Bellini International Context, a Catania la contaminazione dei saperi

Oltre 30 appuntamenti tra musica, teatro, ricerca e divulgazione. L’Università di Catania ospita l’incontro su “Bianca e Gernando”

Alfio Russo

La musica di Vincenzo Bellini come punto d’incontro tra saperi, linguaggi e discipline diverse. È questa una delle chiavi della sesta edizione del Bellini International Context (Bic), che dal 15 settembre al 4 ottobre porterà in Sicilia oltre trenta appuntamenti, coinvolgendo più di 1.500 artisti e trasformando Catania e gli altri capoluoghi coinvolti in un grande laboratorio culturale diffuso.

Presentata a Palazzo d’Orléans, a Palermo, la manifestazione, promossa dalla Regione Siciliana attraverso l’assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo e coordinata dal Teatro Massimo Bellini di Catania, conferma infatti una vocazione che va ben oltre il repertorio lirico. Opera, concerti classici e jazz, teatro, narrazione, ricerca musicologica, prime esecuzioni e iniziative negli spazi urbani entrano in dialogo costruendo attorno alla figura di Bellini una rete di contaminazioni capace di coinvolgere pubblici e competenze differenti.

In questo percorso si inserisce anche il ruolo dell’Università di Catania, una delle istituzioni che compongono la rete del Bic. L’ateneo catanese ospiterà, infatti, il 25 settembre alle 16.30, nel Palazzo centrale, l’incontro di studi Intorno a Bianca e Gernando e l’opera italiana alle soglie del Romanticismo, promosso dal Dipartimento di Scienze umanistiche, diretto dalla prof.ssa Stefania Rimini, in collaborazione con il Conservatorio “Bellini” di Catania e la Fondazione Bellini – Centro Studi Belliniani.

L'appuntamento – coordinato dalle docenti Maria Rosa De Luca e Graziella Seminara - rappresenta in modo particolarmente significativo la filosofia del festival: la musica di Bellini diventa occasione di confronto tra storia, musicologia, ricerca, formazione e divulgazione. 

Al centro dell’incontro ci sarà Bianca e Gernando, il secondo melodramma del compositore catanese, del quale nel 2026 ricorre il bicentenario della prima rappresentazione, avvenuta al Teatro di San Carlo di Napoli il 30 maggio 1826.

Gli studiosi saranno chiamati ad approfondire il ruolo della partitura nel percorso artistico del giovane Bellini e la sua collocazione nella delicata fase di passaggio tra l’opera seria tardo-settecentesca, ancora fortemente influenzata da Rossini, e la nuova stagione romantica inaugurata da Il pirata. La riflessione scientifica troverà poi una naturale prosecuzione nella musica: il 26 settembre, a Palazzo della Cultura, l’Orchestra giovanile e alcuni studenti delle classi magistrali di Canto del Conservatorio “V. Bellini” eseguiranno pagine tratte proprio da Bianca e Gernando, sotto la direzione di Giuseppe Romeo.

È una contaminazione che attraversa l’intero programma del Bic. Nel rapporto tra musica e narrazione si muovono, ad esempio, Bellini alla Norma. Un concerto da gustare, con il pianista Danilo Rea e l’attore Cesare Bocci, e Tre favole belliniane, su testi di Lina Maria Ugolini e musiche di Bellini e Luciano Maria Serra. La musica diventa inoltre strumento di inclusione con le compagini orchestrali e corali di MusicaInsieme a Librino, nate in un quartiere periferico della città e protagoniste di un progetto nel quale disagio sociale, formazione e arte trovano un punto di incontro.

La ricerca e la divulgazione si intrecciano anche attraverso il ciclo Un Bellini, s’il vous plaît!, promosso dal Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università di Catania, dalla Fondazione Bellini e Centro Studi Belliniani, in collaborazione con il Conservatorio etneo. E il rapporto con la città sarà ulteriormente rafforzato da “AnimiAMO il Monumento di Vincenzo Bellini”, che per tutta la durata della manifestazione porterà a Piazza Stesicoro flash mob musicali, narrazioni e iniziative curate dagli studenti della Scuola di Didattica del Conservatorio.

Fulcro del calendario, infatti, sarà la nuova produzione de I Puritani, realizzata dal Teatro Massimo Bellini con le proprie maestranze orchestrali e corali, tecniche e amministrative. Sul podio Fabrizio Maria Carminati, bacchetta illustre e direttore artistico del Bic, incarico che riveste già per l’ente lirico etneo. Nel cast si distinguono il soprano Jessica Pratt e il tenore Dmitry Korchak. 

Il cartellone sarà animato da altri nomi di spicco, tra i quali si segnalano i direttori d’orchestra Sergio Alapont, Giuseppe Aprea, Epifanio Comis, Ville Einar Matvejeff, Francesco Ommassini, Giuseppe Romeo, Eckehard Stier, Najden Todorov; i cantanti lirici Valerio Borgioni, Christian Federici, Gilda Fiume, Carlo Lepore, Irina Lungu, José Maria Lo Monaco, Dave Monaco, Dario Russo; i pianisti Francesco Nicolosi e Danilo Rea; il direttore d’orchestra e pianista Ruben Micieli; i registi Renato Bonajuto e Davide Garattini Raimondi; gli attori Gaetano Aronica e Cesare Bocci.

Il tema della contaminazione dei saperi diventa così il filo conduttore di un festival che non si limita a celebrare Bellini, ma prova a rileggerne l’eredità attraverso prospettive differenti, mettendo in rete istituzioni culturali, università, conservatori, teatri e realtà del territorio.

In foto da sinistra Giovanni Cultrera di Montesano, Elvira Amata e Caterina Andò

In foto da sinistra Giovanni Cultrera di Montesano, Elvira Amata e Caterina Andò

Bic 2026, Bellini torna nella dimensione cosmopolita

«Vincenzo Bellini è una delle espressioni più alte dell’identità culturale di Catania e della Sicilia – affermano Giovanni Cultrera di Montesano e Fabrizio Maria Carminati –. La sua musica ha oltrepassato i confini del tempo e dello spazio, divenendo patrimonio universale e conservando ancora oggi una forza e una modernità straordinarie. Da questa consapevolezza nasce il Bellini International Context. La sesta edizione ci conduce nella Parigi del 1835, crocevia della cultura europea e luogo della consacrazione internazionale del Cigno catanese. Al centro del programma saranno I Puritani, nuova produzione del Teatro Massimo Bellini, attraverso cui si apre una finestra su quella straordinaria stagione artistica, accanto alle figure di Rossini, Donizetti, Wagner, Liszt e Chopin. Un percorso che restituisce Bellini alla dimensione cosmopolita nella quale maturò la sua arte».

«Il Bellini International Context - dice il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani - è un appuntamento che, anno dopo anno, rinnova il proprio valore per Catania e si afferma sempre più come uno degli eventi di riferimento della vita culturale della Sicilia orientale e dell’intera Isola. Siamo orgogliosi che la Regione Siciliana possa sostenere una manifestazione capace di valorizzare il genio e l’eredità di Vincenzo Bellini, promuovendo al tempo stesso la cultura siciliana e rafforzando l’attrattività del nostro territorio. Investire in manifestazioni di questa caratura significa credere nella cultura come strumento di crescita, di identità e di apertura della Sicilia al pubblico nazionale e internazionale».

«È significativo - aggiunge l’assessore Elvira Amata - che il progetto sia stato costruito sin dalla prima edizione grazie ad una rete di prestigiose istituzioni, espressione di una volontà di fare sistema che nel tempo ha saputo consolidarsi e sviluppare nuove sinergie. Dal 2021 la Regione Siciliana promuove e organizza il festival, un percorso multigenere che intreccia la musica alle altre arti e rafforza l’offerta turistica, generando valore per l’intero territorio. Da questa visione nasce l’autorevolezza del Bic nel testimoniare la stratificazione culturale e la vocazione internazionale della nostra Isola. La musica del Cigno catanese diventa così la voce e l’ambasciatrice della Sicilia nel mondo».

Il sindaco Enrico Trantino è intervenuto con un nota per sottolineare il rilievo della sesta edizione del Bellini International Context.. La manifestazione, dedicata al grande compositore catanese Vincenzo Bellini, si svolgerà in gran parte nel capoluogo etneo: un onore e un onore che Trantino, impegnato oltre lo Stretto, ha inteso evidenziare con un messaggio, nella doppia veste di primo cittadino e di presidente del Teatro Massimo Bellini.

Ed è proprio l'ente lirico a coordinare il Bic, realizzato in bella sinergia con il Teatro di Messina, l’Arcidiocesi di Catania, la Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, la Fondazione Taormina Arte Sicilia, l’Università di Catania, i Conservatori di Catania, Messina e Palermo.

«Vincenzo Bellini è figlio di Catania, ma la sua musica - osserva Trantino - appartiene al mondo. Le partiture che ci ha lasciato conservano intatta la capacità di incontrare sensibilità diverse e di generare inedite forme di espressione. È da questa consapevolezza che nasce il Bellini International Context, promosso dalla Regione Siciliana grazie ad una rete di prestigiose realtà culturali: un progetto che raccoglie l’eredità del grande operista per trasformarla in un’occasione di cultura viva, di confronto e di contemporaneità.

Musica, teatro, danza, ricerca e linguaggi diversi s’incontrano in un percorso che coinvolge l'intera comunità e, soprattutto, avvicina Bellini alle generazioni più giovani».

«Per Catania – aggiunge il primo cittadino - il BIC rappresenta dunque motivo di particolare orgoglio. Esaltare il legame con il suo più illustre concittadino significa riaffermare la vocazione di una città che, attraverso le sue istituzioni e il suo Teatro, partecipa attivamente alla costruzione di un’iniziativa in grado di valorizzare il proprio patrimonio e, allo stesso tempo, proiettarlo nel futuro. La grandezza di Bellini sta, infatti, nella sua forza di parlare ancora, oggi, al nostro tempo. E il modo più autentico per celebrarlo è lasciare che la sua melodia infinita continui a vivere e a emozionare, partendo da dove tutto ha avuto origine».

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