Cantieri Intermediali "trasformano" Catania in crocevia di cultura

Letteratura, arti e media a confronto nella terza edizione dell’iniziativa promossa dalle docenti Stefania Rimini e Maria Rizzarelli

Roberta Bello

Catania è stata crocevia, nei giorni scorsi, di discipline diverse grazie alla terza edizione di Cantieri intermediali, iniziativa diretta dalle docenti Stefania Rimini e Maria Rizzarelli che in occasione della sua terza edizione è riuscita a confermare la sua vocazione al dialogo tra linguaggi, saperi, forme artistiche e nuove prospettive critiche.

Le giornate del festival hanno trovato un punto d’avvio nel ricordo del cinquantennale della scomparsa di Pier Paolo Pasolini.

Sono stati due gli appuntamenti dedicati al poeta corsaro: un reading performativo al Chiostro di Levante del Monastero dei Benedettini, sede del Dipartimento di Scienze umanistiche, in cui voce e corpo hanno restituito la forza visionaria dei testi dell’autore; l’inaugurazione della mostra Con le palpebre infuocate. Pasolini e le cinegrafie della memoria della disegnatrice livornese Valentina Restivo, allestita, a cura di Giancarlo Felice, a Palazzo Scammacca del Murgo.

Un doppio tributo che ha saputo coniugare parola, immagine e memoria in un percorso che ha dato il via al festival dell’intermedialità.

I workshop mattutini, organizzati dal Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania come parte della sezione ‘InFabbrica’ del festival, hanno rappresentato il cuore teorico e laboratoriale della manifestazione, accogliendo un pubblico numeroso, composto in particolare da studenti, ricercatori e ricercatrici.

Cantieri Intermediali, la mostra al Chiostro di Levante del Monastero dei Benedettini

Cantieri Intermediali, la mostra al Chiostro di Levante del Monastero dei Benedettini

Al Coro di Notte, Paolo Giovannetti e Andrea Miconi, curatori del volume Il medium oggi (Carocci, 2025), nel corso della prima giornata hanno dialogato con Stefania Rimini su come ridefinire il concetto di ‘medium’ nella nostra era ipermediale e ipermediata. A partire dal celebre assioma mcluhaniano «il medium è il messaggio» ci si è interrogati sulla natura stessa del medium come ‘luce’ primitiva e ‘struttura antecedente al testo’, costitutiva della forma comunicativa. Il confronto ha sollecitato anche nuove riflessioni sulla funzione dei media digitali nel nostro tempo.

Nella sessione successiva, Maria Rizzarelli e Beatrice Seligardi, curatrici del volume Talenti doppi. Vocazioni plurime nella letteratura contemporanea (Carocci, 2025), insieme a Corinne Pontillo e Stefania Rimini, coordinate da Simona Scattina, hanno esplorato la categoria ermeneutica del ‘talento doppio’ nella letteratura contemporanea. La discussione ha messo in luce la dimensione intermediale dell’autorialità moderna, attraversata da ‘vocazioni plurime’ e da una continua tensione tra parola e immagine.

Attraverso casi esemplari (da Orhan Pamuk a Dino Buzzati, da Sophie Calle a Anne Carson, fino al caso di Marilyn Monroe, entro il più ampio campo di ricerca sulle ‘divagrafie’) è emersa una riflessione sul rapporto tra creazione letteraria e arti visive, secondo le «reciproche illuminazioni tra arti in parola e arti in figura come risultato di una precisa concrescenza genetica» teorizzate da Michele Cometa.

Alcune opere in esposizione

Alcune opere in esposizione

Nell'ambito dell'iniziativa Sofia Bordieri, Federica Malpasso, Laura Pernice, Corinne Pontillo, Ida Scebba e Viviana Triscari, coordinate da Maria Rizzarelli, hanno inoltre presentato i risultati di Living Cabiria, progetto del Pnrr Changes Spoke 2 dedicato al film di Giovanni Pastrone dal titolo Cabiria (1914).

Lo spazio riservato al film si è esteso alla masterclass di Paolo Gep Cucco, creatore dell’installazione Sofonisba. Dentro il sogno, che ha raccontato la propria esperienza nell’uso della tecnologia come strumento per creare «nuovi spazi di narrazione immersiva».

In un secondo momento all’interno dell’Auditorium "Giancarlo De Carlo" del Monastero dei Benedettini, il regista e visual designer ha fatto vivere l’esperienza di Virtual Reality, curata da D-WOK con la collaborazione tecnica di Salvatore Nostrato, relativa a Sofonisba.

Dopo le presentazioni, a Piazza Scammacca, dei libri che hanno arricchito la sezione ‘Magazzini’ di Cantieri intermediali: l’edizione degli Scritti corsari pubblicata dalla Fondazione Corriere della Sera a cura di Gianluigi Simonetti, il libro di Viviana Triscari dal titolo Artista. Per una morfologia dell’autorappresentazione (Duetredue, 2024) e il volume a cura di Giulia Carluccio e Stefania Rimini dal titolo Musei del cinema e patrimonio audiovisivo. Prospettive a confronto (kaplan, 2025).

Un momento di arti performative

Un momento di arti performative

E, inoltre, nel corso della tre giorni, si sono tenuti diversi momenti di ‘Dopolavoro’ che hanno dato la possibilità di assistere allo spettacolo Catania TVB, messo in scena al Centro Universitario Teatrale in collaborazione con l’Associazione Musicale Etnea, e al dialogo performativo sul progetto Dall’Etna al Fuji curato da Roberto Zappalà e Nello Calabrò – figure di riferimento della Compagnia Zappalà Danza e del centro coreografico internazionale Scenario Pubblico – la settimana si è conclusa con la serata organizzata in collaborazione con l’Archivio Cinema Amatoriale Catanese, tenutasi al Teatro Coppola e coordinata da Enrico Riccobene.

Nella loro natura ibrida i Cantieri intermediali 2025 hanno confermato la capacità di intrecciare teoria e pratica artistica, riflessione critica e sperimentazione tecnologica.

L’evento ha reso evidente come le parole di Michele Cometa continuino a fare eco: «l’intermedialità resta un campo aperto». A noi il compito di interrogarla e di tentare di definire nuove proposte interpretative, nell’attesa della prossima edizione dell’evento.

Un momento della proiezione di un film

Un momento della proiezione di un film

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