Catania quantistica: il Sud che trattiene i talenti e costruisce il futuro

Concluso a Unict il primo master di II livello in Quantum Science and Technologies, promosso con NQSTI: undici professionisti tra ricerca e industria per un ecosistema d’eccellenza 

Nel Sud Italia, troppo spesso dipinto con la narrazione dominante della fuga dei cervelli, c'è in realtà innovazione ai massimi livelli mondiali. Nei giorni scorsi undici studenti hanno concluso il primo Master di II livello in Scienze e tecnologie quantistiche (Quantum Science and Technologies), organizzato dal Dipartimento di Fisica e Astronomia "Ettore Majorana" dell'Università di Catania in collaborazione con il National Quantum Science and Technology Institute (NQSTI).

Questo percorso fortemente interdisciplinare - che ha coinvolto anche il Dipartimento di Matematica ed Informatica (DMI), il Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Elettronica ed Informatica (DIEEI), nonché specialisti da altri atenei, centri di ricerca pubblici e aziende -  mira a creare un ponte tra accademia e industria, formando talenti in grado di costruire un vero e proprio ecosistema "Quantum" nel Mezzogiorno. 

A guidare e valutare questi giovani ricercatori è stata una commissione composta dai docenti Elisabetta Paladino e Luigi Giannelli del Dipartimento di Fisica e Astronomia e dal prof. Dario Alfio Grasso del Dipartimento di Ingegneria elettrica elettronica e informatica.

A giudicare dai profili dei partecipanti - la maggior parte dei quali non ha studiato Fisica - l'obiettivo è stato centrato: i talenti scelgono di restare perché qui trovano formazione di altissimo livello e opportunità concrete, ribaltando gli stereotipi territoriali.

Il partecipante più giovane è Francesco Giulio Blanco, 26 anni, ingegnere informatico e attualmente dottorando del DFA e che lavora già presso STMicroelectronics. Durante il Master si è occupato della simulazione per la progettazione di circuiti di controllo quantistico. Rifiuta l'idea di dover emigrare per forza, convinto delle potenzialità dell'ecosistema locale: «Catania è un punto importante per i cervelli, il territorio e l'università formano ottime figure professionali».

All'estremo opposto per anagrafica ed esperienza c'è Francesco Schillirò, 53 anni, da 25 anni tecnologo e ricercatore all'INAF (Osservatorio Astrofisico di Catania). Il suo lavoro ha riguardato l'uso di sensori quantistici a temperature vicine allo zero assoluto per la ricerca della materia oscura. Nonostante la lunga carriera, ha deciso di rimettersi sui banchi per anticipare il futuro: «Il mio stimolo è stato quello di mettermi in gioco e prendere l'onda di quello che avverrà fra qualche anno, cioè l'impatto delle tecnologie quantistiche sulla vita di tutti noi».

A dimostrare come queste tecnologie possano avere un impatto diretto sull'ambiente locale ci sono le ricercatrici dell'INGV. Federica Torrisi, 29 anni, ha sviluppato un approccio ibrido di intelligenza artificiale e circuiti quantistici per processare dati satellitari e rilevare nubi vulcaniche. Per lei, studiare qui ha un valore strategico: «L'ho vista come un'occasione per il territorio, per creare connessioni e riportare nell'hinterland catanese competenze veramente importanti».

Sulla stessa linea d'onda la collega Claudia Corradino, 36 anni, che ha applicato reti neurali quantistiche per classificare l'attività eruttiva globale dallo spazio. Dopo un'esperienza a Londra, ha scelto di reinvestire nella sua città natale: «Ho cercato tanto di rimanere qui, c'è un'apertura e il settore quantistico è quello di frontiera che ci permetterà di fare grandi passi in avanti».

A chiudere il cerchio dei partecipanti intervistati ci sono altri due giovani fisici teorici, entrambi attualmente impegnati in un dottorato a Catania. Salvatore Alex Cordovana, 26 anni, ha collaborato con Thales Alenia Space Italia per modellizzare la sicurezza dei canali di comunicazione quantistica satellitare. Guardando al panorama lavorativo e di ricerca, si dice molto ottimista: «Sia qui sul territorio sia a livello italiano, c'è una bella e coinvolgente spinta dal punto di vista delle tecnologie quantistiche».

Riccardo Cantone, 28 anni, ha lavorato con l'azienda californiana Rigetti Computing sull'ottimizzazione di operazioni a due qubit tramite machine learning. Anche lui vede il Sud come un hub emergente, capace di trattenere i propri scienziati: «Nei prossimi anni non sarà necessario dover fuggire dall'Italia per poter perseguire questi obiettivi; qui a Catania sta venendo su un bel polo».

Gli undici professionisti insieme con la commissione giudicatrice

Gli undici professionisti insieme con la commissione giudicatrice

Gli altri talenti del Master

Oltre agli intervistati, hanno completato con successo questo primo ciclo di eccellenza anche altri cinque professionisti e ricercatori, portando a termine studi di altissimo profilo: Eleonora Amato con un lavoro dal titolo Noise signature of IBM Quantum devices detected via Classical and Quantum Machine Learning; Alessio Barbaro Chisari con Noise classification in three-level quantum networks using Unsupervised and Semi-Supervised Learning; Alberto Grasso con Quantum Sensing with Entangled Qubits; Filippo Ruberto con Collisional Models on IBM Quantum Devices: Markovian and Non-Markovian Dephasing from Repeated Interactions; Vito Zago con Control of Decoherence in Superconducting Qubits: A Study of Dynamical Decoupling strategies within Qiskit.

In arrivo l'evento Q-Etna dal 4 al 6 marzo

L'appuntamento con le Scienze e tecnologie quantistiche proseguirà a Catania con Q-Etna, Quantum Extreme Technologies & Novel Applications, che si svolgerà dal 4 al 6 marzo presso il Dipartimento di Fisica e Astronomia "Ettore Majorana" dell'Università di Catania.

Saranno tre giornate dedicate e rivolte a giovani ricercatori e key player del mondo accademico. Ospiteranno due minicorsi sul trasferimento tecnologico, con l'obiettivo di favorire la traduzione della ricerca scientifica in applicazioni di mercato. Sarà un’occasione concreta per progettare la trasformazione della ricerca in valore e stimolare l’innovazione nel prossimo biennio. L'evento si colloca tra le attività istituzionali di NQSTI ed è organizzato dal gruppo QuCaT del Dipartimento di Fisica e Astronomia “Ettore Majorana” e dall'Area Terza Missione dell'Università di Catania.

NQSTI

L’Istituto Nazionale di Scienza e Tecnologia Quantistica (NQSTI) è un consorzio di ricerca finanziato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) con fondi Next Generation EU. Coinvolge 20 soggetti di eccellenza nel settore delle tecnologie quantistiche, tra enti di ricerca, università e imprese.

Cosa sono le tecnologie quantistiche

Le tecnologie quantistiche utilizzano i principi della fisica quantistica per superare i limiti delle tecnologie digitali tradizionali. Tra le applicazioni: computer capaci di elaborare in minuti calcoli impossibili anche per gli attuali supercomputer, sensori di precisione estrema per il posizionamento, la diagnostica medica e il controllo industriale, sistemi di comunicazione crittografata con sicurezza assoluta. Il settore è al centro delle strategie di innovazione europea e nazionale, con investimenti significativi attualmente e nei prossimi anni.

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