Sport, cultura del mare, educazione ambientale e divertimento: oltre trenta bambini protagonisti del campus ideato da Aurelio e Salvo Scebba nel cuore dell’Area Marina Protetta Isole Ciclopi
Tra canoe che scivolano sull’acqua, kayak colorati che attraversano la baia, escursioni tra cale nascoste e l’emozione di salire sulle moto d’acqua della Polizia di Stato, l’estate ad Aci Castello ha ancora una volta il volto sorridente dei piccoli protagonisti del Campus Maestro Mare.
Oltre trenta bambine e bambini hanno preso parte anche quest’anno a una delle esperienze educative più longeve e apprezzate della Riviera dei Ciclopi, un percorso che unisce attività sportive, marinaresche, cultura, benessere e intrattenimento nel suggestivo scenario dell’Area Marina Protetta Isole Ciclopi.
E proprio i loro sorrisi raccontano meglio di qualsiasi parola lo spirito dell’iniziativa: i ragazzi riuniti a bordo delle imbarcazioni, le pagaiate in kayak nelle acque calme della costa, le nuotate davanti al Castello Normanno e l’entusiasmo incontenibile suscitato dall’arrivo delle moto d’acqua della Polizia di Stato. Un’occasione speciale che si rinnova ogni anno e che trasforma il mare in una straordinaria aula a cielo aperto.
Organizzato da 4SPA Sport di Aurelio e Salvo Scebba, il Campus Maestro Mare ha celebrato la sua quindicesima edizione, accogliendo da metà giugno a fine luglio oltre venti giovani partecipanti al lido La Giunca, sul lungomare Scardamiano.

Una delle attività del Campus Maestro Mare
Un’esperienza che ogni mattina li allontana dalla routine, dalla noia e dall’uso eccessivo degli smartphone, per immergerli in un mondo fatto di movimento, scoperta e contatto diretto con la natura.
L’iniziativa rappresenta anche un modo concreto per conoscere e vivere l’Area Marina Protetta Isole Ciclopi, gestita dall’Università di Catania e dal Comune di Aci Castello.
Un progetto che affonda le sue radici nell’intuizione visionaria del compianto Emanuele Mollica, tra i principali artefici della nascita dell’area protetta, e nella passione del maestro Salvo Scebba, da sempre legato a questo tratto di costa.
L’edizione 2026 ha proposto un programma ricchissimo: canoa, sup, snorkeling, nuoto, pallanuoto, nuoto sincronizzato, salvamento, biologia marina, uscite in gommone e pedalò.
Ogni attività è stata seguita da istruttori esperti, capaci di trasformare ogni giornata in un’avventura diversa, educativa e coinvolgente. I ragazzi hanno esplorato il mare lungo tutta la Riviera dei Ciclopi, raggiungendo in sicurezza le numerose cale tra Aci Castello, Acitrezza e Capo Mulini.
Dalla celebre “Bagnaculo” alla “Praca”, dalla “Fossa dei Serpenti” ai “Muretti”, fino al Canale dei Faraglioni e alla Casa Cantoniera, ogni giorno una meta diversa e attività calibrate sulle capacità e sull’età dei partecipanti.

Giovani partecipanti in canoa
Non sono mancate le escursioni alla scoperta di alcuni dei luoghi più affascinanti della Sicilia orientale: dalla Plaia di Catania all’Oasi del Simeto, dalla costa dei Ciclopi osservata dal mare a bordo di un peschereccio alla Riserva Naturale Orientata di Fiumefreddo, fino alla Riserva naturale orientata Isola Bella di Taormina (gestita sempre dall'Università di Catania), alla spiaggia del Gelsomineto e alle Gole dell’Alcantara.
Particolarmente attesa è stata anche quest’anno la visita delle forze dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Polizia di Stato di Catania, coordinato dal vicequestore aggiunto Antonino Ciavola.
Per il secondo anno consecutivo gli agenti sono arrivati con le loro moto d’acqua, regalando ai bambini un’esperienza emozionante e formativa. Un incontro che va oltre la semplice dimostrazione pratica e diventa occasione per trasmettere ai più giovani il valore delle regole, della sicurezza e del rispetto dell’ambiente marino.

Giovani partecipanti sulle moto d'acqua della Polizia di Stato
Il mare dei Ciclopi: una palestra di vita per le future generazioni
Tra sport, amicizia, avventura e educazione ambientale, il mare dei Ciclopi continua così a diventare una palestra di vita per le nuove generazioni, insegnando che il divertimento più autentico nasce dal rispetto e dalla conoscenza del territorio che ci circonda.
«Con orgoglio viviamo un nuovo appuntamento con i ragazzi, con la loro energia e soprattutto con il mare, che è vita - racconta Salvo Scebba -. Sono ormai quindici anni che portiamo avanti questa esperienza e speriamo di poter continuare ancora a lungo. Per seguire tutti questi ragazzi serve una grande energia interiore, ma la soddisfazione è immensa. I genitori ci affidano i loro figli e noi li accompagniamo in un percorso di crescita fondato sulle regole della natura e del mare».
Un campus che nel corso degli anni ha accolto centinaia di giovani. «Molti oggi sono diventati uomini e donne – spiega Salvo Scebba -. Ci piace pensare che portino con sé ciò che hanno imparato qui: prima di tutto il piacere di divertirsi in modo sano, ma anche il rispetto per il mare e per tutti gli ambienti naturali che frequentiamo. Le nostre escursioni ci conducono spesso all’interno di diverse aree protette. Quando arriviamo, certamente portiamo entusiasmo e vitalità, ma sempre nel massimo rispetto dei luoghi. I ragazzi imparano che bisogna limitare anche l’inquinamento acustico, che la fauna va osservata senza disturbare e che raccogliere la plastica abbandonata è un gesto naturale. In questo modo si godono pienamente ciò che la natura ci offre ogni giorno».
La collaborazione con la Polizia di Stato aggiunge un ulteriore valore educativo. «C’è uno scambio continuo di informazioni e conoscenze che aiuta i più piccoli a comprendere l’importanza della sicurezza e del rispetto delle regole. Sono aspetti fondamentali per chi vive il mare», sottolinea Salvo Scebba.

Un momento delle attività con la Polizia di Stato
Per Aurelio Scebba il Campus rappresenta prima di tutto un’esperienza di vita. «Ogni anno è un’avventura diversa – racconta -. Trascorriamo giornate intense, ricche di attività e mai banali. I ragazzi imparano la sicurezza in mare, ma il percorso inizia molto prima, spesso già nelle nostre scuole di nuoto. Non insegniamo soltanto a nuotare: insegniamo il rispetto delle regole, il corretto comportamento in acqua e soprattutto il rapporto con la natura».
L’aspetto più importante, però, riguarda la crescita personale dei partecipanti. «Chi prende parte al campus vive la natura in modo autentico e sviluppa spontaneamente il rispetto per l’ambiente – ci tiene a sottolineare Aurelio Scebba -. I ragazzi imparano ad amare il mare. Tornano a casa entusiasti e raccontano ai genitori le scoperte della giornata: un pesce osservato durante lo snorkeling, una nuova escursione, una difficoltà superata. Sono esperienze che contribuiscono alla loro crescita umana in maniera straordinaria. Ed è questo, forse, il risultato più bello che il Campus Maestro Mare continua a raggiungere dopo quindici anni di attività».
E ovviamente, ci tiene a sottolineare Aurelio Scebba, «un ringraziamento particolare e unico ai nostri attentissimi collaboratori: Giusi Crispi, Giordana e Gabriele Grasso, Andrea Piscitello, Rocco Giacomazzi e Giada Scebba, responsabile del tempo prolungato Camp e a Fabio Laudani che ci offre la nostra base logistica del lido La Giunca».

Aurelio e Salvo Scebba insieme con alcuni partecipanti al Campus Maestro Mare