Ambre del mondo e ambra del Simeto: scienza, storia, cultura

Nella sala multifunzionale del Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane si è tenuto un incontro organizzato con diversi esperti del settore

Alfio Russo

Una resina fossile dall’aspetto vetroso che si è creata grazie ad alberi vissuti dai due a cinquanta milioni d’anni fa. Parliamo dell’ambra che, già nota all’uomo sin dall’antichità, è oggetto ancora oggi di studi archeologici e gemmologici. Una pietra che affascina per la sua trasparenza e diafanità e, soprattutto, per il suo colore che varia dal bianco al rosso e marrone.

Ad oggi esistono circa sessanta varietà di ambra che vengono identificate in base alla provenienza geografica. Presente anche in Sicilia, questa particolare resina fossile viene raccolta in Germania, in Romania e in Birmania, ma quella più diffusa in gioielleria proviene dai Paesi Baltici.

Utilizzata da sempre per creare gioielli e oggetti decorativi, oltre che per la produzione dei profumi e incensi, trova applicazione anche in medicina e perfino come oggetto di culto.

Sull’ambra si è tenuto nei giorni scorsi, nella sala multifunzionale del Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane, un incontro dal titolo Ambre del mondo e ambra del Simeto: Scienza, storia, cultura.

Alcune ambre sposte al Museo di Mineralogia, Petrologia e Vulcanologia

Alcune ambre sposte al Museo di Mineralogia, Petrologia e Vulcanologia

L’evento è stato organizzato dalla prof.ssa Germana Barone e dalla dott.ssa Maria Cristina Caggiani del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Catania, in collaborazione con il prof. Alessandro Rippa, antropologo dell’Università di Oslo.

Sono intervenuti, fra gli altri, il prof. Dany Azar, autorità mondiale in paleoentomologia, presidente della Società Internazionale di Paleoentomologia e vicepresidente del Consiglio Mondiale dell'ambra nonché docente all’Istituto di Geologia e Paleontologia di Nanchino e la prof.ssa Sibelle Maksoud, geologa e micropaleontologa libanese, docente all'Università del Libano.

Nel corso dell’incontro si è spaziati dall’ambra dei confini Sino-Birmani all’ambra Libanese e a quella siciliana, ma ci si è soffermati in particolare sulle connessioni fra geologia e antropologia, approfondite dal prof. Alessandro Rippa e dalla dottoranda Leni Charbonneau nell’ambito del progetto ERC “Amber Worlds”.

E, inoltre, sull’ambra libanese in tutti i suoi aspetti, illustrandone gli affioramenti, le diverse inclusioni e gli studi sull’età.

Un momento dell'incontro

Un momento dell'incontro

In questa serie di conferenze dal carattere multidisciplinare si è vista anche l’applicazione di tecniche di analisi non invasiva per lo studio chimico-molecolare dell’ambra, finalizzato a risalire alla sua provenienza o a studiarne i fenomeni di alterazione.

Molto interessante e proficua è stata l’interazione fra il mondo della ricerca scientifica e quello gemmologico-commerciale, rappresentato dal gemmologo e gioielliere catanese Ugo Longobardo, uno dei massimi esperti locali di simetite, che ha approfondito aspetti culturali relativi alla preziosa ambra siciliana.

Un ampio e fruttuoso dibattito è scaturito tra il pubblico di ricercatori, studenti, collezionisti ed appassionati. A chiusura dell’incontro si è svolta una visita al Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane, che possiede anche una piccola collezione di ambra simetite. Una collezione più ampia di ambre del mondo è presente al Museo di Mineralogia, Petrografia e Vulcanologia dell’Università di Catania diretto dal prof. Paolo Mazzoleni.  

Back to top