Bosco Colto: il paesaggio come infrastruttura vivente tra cultura, ecologia e comunità

Il progetto promosso da Makramè ha ottenuto una menzione nazionale del Ministero della Cultura affermandosi come modello innovativo di rigenerazione territoriale nei paesaggi fragili della Sicilia

Alfio Russo

Rigenerare il paesaggio attraverso nuove forme di convivenza tra comunità umane e non umane. È l’obiettivo principale al centro di Bosco Colto, il progetto promosso dall’associazione Makramè che sperimenta, nei Boschi di Santo Pietro a Caltagirone, un modello innovativo di relazione tra ecologia, cultura e territorio. Una visione che interpreta il paesaggio non come semplice spazio da tutelare, ma come infrastruttura vivente capace di generare connessioni, saperi e pratiche condivise, e che ha recentemente ottenuto una delle sette menzioni nell’ambito della Giornata Nazionale del Paesaggio 2026, promossa dal Ministero della Cultura.

Alla cerimonia di consegna della quinta edizione del Premio Nazionale del Paesaggio e del seminario dedicato ai 25 anni della Convenzione Europea del Paesaggio, nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura a Roma, sono intervenuti Dario Felice, co-direttore assieme a Marco Navarra del Bosco Colto Campus, per l'associazione Makramè, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni, studiosi e progettisti impegnati nella tutela e valorizzazione del paesaggio italiano.

Nel corso della giornata sono stati presentati e discussi diversi progetti e pratiche dedicati alla cura del paesaggio, alla gestione dei territori e alla diffusione di buone pratiche di progettazione. 

Bosco colto

Bosco Colto project

In questo contesto, Bosco Colto è stato richiamato come esempio di pratica progettuale e culturale orientata alla rigenerazione territoriale e alla costruzione di nuove relazioni tra comunità, ambiente e paesaggio. Sviluppato nei Boschi di Santo Pietro a Caltagirone, Bosco Colto propone una visione del paesaggio come infrastruttura ecologica vivente, capace di intrecciare ecologia, architettura, arte, cultura materiale e pratiche sociali. Il progetto si configura come una piattaforma di ricerca e azione sul campo che sperimenta nuove forme di convivenza multispecie e modelli di rigenerazione territoriale nei paesaggi fragili dell'entroterra siciliano.

A sostenere il progetto anche l'Università di Catania (tramite il Dipartimento civile e architettura e la Struttura didattica speciale Architettura e Patrimonio culturale di Siracusa), nell'ambito dei progetti Errare (Progetto di ricerca "Terre Fragili Terre Fertili", piano Piaceri Dicar Unict) e Prin 2022 Pnrr “TEArch – Verso un'architettura terrestre. Strategie di convivenza e di cura per i paesaggi a rischio dell'Italia meridionale" insieme con il Comune di Caltagirone, l'Assessorato dell'Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea della Regione Siciliana e la Stazione Consorziale.

dario Felice

Un momento della consegna del premio. In foto Dario Felice

«Bosco Colto nasce dall’incontro tra due parole, bosco e colto, che evocano il legame profondo tra colture e culture – sottolinea il prof. Marco Navarra, direttore scientifico del progetto e associato di Architettura del paesaggio al Dipartimento di Ingegneria e civile e architettura dell’Università di Catania -. Il caso studio dei Boschi di Santo Pietro, nel territorio di Caltagirone, ci permette di immaginare il paesaggio come un’infrastruttura ecologica vivente: un sistema di relazioni che intreccia specie vegetali e animali, comunità umane, saperi locali, pratiche artistiche e architetture. In questa prospettiva il bosco non è soltanto un patrimonio naturale da preservare, ma un ecosistema complesso capace di generare relazioni, cultura materiale e nuove forme di convivenza». 

«Per secoli, nelle città mediterranee, il bosco ha rappresentato un bene comune fondamentale, una rete di intelligenza diffusa capace di nutrire la vita sociale ed economica dei territori. Oggi, di fronte alle fragilità ecologiche e allo spopolamento delle aree interne, è necessario ricostruire questo legame vitale tra comunità, città e foresta. Bosco Colto propone di ripensare il bosco come una nuova infrastruttura capace di autorigenerare i territori e di offrire alle generazioni future uno spazio fertile di cura e coesistenza multispecie», ha aggiunto il docente.

Bosco Santo Pietro

Rigenerazione del Bosco di Santo Pietro

Attraverso attività di ricerca, workshop, campus e installazioni site-specific, Bosco Colto promuove un approccio transdisciplinare che mette in dialogo comunità locali, ricercatori, artisti e progettisti, contribuendo alla costruzione di nuove modalità di abitare e di comprendere il territorio.

La menzione nell'ambito della Giornata Nazionale del Paesaggio rappresenta un riconoscimento significativo per il lavoro svolto, a partire dal 2022, da Makramè e dal partner del progetto, confermando la rilevanza delle pratiche sperimentali che connettono paesaggio, cultura e innovazione sociale.

Makramè APS è un centro di ricerca indipendente attiva da oltre due anni in Sicilia. È unofficina natural-culturale di progetto e ricerca che promuove la creatività contemporanea e la rigenerazione territoriale nei paesaggi dellAntropocene, con particolare attenzione al Bosco di Santo Pietro-Caltagirone. Integra architettura, ecologia e arte attraverso un approccio transdisciplinare. Ha ideato Bosco Colto Campus, una summer school di progettazione istantanea che coinvolge comunità locali, ricercatori, architetti, artisti e artigiani. Makramè attiva pratiche partecipative e multispecie, costruendo reti tra sapere teorico e trasformazione concreta del territorio.

Back to top