Benedetto Croce. L'attualità del pensiero tra filosofia e politica

Al Monastero dei Benedettini il seminario di studi sulla figura e sull’eredità intellettuale del celebre filosofo e storico italiano

Calogero Genco e Giuseppe Rasconà

Il Monastero dei Benedettini ha ospitato il seminario di studi La vita di Benedetto Croce, un incontro dedicato alla figura e all'eredità intellettuale del celebre filosofo e storico italiano. Prendendo spunto dalla biografia "Benedetto Croce. Una vita per la nuova Italia" di Emanuele Cutinelli Rendina, il dibattito ha visto la partecipazione di studiosi di rilievo come Enrico Iachello, Andrea Manganaro e Carmelo Tramontana.

L'evento, aperto dai saluti istituzionali del Direttore del Dipartimento di Scienze umanistiche Marina Paino, nei locali del Coro di Notte "Giancarlo Magnano San Lio", ha offerto l’occasione per riflettere sull’importanza storica e filosofica di Croce, il cui pensiero continua a suscitare interesse e dibattito nella cultura contemporanea.

L'importanza storica di Croce

Benedetto Croce è stato una delle figure più rilevanti del pensiero filosofico e politico italiano del Novecento. Filosofo idealista, storico e critico letterario, ha lasciato un segno profondo nella cultura del suo tempo, opponendosi con fermezza al fascismo e difendendo i valori del liberalismo. Durante la conferenza, i relatori hanno evidenziato come la sua concezione della libertà, della storia e dell'etica continui a offrire strumenti di analisi per comprendere le dinamiche politiche odierne.

Nel corso dell'evento sono stati trattati alcuni dei concetti chiave del pensiero crociano: la filosofia dello spirito, analizzando la sua visione della storia come "storia della libertà" e il rifiuto del positivismo; l'impegno politico, enfatizzando il ruolo di Croce nella resistenza intellettuale al fascismo e la sua concezione della democrazia liberale; il contributo alla storiografia e alla critica letteraria e la sua interpretazione dell'arte come espressione dell'intuizione estetica.

Uno degli aspetti più dibattuti è stato il modo in cui Croce, nella sua fase iniziale, ha osservato il fascismo senza condannarlo esplicitamente, considerandolo un fenomeno storico transitorio che poteva stimolare una rigenerazione politica. Da Senatore del Regno d'Italia, con l'inasprimento della dittatura, la sua posizione si è progressivamente modificata, portandolo a divenire uno dei principali oppositori del regime. Dopo la Seconda guerra mondiale partecipò alla rinascita della democrazia italiana, sostenendo un liberalismo di matrice etico-storica.

Un momento dell'incontro

Un momento dell'incontro

Il pensiero filosofico e le lettere

Croce è noto soprattutto per la sua filosofia dello Spirito, un sistema idealistico che riprende e rielabora la tradizione hegeliana. Si distinguono quattro forme fondamentali dello Spirito: l'arte, la filosofia, l'economia e l'etica. L'arte è la forma dell'intuizione, la filosofia è la forma del concetto, l'economia rappresenta l'utile e l'etica il dovere morale. Questa concezione influenzò profondamente il dibattito filosofico del Novecento, contrapponendosi sia al positivismo sia al materialismo storico marxista.

Le lettere di Croce sono caratterizzate da un linguaggio molto formale e argomentativo. Spesso si tratterà di missive lunghe e dense, in cui il filosofo non solo risponde a domande o commenta eventi, ma anche sviluppa concetti complessi. La sua scrittura è chiara, ma non priva di difficoltà, tanto che le sue lettere richiedono una lettura attenta e un'interpretazione accurata.

La raccolta delle lettere di Croce è stata oggetto di numerosi studi e pubblicazioni, che hanno permesso di ricostruire in dettaglio la sua figura e il suo pensiero. Molte di queste lettere sono state pubblicate postume, a partire dagli anni '50, e sono divenute una risorsa imprescindibile per chi studia la sua filosofia e il suo impatto sulla cultura italiana.

Proprio in merito a questo, durante la conferenza sono state proposte alcune delle lettere più significative relative alla raccolta di Benedetto Croce, come quella datata 14 maggio 1919, in cui l’intellettuale italiano risponde a una richiesta del Can. Tanzella riguardo a una discussione sulla filosofia e l'arte italiana dopo la guerra. Croce commenta il ritorno, in Italia, di un pensiero retrivo che si oppone all'influenza delle "nebbie nordiche", ossia delle correnti filosofiche e culturali provenienti dal Nord Europa. Questo grido conservatore, che chiede di tornare alle "tradizioni nostre", ricorda quelli già espressi dai reazionari e dai clericali nel primo Ottocento.

Croce sottolinea che i grandi intellettuali italiani dell'epoca, come Manzoni, Berchet, De Sanctis e Spaventa, non avevano paura di confrontarsi con queste influenze straniere, ma anzi, le abbracciavano per arricchire il pensiero e la cultura italiani. Per lui, solo una mente libera dai pregiudizi è in grado di compiere il proprio dovere verso la patria, ed è questa apertura alla cultura universale che permette di formare una vera individualità.

Un momento dell'incontro

Un momento dell'incontro

Al tempo stesso Croce auspica che, una volta vinta la guerra, gli italiani si impegnino negli studi con un approccio aperto e internazionale, utilizzando tutti i mezzi che il mondo offre, senza limitarsi a concezioni nazionalistiche ristrette. La filosofia, secondo Croce, insegna che solo innalzandosi verso l'universalità si può sviluppare una solida e vigorosa individualità.

Le lettere non solo offrono una finestra diretta sulla vita e sull'opera di Croce, ma sono anche uno strumento indispensabile per comprendere la sua biografia intellettuale. Croce era un uomo che vedeva nella scrittura una delle forme più pure di espressione del pensiero, e la sua corrispondenza epistolare è quindi un riflesso diretto della sua visione filosofica.

Al tempo stesso lettere rivelano il suo costante impegno nella vita politica e culturale, dimostrando come la filosofia di Croce non fosse mai un’astrazione, ma fosse radicata nella realtà storica e sociale. Le lettere di Benedetto Croce sono una risorsa fondamentale per chi desidera avvicinarsi alla sua figura. Offrono un’occasione unica per conoscere il pensiero di uno dei più grandi filosofi italiani, ma anche la sua esperienza umana e la sua partecipazione alla vita politica e culturale del suo tempo.

Il pensiero di Croce nel contesto attuale

Nel contesto attuale, segnato da crisi democratiche, populismi e cambiamenti culturali, il pensiero di Croce mantiene una sorprendente attualità. Il suo richiamo alla libertà e alla responsabilità individuale, nonché la sua concezione della democrazia come espressione di cultura, razionalità e intelligenza, offrono ancora oggi spunti di riflessione per affrontare le sfide del presente. Gli studiosi intervenuti alla conferenza hanno sottolineato come la filosofia crociana possa costituire un punto di riferimento per contrastare le derive autoritarie e le semplificazioni populiste.

L'incontro si è rivelato un'importante occasione per riscoprire il valore del pensiero di Benedetto Croce, non solo come eredità storica, ma come chiave di lettura per il mondo contemporaneo. Il dibattito che ha concluso la conferenza ha testimoniato il vivo interesse per una delle figure più influenti della cultura italiana del Novecento, confermando l'attualità delle sue riflessioni nel panorama intellettuale e politico di oggi.

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