, Stefania Rimini, donando alla biblioteca del Disum una copia del volume Glimpses from the Coptic Civilization. Un gesto dal forte valore simbolico, nato con l'obiettivo di promuovere una più ampia conoscenza di questa antica tradizione cristiana e di consolidare il dialogo culturale ed ecclesiale tra Oriente e Occidente.

Il presule, accompagnato da padre Theofilos, referente della comunità ortodossa di tradizione copta di Catania, e dalla prof.ssa Arianna Rotondo, docente di Storia del Cristianesimo e delle Chiese, è impegnato in questi giorni in un viaggio europeo che, dopo Roma e la Sicilia, proseguirà in Germania. L'iniziativa si inserisce in un più ampio percorso culturale volto a valorizzare la storia, la tradizione e il patrimonio spirituale della Chiesa d'Egitto.

L'opera di Anba Martiros rappresenta un importante contributo agli studi dedicati al cristianesimo egiziano. Si tratta di un'articolata ricerca di carattere enciclopedico, fondata su un rigoroso apparato bibliografico che raccoglie oltre cinquecento fonti documentali e manoscritti rari. Attraverso un approccio multidisciplinare, il volume approfondisce gli aspetti storici, teologici, letterari e archeologici di questa civiltà, mettendone in luce la vivacità intellettuale e le numerose interazioni sviluppate nel corso dei secoli con altre realtà culturali. 

Il testo offre così a studiosi e lettori uno strumento autorevole per comprendere l'identità storica e culturale della Chiesa copta e il suo significativo contributo alla storia del cristianesimo e del Mediterraneo.

Accanto al ministero pastorale svolto in Egitto, Anba Martiros porta avanti un'intensa attività di studio e ricerca nei campi della teologia, della Sacra Scrittura e della tradizione patristica. Il suo impegno accademico si affianca a quello formativo, rivolto a sacerdoti, consacrati e laici, attraverso conferenze, pubblicazioni e percorsi di approfondimento che contribuiscono alla diffusione di questo patrimonio spirituale e culturale.

«L’apertura interculturale – ha sottolineato la direttrice Stefania Rimini, accogliendo l’illustre ospite - è uno dei valori cardine del dipartimento di Scienze umanistiche, sempre attento alla mediazione e allo sviluppo di processi virtuosi, soprattutto in area mediterranea. La visita di oggi si inserisce pienamente in tali linee di indirizzo e rappresenta un momento importante di sintesi in ordine al confronto e allo scambio di valori e segni identitari».

In foto da sinistra Arianna Rotondo, Anba Martiros, Stefania Rimini e padre Theofilos

Nella foto, da sinistra, Arianna Rotondo, Anba Martiros, Stefania Rimini e padre Theofilos

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