All I Want for Christmas Is… Superare gli esami!

Tra lucine parlanti, studentati vuoti e Mariah Carey: Scena Erasmus racconta il Natale degli studenti lontani da casa

Ilenia Bruno, Giulia Samira Timofte e Bruno Lo Savio
Una scena dello spettacolo
Una scena dello spettacolo
Una scena dello spettacolo
Una scena dello spettacolo
Una scena dello spettacolo
Una scena dello spettacolo
Una scena dello spettacolo
Una scena dello spettacolo

“Lo spettacolo è incentrato sulle studentesse e sugli studenti che durante le vacanze di Natale, così come verosimilmente succede nella realtà, rimangono chiusi nello studentato. I motivi per cui sono rimasti nella città dove studiano sono diversi come il caro voli o perché ancora impegnati sui libri in vista dei prossimi esami, ma nello studentato cominciano a succedere delle cose strane…” 

Così Graziana Lo Brutto, co-regista e sceneggiatrice con Chiara Seminara dello spettacolo dal titolo L’ultima notte in cui Mariah Carey è apparsa nello studentato descrive l’antefatto della quarta edizione del laboratorio Scena Erasmus. Una “restituzione” che ha entusiasmato e fatto sorridere il folto pubblico presente al Centro Universitario Teatrale di Palazzo Sangiuliano che scena dopo scena si è immedesimato sempre più nei panni delle studentesse e studenti rimasti lontani migliaia di chilometri da casa per le feste natalizie.

Da una situazione estremamente vicina alle vite degli studenti, infatti, la “storia” apre a un viaggio nell’immaginazione con un susseguirsi di sequenze assurde ed ironiche legate al tema natalizio. Ad accompagnare le scene una colonna sonora capace di scaldare sempre il cuore e non poteva essere diversamente da quella dell’inconfondibile voce di Mariah Carey e della sua iconica All I want for Christmas is you, simbolo di una generazione sospesa tra nostalgia, caos e voglia di farcela, anche lontano da casa.

Studenti che studiano durante le vacanze di Natale

Studentesse e studenti rimasti all'interno dello studentato durante le vacanze di Natale

Lo studentato: un luogo dove il Natale diventa più leggero

Il messaggio di cui lo spettacolo si fa portavoce è lo stesso alla base dello spirito natalizio: “la leggerezza della vita, perché sì – ci tiene a sottolineare Graziana Lo Brutto - viviamo in una realtà che è pesante, che è triste a volte, però se noi prendiamo le cose con più leggerezza, con quel sorriso che serve un po’ di più, allora tutto può sembrare più leggero, un po’ più sopportabile”. 

E proprio la co-regista prosegue illustrando la volontà di sorridere su temi e situazioni classiche legate al Natale, alle quali ognuno di noi può trovare riscontro, indipendentemente dal paese di provenienza: dai regali assurdi, alle cene con i parenti, alle domande scomode.

Proprio a partire da queste improvvisazioni prende forma la drammaturgia dello spettacolo. Come spiegano le registe Chiara Seminara e Graziana Lo Brutto, infatti, la scrittura nasce da un lavoro collettivo: “Noi partiamo sempre da un tema che scegliamo in anticipo e su quello diamo libertà di improvvisare ai ragazzi, lasciando loro totale libertà di creare”. 

È il caso, ad esempio, del filone degli oggetti natalizi che prendono voce e coscienza, dalle lucine natalizie all’albero di Natale chiuso per tutto l’anno in una scatola. Si tratta di un’idea nata in modo spontaneo durante le prove e diventata poi uno dei momenti più surreali e divertenti dello spettacolo. 

Al centro rimane comunque lo studentato, quello spazio fisico ed emotivo contenitore di racconti, ansie, desideri e piccole follie condivise. Un luogo in cui il Natale non è solo festa, ma anche assenza, lontananza, nostalgia di casa che vengono però compensati dalla forza del gruppo e dalla complicità che si crea tra chi vive la stessa esperienza. Ed è proprio questa dimensione collettiva a rendere lo spettacolo universale e riconoscibile. 

“Il tutto termina con un finale a sorpresa, che è l’invocazione dello studente di superare gli esami”, affermano le registe. Attraverso il finale i ragazzi protagonisti dello spettacolo rendono perfettamente l’immagine di una situazione di nuovo molto vicina a quella di tutti gli studenti del nostro ateneo che, nel periodo natalizio, si trovano sospesi tra l’atmosfera delle feste e l’incombente sessione di esami di gennaio.

Ed è proprio nelle ultime scene dello spettacolo che questo conflitto trova una soluzione emblematica nell’invocazione di Mariah Carey, icona indiscussa del Natale, come se la pop star fosse una divinità a cui affidare la speranza di buoni risultati accademici.

Un momento di vita all'interno dello studentato

Un momento di vita all'interno dello studentato

Parlare senza parole: il teatro come linguaggio universale

Gli studenti e le studentesse coinvolti – provenienti da paesi diversi come Spagna, Germania, Francia, Polonia, Danimarca e Bangladesh – hanno vissuto il laboratorio come un’esperienza intensa, essendo per alcuni la loro prima volta su un palco. “Si sono divertiti moltissimo, hanno fatto gruppo”, raccontano con orgoglio le registe Graziana Lo Brutto e Chiara Seminara. Un percorso che va ben oltre la recitazione perché Scena Erasmus non nasce con l’obiettivo di formare attori, ma di creare connessioni, lavorare sull’espressione e sulla comunicazione che supera la parola.

“Molti di loro arrivano senza conoscere la lingua, ma attraverso il teatro riescono ad esprimersi e sentirsi parte di qualcosa”, ci tengono a sottolineare le registe. Ed è proprio questo uno degli aspetti più significativi del progetto: il teatro come linguaggio universale, capace di abbattere barriere culturali e linguistiche, favorendo l’inclusione e la crescita personale. 

Scena Erasmus si conferma così non solo come laboratorio teatrale, ma come spazio di incontro e condivisione emotiva per ridere delle difficoltà, esorcizzare l’ansia degli esami e trasformare la lontananza da casa in un’esperienza da ricordare. Così, in una notte sospesa tra realtà ed immaginazione la musica di Mariah Carrey attraversa lo studentato e diventa il mantra pop di studenti e studentesse. 

Un momento di festa all'interno dello studentato

Un momento di festa all'interno dello studentato sulle note di Mariah Carrey

I protagonisti di Scena Erasmus

Protagonisti indiscussi sono stati gli studenti e le studentesse provenienti da diversi paesi che hanno dato vita allo spettacolo del laboratorio Scena Erasmus, portando sul palco lingue, culture e sensibilità differenti. Un gruppo eterogeneo e affiatato che, attraverso il teatro, e guidati dalle registe Graziana Lo Brutto e Chiara Seminara, ha trasformato la diversità in forza espressiva e la condivisione in racconto collettivo.

Gli studenti-attori: Airán Carlos Bautista Velar e Ariadna Benjumea (Spagna), Viktoria Guldmann (Danimarca), Romane Gil (Francia), Mohammad Munem Shahriar Hossain (Bangladesh), Nele Hahn, Lorenz Plohberger, Tristan Schmidt e Leonie Schorr (Germania) insieme con Mirella Caruso, Maria Chiara Cascino, Miryam Catalano, Gresheen Garcia, Miriam Emanuela Guida, Chiara Pia Paci e Lorenzo Salemi. 

Le studentesse e gli studenti "attori" insieme con le registe Graziana Lo Brutto e Chiara Seminara alla fine dello spettacolo

Le studentesse e gli studenti "attori" insieme con le registe Graziana Lo Brutto e Chiara Seminara alla fine dello spettacolo

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