Alma Digital Education Hub e Unict: verso una nuova visione della didattica universitaria digitale

A Catania il convegno conclusivo del progetto riflette su innovazione, inclusione e trasformazione dei modelli formativi tra università, territorio e tecnologie emergenti

Giorgia Sciascia

La didattica universitaria e il suo futuro. Con l’evento conclusivo del progetto ALMA Digital Education Hub, l’Università di Catania ha tracciato un bilancio e aperto uno sguardo sulle sfide della formazione digitale, tra innovazione tecnologica, nuove competenze e un rapporto sempre più stretto con il territorio.

Due giornate dedicate all'evento di chiusura – dal titolo Presentazione dei risultati Alma Digital Education Hub e Alma Unict -, nell'aula Coro di Notte all'interno del Monastero dei Benedettini, incentrate sulle prospettive e sulle sfide riguardanti il progetto.

Il Progetto Alma – Advanced Learning Multimedia Alliance for Inclusive Academic Innovation, finanziato nell’ambito del Pnrr - Subinvestimento Digital Education Hubs (DEH), coordinato dall’Università Federico II di Napoli, in partenariato con 14 università pubbliche e Afam, è un'iniziativa pensata per portare docenti, ricercatori e ricercatrici e personale tecnico amministrativo al centro della trasformazione digitale della didattica

A coordinare le attività per l'Università di Catania è il principal investigator Alberto Fichera.

L'incontro si è aperto con i saluti istituzionali del prof. Giuseppe Speciale, delegato del rettore per la didattica all'Università di Catania, che si è concentrato sull’importanza del progetto Alma nell'ambito della didattica all'Università di Catania e su come può incidere in ambito territoriale. 

«Alma è un progetto che riguarda la didattica e la sua digitalizzazione, non si tratta di trasferire e digitalizzare la didattica tradizionale ma parliamo di un cambio di mentalità», ha affermato il prof. Giuseppe Speciale. L'obiettivo è vedere come le nuove tecnologie possono trasformare la didattica e incidere sull’Università di Catania, poiché l'adozione degli strumenti digitali può trasformare l'università in uno strumento di promozione del territorio, così da arrestare l'emorragia di laureandi che lasciano la città.

«L'adozione delle nuove tecnologie si può tradurre in digitalizzazione del patrimonio, mappatura delle fragilità territoriali e turismo ecosostenibile - ha aggiunto il prof. Giuseppe Speciale -. Dobbiamo aprirci di più al territorio, confrontarci con le realtà di comuni bellissimi ma desolati che vengono ripopolati dai giovani grazie alle nuove tecnologie. Prima di avventurarci in questa digitalizzazione bisogna organizzare un progetto pedagogico, concentrandosi sugli obiettivi da raggiungere e sui servizi da migliorare». 

In questo ambito il progetto Alma ha dato un grande contributo perché le azioni promosse, come gli Open Badge, convergono verso questo scopo. Alma è uno strumento che si può utilizzare per provare a raccogliere e a vincere la sfida che ci dobbiamo porre ovvero incidere sul territorio. «Dobbiamo costruire un’università aperta al cui interno si possono mettere in atto azioni di stimolo e impulso per migliorare la nostra area territoriale», ha concluso il prof. Giuseppe Speciale.

Un momento dell'incontro

Un momento dell'incontro

In seguito ha preso la parola la dott.ssa Tania Melchionna, Coordinatrice tecnica DEH Alma all'Università degli studi di Napoli Federico II, che ha parlato della nascita del progetto Alma grazie alla visione della Federica Web Learning. Il centro Federica Web Learning nasce per raggiungere learners fuori dalle aule accademiche dalla visione di un docente di scienze politiche, in seguito è diventato un centro istituzionale unendosi a diversi bandi europei fino ad arrivare al progetto Alma con l'obiettivo di ospitare nuovi atenei, soprattutto quelli che non si erano posti il problema della digitalizzazione.

Il progetto Alma si fonda su cinque pilastri fondamentali: innovazione, apertura, costruzione della conoscenza, modularità e scalabilità e convergenza. Uno dei più importanti è la convergenza perché Federica Web Learning non nasce con l'idea di creare una telematica poiché la formazione in aula è importante per sviluppare un pensiero critico mentre la digitalizzazione è un alleato per i giovani che imparano soprattutto online e devono trovare nell'università contenuti adeguati a loro. L'obiettivo principale del progetto è costruire conoscenza, ovvero investire sulle persone e sulle loro competenze culturali e tecnologiche per progettare la Digital Education.

Oggi nel progetto Alma sono coinvolte 13 università e l’Afam dell’Accademia di Napoli, che lavorano su sei work package. «Alma è un modo per condividere il sapere dell'ateneo e per fare emergere i nostri saperi senza limiti perché la conoscenza è di tutti. Dobbiamo coinvolgere tutti gli atenei così che possano scegliere in autonomia che tipo di progettazione vogliono portare avanti. È importante avere cruscotti di monitoraggio per capire dove siamo, che obiettivo ti sei dato, in quanto tempo e come vuoi realizzarlo», ha aggiunto la dott.ssa Tania Melchionna.

Il centro Federica Web Learning rappresenta una risposta concreta alla domanda di formazione digitale che agisce come un catalizzatore per personalizzare i percorsi e ottimizzare i processi. La dott.ssa Tania Melchionna si è concentrata sul fenomeno della crescita delle telematiche, riflettendo sull’aumento dei costi per studiare e per muoversi, di conseguenza se da un lato c'è più attaccamento al territorio dall'altro vi è anche una riduzione dello scambio tra atenei. Le telematiche, oltre ad implementare il tutoraggio, impattano tantissimo sugli studenti lavoratori garantendo flessibilità e organizzazione delle lezioni, mentre le università normali non riescono a sostenerli a livello organizzativo. 

L'obiettivo della Federica Web Learning nonché del progetto Alma è far riflettere e spingere gli atenei ad agire in modo concreto per raggiungere un modello didattico basato sulla formazione ibrida potenziata dall'intelligenza artificiale. Di conseguenza si potrebbe ottenere un’evoluzione dell'apprendimento combinando la flessibilità del digitale con il valore relazionale in aula dei docenti.

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