Finanziati 108 progetti in tutta la Sicilia, la Scuola Superiore di Unict in prima linea per l'inclusione sociale dei giovani
Offrire ai giovani gli strumenti per riconoscere e rifiutare i modelli della violenza criminale: è il cuore di Liberi di scegliere, la misura regionale di educazione alla legalità, di contrasto alla criminalità organizzata e di prevenzione della devianza minorile.
L’iniziativa è mirata a favorire nelle giovani generazioni una conoscenza critica del fenomeno mafioso, a rafforzare i valori della cittadinanza attiva e democratica e a offrire agli studenti gli strumenti culturali per riconoscere e contrastare modelli sociali fondati sulla violenza e sull'illegalità. E nella sola provincia di Catania ha trovato terreno fertile con ben 44 progetti finanziati.
Nei locali dell’ex Cappella di Villa San Saverio, nei giorni scorsi, il progetto “Liberi di scegliere”, è stato illustrato dalla presidente della Scuola Superiore di Catania, Ida Nicotra, e dal presidente del Tribunale dei Minori di Catania, Roberto Di Bella, ideatore del progetto, alla presenza del direttore amministrativo della scuola d’eccellenza Vincenzo Reina e di numerosi dirigenti scolastici etnei.
Un momento della presentazione
In particolar modo, la prof.ssa Ida Nicotra ha sottolineato che il “progetto nasce per contribuire a scardinare l'idea che la criminalità sia un destino inesorabile e una sorta di condanna per i giovani nati in contesti mafiosi”.
Nel suo intervento la docente ha poi evidenziato un traguardo normativo di grande rilievo: l'approvazione della legge regionale n. 15 del 2024, che introduce interventi di sostegno e protezione per l'inclusione sociale di minori e familiari provenienti da ambienti criminali. Questa norma segna un passaggio epocale dalla mera repressione alla prevenzione, supportato da significativi investimenti economici e culturali e dal coinvolgimento attivo della Scuola Superiore di Catania.
Un momento dell'intervento della prof.ssa Ida Nicotra
Il Presidente per il Tribunale dei Minori di Catania, Roberto Di Bella, ha sottolineato che il progetto “prevede la creazione di reti strutturate con le scuole per dimostrare ai ragazzi appartenenti a famiglie mafiose che esiste un'alternativa al circuito penale minorile e a un destino spesso tragico”.
“Questa iniziativa – ha aggiunto -, nata dalla sua esperienza sul campo, si è evoluta in un protocollo nazionale e successivamente in una legge regionale pionieristica in Sicilia”. Per sensibilizzare gli studenti, il dott. Roberto Di Bella ha suggerito di partire dalla visione del film e dalla lettura del libro Liberi di scegliere, proponendo poi attività in grado di stimolare l'emotività.
“Tra queste – ha evidenziato - rappresentazioni teatrali, realizzazione di podcast, murales e, soprattutto, incontri diretti con i familiari delle vittime di mafia e con i minori coinvolti nella criminalità, in un'ottica di arricchimento reciproco”.
Un momento dell'incontro del Tribunale dei Minori di Catania, Roberto Di Bella
La Scuola Superiore di Catania, nell’ambito della misura regionale, ha avuto un ruolo determinante. La struttura, infatti, ha promosso e sviluppato 19 dei 44 progetti catanesi (oltre il 43% del totale provinciale), ottenendo un finanziamento complessivo di quasi 300 mila euro.
Sotto l'indirizzo della presidente Ida Nicotra e con il supporto del tutor Giuseppe Trovato, la Scuola Superiore di Catania ha accompagnato le scuole nella definizione delle attività e dei contenuti didattici.
A livello regionale, la graduatoria definitiva approvata nel luglio scorso ha finanziato 108 proposte per oltre un milione 600 mila euro. Catania, con quasi 660 mila euro destinati ai suoi 44 progetti, si è confermata la prima provincia siciliana per numero di iniziative.
Le attività previste, da concludersi entro il 30 giugno 2027, includono laboratori e incontri formativi con docenti, magistrati, forze dell'ordine e testimoni dell'antimafia, rafforzando l'alleanza tra scuola e Università.
Il tutor Giuseppe Trovato