Catania in piazza per la speranza con Walk of Life di Telethon

Cettina Laudani di Unict: «La ricerca scientifica non è qualcosa di distante, ma una promessa concreta»

Alfio Russo

Una piazza che si riempie non solo di persone, ma di significato. È da piazza Università che prende vita una promessa collettiva: quella di una comunità che sceglie di esserci, di sostenere la ricerca e di trasformare la solidarietà in azione concreta. Non è solo l’apertura di un evento, ma l’inizio di un racconto condiviso in cui ogni presenza conta.

A dare voce a questo sentimento è stata la professoressa Cettina Laudani, delegata del rettore al Terzo Settore dell’Università di Catania, che ha sottolineato come «la ricerca scientifica non sia qualcosa di distante, ma «una promessa concreta»: quella di non considerare mai nessuna vita troppo fragile o troppo rara per meritare attenzione. Parole che risuonano ancora più forti in un contesto come quello della Fondazione Telethon, da anni impegnata nella ricerca sulle malattie genetiche rare.

Per la prima volta «l’Università di Catania partecipa con il suo patrocinio all’iniziativa Walk of Life della Fondazione Telethon, un segnale importante che va oltre la presenza istituzionale», ha aggiunto. 

«Significa aprirsi alla città, uscire dalle aule e mettere il sapere in dialogo con la vita reale. Le piazze sono i luoghi in cui una comunità si riconosce e sceglie cosa vuole essere», ha ricordato la prof.ssa Laudani. 

Un momento dell'iniziativa

Un momento dell'iniziativa 

E la risposta di Catania, in questa occasione, appare chiara: essere una comunità che non lascia indietro nessuno.

È questo lo spirito della Walk of Life, che per quattro giorni trasforma il centro cittadino in un grande Villaggio della Ricerca e della Solidarietà. Un luogo in cui informazione, cultura, intrattenimento e partecipazione si intrecciano con un obiettivo comune: sostenere concretamente la ricerca scientifica e offrire speranza a chi convive con malattie genetiche rare.

Il villaggio, cuore pulsante della manifestazione, propone un ricco programma tra stand, aree ludiche e sportive, street food e momenti di spettacolo che stamattina hanno preso il via da piazza Università. 

La direzione artistica è affidata a Carmelo Furnari, affiancato da Gino Aloisio, mentre a condurre gli appuntamenti è la giornalista Elisa Petrillo. Un lavoro corale che coinvolge istituzioni, associazioni, volontari, aziende e cittadini.

A sottolinearlo è anche Maurizio Gibilaro: «Il Villaggio è il risultato di un grande lavoro di squadra. È grazie a questa rete di collaborazione che possiamo continuare a sostenere la ricerca e offrire un contributo reale alle famiglie».

In questa cornice, la partecipazione stamattina degli studenti degli istituti comprensivi “Leonardo Da Vinci”, “Parini” e “Pizziconi-Carducci” aggiunge un valore ulteriore: quello dell’educazione alla solidarietà e alla cittadinanza attiva. Perché la speranza, come ricordato dal palco, non è solo qualcosa da celebrare, ma da costruire insieme, giorno dopo giorno.

E mentre la musica, gli incontri e le attività animano la piazza, il messaggio resta uno: la ricerca ha bisogno di tutti. E Catania, ancora una volta, ha scelto di rispondere presente.

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