Unict e Teatro Massimo Bellini hanno promosso due giornate di incontri, dialoghi e arti performative per rileggere l’attualità del messaggio francescano nel cuore del Mediterraneo
Rileggere l’attualità del messaggio francescano intrecciando poesia, filosofia, teologia, economia e arti performative. È il tema principale del progetto culturale Il Cantico delle Creature nel cuore del Mediterraneo. Saperi, arti e poesia che - nel segno dell’Ottavo Centenario della morte di San Francesco d’Assisi – ha trasformato Catania in un crocevia di linguaggi, culture e visioni del presente.
Sulla forza poetica, spirituale e civile del messaggio francescano in un percorso articolato tra incontri, dialoghi, arti performative e linguaggi visivi, infatti, si sono confrontanti numerosi studiosi il 25 e il 26 maggio scorsi grazie all'evento promosso dall'Università di Catania e dal Teatro Massimo Bellini, sotto l'egida del Comitato Nazionale per la celebrazione dell'ottavo centenario della morte di San Francesco d'Assisi.
Temi che hanno posto Catania e il Mediterraneo al centro di una riflessione contemporanea sull'eredità di Francesco.
«San Francesco e il Cantico delle Creature approdano all'Università di Catania e al Dipartimento di Scienze Umanistiche, in partnership con il Comitato Nazionale, non per la mera celebrazione di un anniversario, bensì per ribadire la potente attualità del messaggio di Francesco», ha spiegato Antonio Sichera, docente dell'Università di Catania e direttore scientifico dell'iniziativa in apertura dei lavori.
«A lui oggi dobbiamo guardare per immaginare e costruire insieme un'alternativa a un mondo che sembra fare della guerra, della distruzione del creato e dello sterminio dei popoli e dei poveri i cardini di un nuovo ordine insensato – ha aggiunto -. Per questo abbiamo pensato Il Cantico delle Creature nel cuore del Mediterraneo come un incontro: tra persone, tra culture, tra saperi, tra arti».
«La poesia e il messaggio di Francesco saranno al centro di una serie di Dialoghi tra culture e poeti del Mediterraneo, in una chiave francescana», prosegue Sichera.

Un momento dell'intervento del prof. Antonio Sichera
Un’iniziativa che ha visto la direzione scientifica proprio del prof. Antonio Sichera del Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università di Catania sostenuto da un comitato scientifico composto da Giuseppe Palazzolo, Luigi Ingaliso, Laura Giurdanella, Giovanni Ferrauto, Rossella Pretto, Giovanni Cultrera di Montesano, Ruggero Chiaramonte, Giuseppe Lupo e Francesco Napoli.
Nella due giorni poeti italiani, tra i maggiori, da Giuseppe Conte a Giancarlo Pontiggia, da Rosita Copioli a Isabella Vincentini, fino a Daniele Piccini, con Francesco Napoli, e poeti africani e mediorientali, dal Marocco alla Tunisia, dall'Egitto alla Palestina, con Ahmad Al Shahawi, Marwan Makhoul, Samir Marzouki e Hassan Najmi, hanno dialogato con Davide Rondoni, presidente del Comitato Nazionale per le celebrazioni dell'Ottavo centenario della morte di San Francesco.
Ad intervenire anche personalità di spicco che su Francesco hanno lavorato o che a lui si sono ispirate, nella filosofia, nella teologia, nella psicologia e nell'economia: da Eugenio Mazzarella a Cesare Vaiani, da Giovanni Salonia a Luigino Bruni e Mattia Ferrari.
I lavori – ospitati in parte nell’auditorium "Giancarlo De Carlo" del Monastero dei Benedettini – hanno registrato anche i saluti istituzionali della prof.ssa Stefania Rimini, direttrice del Dipartimento di Scienze umanistiche dell’ateneo catanese, e di Giovanni Cultrera di Montesano, sovrintendente del Teatro Massimo Bellini di Catania, e l’intervento Introibo ad Canticum. Storia e filologia del Cantico delle Creature di Daniele Piccini.
«È un piacere contribuire, anche se in minima parte, alla realizzazione di questa iniziativa, che valorizza la dimensione corale e interdisciplinare dei nostri saperi – ha detto la prof.ssa Stefania Rimini -. Già il sottotitolo, “saperi, arti e poesia”, esprime bene la volontà di intreccio e contaminazione che è alla base di queste giornate. Desidero inoltre ringraziare il vice direttore, prof. Luigi Ingaliso, e tutto il comparto amministrativo, per la dedizione con cui hanno affrontato e risolto le difficoltà pratiche e logistiche: non è affatto scontato riuscire a far dialogare le procedure burocratiche con la vitalità di iniziative in cui si crede profondamente».
«Per noi era importante mantenere vivo lo spirito di incanto evocato dalla figura di Francesco, il “giullare di Dio”, capace di rendere la parola gesto e azione – ha aggiunto -. È questo spirito che vogliamo ritrovare nel dialogo tra poesia, arti e saperi, contro ogni irrigidimento dell’esperienza e delle esistenze. Grazie quindi per il coinvolgimento e per la possibilità di offrire un contributo di ospitalità e di pensiero. Il Disum e l’ateneo hanno creduto in questa iniziativa, e ringrazio tutti gli attori coinvolti: saranno certamente momenti di grande intensità».

In foto da sinistra Antonio Sichera, Stefania Rimini, Davide Rondoni e Cesare Vaiani
A seguire, i Dialoghi sul Cantico hanno proposto tre momenti di confronto: L’uomo del Cantico, il Dio del Cantico, con Eugenio Mazzarella, Giovanni Salonia e Cesare Vaiani in dialogo con Antonio Sichera; Le parole del Cantico nel cuore del Mediterraneo, con Ahmad Al Shahawi, Marwan Makhoul, Samir Marzouki e Hassan Najmi in dialogo con Davide Rondoni; e Le sfide del Cantico. Economia, politica, fraternità, con Luigino Bruni, Mattia Ferrari e Giuseppe Palazzolo in dialogo con Giuseppe Lupo.
In chiusura della prima giornata, al Santuario della Madonna del Carmine, Il Cantico in immagini, poesia e musica e Creatura nostra del Cantico, oratorio scenico per doppio coro e orchestra, con testi di Pietro Cagni, Lorenzo Lombardo e Rossella Pretto, musica e direzione di Giovanni Ferrauto, regia di Rossella Pretto, eseguito dal Coro e Orchestra del Teatro Massimo Bellini di Catania e dalla Camerata Polifonica Siciliana, con la collaborazione del Centro di Poesia Contemporanea di Catania.
Nella seconda giornata, all’Auditorium del Monastero dei Benedettini, la riflessione è proseguita con il dialogo I poeti italiani e il Cantico, che ha visto protagonisti Giuseppe Conte, Rosita Copioli, Daniele Piccini, Giancarlo Pontiggia e Isabella Vincentini, in dialogo con Francesco Napoli. Le note conclusive saranno affidate ad Andrea Manganaro e Rossella Pretto.
Accanto agli incontri, il programma ha previsto, nelle Cucine del Monastero, anche la mostra fotografica dal titoloJerusalem di Giovanni Chiaramonte, in memoriam, dedicata a Gerusalemme città della pace e non della guerra e dell'offesa all'umanità.

Un momento dei lavori