Dal 18 al 20 maggio nei pub della città arriva Pint of Science 2026. Ricercatori e pubblico allo stesso tavolo davanti a una pinta tra spazio, IA e misteri del mare grazie a nove appuntamenti
A Catania la scienza esce dai laboratori, attraversa le strade del centro storico e si accomoda ai tavoli dei pub. Dal 18 al 20 maggio torna in città Pint of Science, il festival internazionale della divulgazione scientifica che trasforma una birra tra amici in un viaggio tra intelligenza artificiale, vulcani, neutrini, cetacei e computer quantistici.
Tre serate, nove incontri e quattro locali coinvolti per una nona edizione catanese che conferma il capoluogo etneo tra le realtà più vivaci del panorama nazionale. Qui non ci sono cattedre né formalismi: i ricercatori parlano faccia a faccia con il pubblico, tra domande spontanee, curiosità e racconti di frontiera. Perché a Catania, almeno per tre serate, la ricerca scientifica non sarà qualcosa da osservare a distanza, ma un’esperienza da vivere sorso dopo sorso.
Fondato nel 2013 da Michael Motskin e Praveen Paul, ricercatori all'Imperial College di Londra, Pint of Science nasce da un'intuizione: se le persone desiderano entrare nei laboratori, perché non portare i ricercatori fuori, a incontrare il pubblico?
Il format è semplice: ogni sera, un ricercatore o una ricercatrice presentano il proprio lavoro in 40 minuti e poi rispondono alle domande della platea, in un'atmosfera volutamente informale. Niente convegni, niente lavagne. Solo scienza e, appunto, una pinta.
L'Italia entra nel festival nel 2015 con sei città. Oggi il festival è presente in 27 nazioni, con eventi in oltre 600 città e più di 2.000 relatori.
E adesso undici anni dopo il debutto nel nostro Paese, il festival raduna ben 90 locali in 28 città italiane - Avellino, Bari, Benevento, Bologna, Cagliari, Caserta, Catania, Ferrara, Frascati, Genova, Latina, L'Aquila, Messina, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Pavia, Pisa, Reggio Calabria, Roma, Salerno, Savona, Siena, Torino, Trento, Trieste e Udine - per tre serate consecutive di talk, domande e conversazioni tra ricercatori e pubblico. E Catania si conferma una delle città attive, raggiungendo la nona edizione, con quattro pub che saranno protagonisti insieme con le ricercatrici e i ricercatori etnei.

Il team di Pint of Science Catania di un'edizione precedente
Dai Qbit ai Bronzi di Riace: a Catania la scienza invade i pub con Pint of Science 2026
C’è un filo invisibile che unisce i computer quantistici agli abissi del Mediterraneo, i vulcani ai Bronzi di Riace, l’intelligenza artificiale ai suoni dei cetacei. Quel filo, per tre sere, passerà da Catania. Dal 18 al 20 maggio Pint of Science 2026 trasformerà pub e birrerie della città in laboratori aperti, dove astrofisici, geologi, chimici e informatici racconteranno al pubblico le sfide più affascinanti della ricerca contemporanea.
Un programma che su scala nazionale attraversa i fronti più caldi della ricerca contemporanea: intelligenza artificiale, missioni spaziali, computer quantistici, onde gravitazionali, biologia delle sostanze psichedeliche e dei tumori della pelle, evoluzione e adattamento, ma anche riflessioni sociali sul mondo in bilico tra sicurezza e difesa.
I talk sono organizzati in sei aree tematiche: Atoms to Galaxies (chimica, fisica e astronomia), Beautiful Mind (neuroscienze e psicologia), Our Body (biologia umana), Planet Earth (scienze della terra e zoologia), Social Sciences (legge, storia e scienze politiche) e Tech Me Out (tecnologia).
A Catania nove gli appuntamenti delle tre serate e tre i temi coperti: Atoms to Galaxies, Planet Earth e Tech Me Out.
Il primo tema, Atoms to Galaxies sarà ospitato quest’anno al Mr. Hyde Pub, dove si alterneranno astrofisica, chimica e astroparticelle. Ad aprire le tre serate di Pint, lunedì 18, sarà un talk a cavallo tra astrofisica e tecnologia, con Francesco Schilirò, primo tecnologo INAF-Osservatorio Astrofisico di Catania, che ci parlerà dell’intreccio tra Qbit e Astrofisica. Martedì 19 sarà, invece, la volta di Vera Muccilli, professore associato al Dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università di Catania, che parlerà del legame tra Chimica e Natura. Nella terza serata, mercoledì 20, la ricercatrice del Dipartimento di Fisica e Astronomia e associata ai LNS dell’Infn Giovanna Ferrara, porterà i presenti in fondo al mare per una missione speciale: la ricerca di neutrini super energetici.
Planet Earth animerà, invece, le tre serate al Joyce Irish Pub con tre temi non solo di grande attualità scientifica ma di forte impatto sociale. Lunedì 18 si parlerà delle Firma verde degli Alimenti, con Alessandro Priolo, ordinario di Nutrizione Animale al Di3A-Unict, mente martedì 19 maggio sarà il cuore caldo della Terra a tenere banco con Marco Viccaro, ordinario di Geochimica e Vulcanologia presso l’Università di Catania e per chiudere. Mercoledì 20, una sensazionale ricerca che sposta in Sicilia l’origine dei Bronzi di Riace, grazie alla presentazione di Rosalda Punturo, associata in Petrologia al Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Catania.
La Tecnologia sarà protagonista al The Boozer lunedì e martedì, con le fibre ottiche per sentire i suoni degli abissi, raccontati da Flavia Grenga, dottoranda CSFNSM e Università di Palermo, la più giovane delle nostre speaker dell’edizione 2026, che ci racconterà, lunedì 18, come l’esperimento Vongola abbia ascoltato i suoni dei cetacei nel mediterraneo. Martedì 19, ci sposteremo dal mare ai tetti trasformati in polmoni verdi e sistemi per un buon utilizzo delle acque piovane, con Liviana Sciuto, ricercatrice al Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania. Ad ospitare la terza e ultima serata di Tech Me Out, mercoledì 20 maggio, sarà il Big Daddy’s dove, insieme a Corrado Santoro, professore associato di Informatica presso il Dmi-Unict, parleremo di calcio balilla e codici informatici. Scienza, calcio e pub: cosa si può chiedere di più per una serata di Pint?!
Un mosaico di voci, competenze e discipline che attraversando l’Italia, arriva a Catania e restituisce l’immagine di una scienza viva, dinamica, inclusiva e sempre più connessa alle sfide del presente.

«A Catania un’avventura collettiva che appartiene a tutti»
Dalla guida nazionale del festival al coordinamento locale, Alessia Tricomi racconta il valore di una divulgazione scientifica capace di uscire dai laboratori e incontrare le persone nei luoghi della quotidianità. «Pint of Science» diventa così uno spazio inclusivo di dialogo tra ricerca e società, costruito grazie all’entusiasmo di ricercatori, volontari e cittadini curiosi.
«Immaginate di sorseggiare una birra al pub e, tra una chiacchiera e l’altra, scoprire i segreti della fisica delle particelle o le applicazioni della ricerca più avanzata. È questa l’anima di Pint of Science, il festival internazionale nato nel 2012 con l’idea di portare la scienza fuori dai laboratori e dentro i luoghi della vita quotidiana. A Catania, questa visione è diventata realtà grazie a una comunità sempre più ampia di ricercatori, volontari e cittadini curiosi», spiega Alessia Tricomi che ha ricoperto il ruolo di presidente di Pint of Science Italia dal 2019 fino alla scorsa edizione.
«Adesso continuo a contribuire con entusiasmo come coordinatrice locale, accompagnando la crescita del festival nel nostro territorio – aggiunge la coordinatrice Pint of Science Catania -. Fare ricerca a Catania per me è stata una scelta convinta e consapevole. Come ricercatrice credo profondamente nel valore della divulgazione scientifica come strumento di condivisione e partecipazione. Vedere la scienza uscire dai contesti accademici e diventare accessibile, informale e coinvolgente è ogni anno un’esperienza straordinaria. Grazie all’impegno di un team di volontari motivati e appassionati, quello che io ho sempre chiamato il mio Dream Team, lavoriamo per costruire uno spazio inclusivo in cui il dialogo tra scienza e società sia naturale e spontaneo. Pint of Science è un invito a scoprire che la ricerca non è distante, ma è parte integrante della nostra vita quotidiana, un’avventura collettiva che appartiene a tutti noi».
Il festival è reso possibile da oltre 300 volontari distribuiti nelle città italiane e da una rete di sponsor nazionali e locali. Sponsor platinum: Infn, presente fin dalla prima edizione italiana. Sponsor gold: Inaf, per l'area Atoms to Galaxies.
A Catania è il Centro Siciliano di Fisica Nucleare e di Struttura della Materia lo sponsor, che dal 2017, ha reso possibile la realizzazione di questo evento che porta la scienza nei Pub della nostra città e tra la gente.