“Atelier in Musica. L’arte incontra l’arte”

Il violoncello del maestro Vadim Pavlov ha inaugura la rassegna musicale all’interno dell’Atelier dell’Associazione culturale Carmelo e Ileana Mendola

Irene Isajia

Spazio all’arte con l’arte. Ha ripreso vita così, aprendosi al territorio, con una rassegna musicale all’interno dell’Atelier, la Casa Museo Mendola.

Un’iniziativa fortemente voluta dalla presidente dell’associazione culturale Carmelo e Ileana Mendola, Renata Zappalà (nipote dell’artista Carmelo Mendola e figlia di Ileana), insieme con il presidente dell’associazione culturale Collegium Musicum Catania, Angelo Litrico, direttore artistico della rassegna. Un dialogo fra le arti di cui lascia il testimone lo stesso Carmelo Mendola: scultore, pittore, fotografo, poeta, musicista.

Il programma che, si snoda su cinque appuntamenti di musica classica, ha esordito con il violoncello del maestro Vadim Pavlov, che ha fatto brillare il suo spiccato tecnicismo, l’originale capacità interpretativa, l’eleganza del suono attraverso brani di elevato virtuosismo: Suite n. 6 in Re maggiore per violoncello di J. S. Bach, la Suite n. 2 in Re minore di M. Reger e la Sonata- Fantasia in Do maggiore per violoncello di Khachaturian. 

In una platea gremita di partecipanti, le pitture e le sculture hanno reso il concerto un unicum che ha permesso un’esperienza sensoriale completa. Applauditissima la performance del mastro che non si è sottratto ai bis.

Vadim Pavlov

Il maestro Vadim Pavlov mentre si esibisce nell'Atelier della Casa Museo Mendola

Vadim Pavlov

Nato nel 1960 a Leningrado (San Pietroburgo), in Russia. Sin da bambino ha evidenziato eccellenti attitudini musicali, così che a sei anni è entrato nella Scuola Musicale per bambini prodigio al Conservatorio della sua città, classe di violoncello. In poco tempo è diventato il primo violoncello dell’orchestra della stessa scuola. Allievo di straordinarie doti musicali, il giovane violoncellista si distingueva, infatti, per il fraseggio elegante, per la qualità del suono, per le alte possibilità tecniche e per l’originale capacità d’interpretazione, superiori per maturità e rendimento a quelle dei suoi coetanei. 

Ritenuto, a giudizio unanime, uno dei migliori allievi della Scuola Musicale, ha suonato per la televisione nazionale russa ed ha eseguito numerosi recital in Unione Sovietica ed in Germania. Nel 1978 si è diplomato con il massimo dei voti in tutte le discipline musicali, teoriche e pratiche, vincendo successivamente il concorso nazionale per accedere al Conservatorio “Rimsky-Korsakov” di Leningrado, dove si è affermato come importante musicista della “Capitale culturale russa”, riscuotendo sempre un ampio successo di critica e di pubblico. Ha suonato in varie formazioni cameristiche nelle più prestigiose sale di Leningrado, in altre città russe e all’estero. Come solista e camerista, è stato premiato ai concorsi nazionali a Mosca, Riga, Leningrado e Voronezh. 

Già 1° violoncello dell’orchestra del Conservatorio di Leningrado, a soli 18 anni è stato invitato dal maestro Nikitin a far parte della Filarmonica di Leningrado con la quale ha collaborato con regolarità per diversi anni. Vadim Pavlov ha sempre rivolto grande interesse per le composizioni rare ed ha affrontato significative ricerche storiche per l’esecuzione originale di brani famosi nel corso di numerose tournee nazionali.

Dal 1990 ha stretto contatti con il mondo musicale italiano, sino a prendere la decisione di stabilire la propria residenza in Sicilia. Subito apprezzato dalle più importanti associazioni musicali italiane, Vadim Pavlov ha realizzato numerosissime tournée in Italia, in Francia, in Spagna, in Svizzera ed in altri Paesi Europei, ed anche in Giappone. 

Nel 1991 ha vinto l’audizione come primo violoncello all’Orchestra Sinfonica Siciliana di Palermo, con la quale ha collaborato per nove anni. In questi anni ha fondato il quartetto “Ars Nova”, il “Trio Siciliano”, ed ha allestito programmi per duo violoncello e chitarra e per duo violoncello e contrabbasso. Ha collaborato con pianisti di chiara fama come Fiuzzi, Voskobojnikov, Bentivegna, Montesano, Ferraris, Ballerini, Zenziper. Ha vinto numerosi concorsi di musica da Camera. 

Nel 1994 è stato nominato professore della Federazione mondiale delle scuole di musica di Ginevra ed è stato insignito di Cavaliere dell’Ordine Mondiale delle Scienza Musicali con sede a Ginevra. Dal 1999 ha ricoperto il ruolo di primo violoncello al Teatro Bellini di Catania. È direttore artistico del Festival Internazionale di musica da camera “Le Belliniadi”, annuale rassegna che ha visto nel suo programma nomi del calibro di Bonfadelli, Zenziper, Konovalov, Berlinsky, Dogadin. È fondatore e direttore artistico dell’Accademia Internazionale degli Strumenti ad arco “Suoni delle Madonie” e dell’omonimo Festival Internazionale di Musica da Camera. Recentemente, il Presidente della Repubblica Italiana ha conferito al mastro Pavlov la cittadinanza italiana.

concerto di Vadim Pavlov

Un momento dell'esibizione di Vadim Pavlov

La Casa Museo Mendola

Il luogo della Casa Museo è stato costruito proprio dallo scultore Carmelo Mendola (1895-1976) come casa-laboratorio-studio, aperta sempre al pubblico. Mendola, personalità poliedrica, aveva il desiderio di riunire la famiglia intorno ad un’idea di bellezza che ancora oggi trova spazio grazie alle diverse operazioni culturali avvenute fino ad oggi. La prima a dare seguito a questa volontà è stata la figlia Ileana, anche lei artista. 

Fonda nel 1981, il Centro di Informazione Arte Contemporanea attraverso cui, per dieci anni, la casa museo ha vissuto un tempo di grande fermento e intensa attività, accogliendo diverse personalità importanti quali Dario Fo, Gregory Corso, Sciascia, Bufalino, curando eventi di alto valore artistico nonché scientifico e, grazie alla collaborazione di personalità autorevoli del panorama culturale catanese, il centro ebbe la denominazione di istituto d’eccellenza

Con la chiusura del CIAC, la casa museo è sempre meno conosciuta dal territorio se non attraverso le iniziative messe in atto dagli eredi Mendola. Il 2013 segna una seconda svolta con i nipoti di Carmelo Mendola che costituiscono l’associazione culturale Carmelo e Ileana Mendola con lo scopo di gestire e valorizzare il patrimonio artistico legato alla figura dei due artisti; promuovere attività orientate alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico della Città di Catania, del suo territorio e dell’identità siciliana e anche ad iniziative di carattere artistico-culturale che riguardano la multidisciplinarietà dell’arte in ogni sua forma espressiva. 

Grazie ad un finanziamento del 2018, l’associazione ha realizzato, ed inaugurato nel 2021, il restauro di una delle opere più rappresentative di Carmelo Mendola: la monumentale fontana de “I Malavoglia” nel cuore di piazza Giovanni Verga a Catania.

Per far ripartire l’attività di promozione della casa museo, l’associazione ha scelto la “Musica” come arte con cui iniziare a dialogare, fonte di ispirazione dello stesso scultore. È l’incontro con il maestro Angelo Litrico, clarinettista e presidente dell’Associazione culturale Collegium Musicum Catania che si occupa, in particolare, della valorizzazione e promozione della musica antica, che riprende vita l’idea di una casa-museo-laboratorio attraverso la proposta di una rassegna musicale in cui le arti dialogano tra loro in una comunicazione diffusa tale che lo spettatore non è solo ascoltatore, non è solo partecipe visivamente ma i sensi sono tutti coinvolti nell’abbraccio artistico sia delle opere esposte che della musica che crea un forte intreccio emotivo. 

Resta intensa l’esperienza della “casa che accoglie”, un sentire comune a tutti i partecipanti che con grande entusiasmo hanno ringraziato per il clima creato, per la professionalità proposte e per il profuso impegno culturale.

Un particolare della Casa Museo Mendola

Un particolare della Casa Museo Mendola

Carmelo Mendola

Nasce a Catania nel 1895. Mostra, sin da giovane, una spiccata attitudine verso l’arte pittorica e la musica. Segue, inizialmente, le orme del padre falegname. All’età di 40 anni inizia a cimentarsi nella scultura da autodidatta, modellando la testina della primogenita e il corpo di una danzatrice (1936). È da qui che inizia il suo percorso artistico che lo porta presto ad esprimersi in un linguaggio plastico ci alta definizione e raffinatezza. Nonostante il pregiudizio nei confronti del suo debutto artistico non canonico e distante dal mondo accademico, egli affermò un’autentica vocazione evidenziata dalle opere stesse. 

Fu invitato a rassegne di ampio respiro artistico quali la Biennale di Venezia nel 1956, le Quadriennali d’arte di Roma nel 1952, nel ’55 e nel ’59 e la Quadriennale d’Europa a Roma nel 1966. Tra le sue opere più note: i busti di Angelo Musco e Giuseppe De Felice posti lungo il viale degli uomini illustri nelle Villa Bellini di Catania; la Nike posta lungo la scogliera del lungomare di Giardini Naxos; la monumentale fontana dei Malavoglia inaugurata nel 1975 posta in piazza Giovanni Verga a Catania.

Ileana Mendola

Figlia dell’artista Carmelo Mendola, nasce a Catania nel 1926. La sua arte parte da basi pittoriche figurative e ha maturato, nel tempo, un’evoluzione di linguaggio e di pensiero che l’hanno condotta a sviluppare una nuova espressione formale attraverso l’uso di materiali “poveri” (sacchi di juta, corde, pezze, spaghi). Ileana dice che se si vuole trovare il messaggio intriso nelle sue opere è certamente la ricerca del bello attraverso la semplicità delle cose umili, vecchie, trascurate

Si lascia interessare dalla tela (consumata, macchiata, vissuta) e dalle trame dei suoi fili (ma anche ai fili di cotone, di lana, di metallo), filo sinonimo di segno. Ha come riferimento i sacchi di Alberto Burri e, dal suo studio, ne trae una propria e personalissima cifra stilistica in cui riduce il colore che viene lavorato nei toni del bianco, grigio e nero. In ogni tela Ileana propone istanze di vitalità nuova, mediante dimensionalità molteplici da diversi punti di osservazione. Gioca sulle ombre attraverso impatto della materia sul colore.

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