Cinque idee per il futuro sostenibile del Palazzo delle Scienze

La Masterclass del Dicar di Unict premia i migliori progetti di riqualificazione energetica: studenti e professionisti insieme per trasformare l’edificio universitario in un laboratorio di innovazione e transizione ecologica

Alfio Russo
Un elaborato
Un elaborato
Un elaborato
Un elaborato
Fiorenza D'Urso e Mariolina Grasso
Agatino Pappalardo
Fabio Filippino
Gianpiero Evola e Vincenzo Costanzo

Cinque progetti per immaginare il futuro energetico del Palazzo delle Scienze, sede del Dipartimento di Economia e Impresa dell’Università di Catania, coniugando tutela dell’edificio, riduzione dei consumi, comfort degli occupanti, integrazione delle fonti rinnovabili e sostenibilità economica.

Sono i contenuti principali della Masterclass of Sustainable Energy Buildings and Environmental Control dal titolo Efficienza energetica negli edifici universitari: proposte di retrofit e analisi tecnico-economica, promossa dal Dipartimento di Ingegneria Civile-Industriale e Architettura dell’Università di Catania e che ha registrato la partecipazione di venti progettisti, suddivisi in cinque gruppi multidisciplinari, che hanno analizzato il Palazzo delle Scienze e sviluppato differenti scenari per la sua riqualificazione energetica.

Nella sede dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Catania si è tenuto il momento finale del percorso formativo con la premiazione dei partecipanti. 

Ad aggiudicarsi la palma di migliori idee progettuali le proposte dei gruppi composti da Alice Finocchiaro, Salvatore Miano, Arianna Morabito e Valentina Russo (Gruppo 3) e da Federica De Lima, Syria Pruiti, Concetto Daniele Spampinato e Sandro Torrisi (Gruppo 4) che si sono distinti rispettivamente per l’equilibrio complessivo della proposta e per l’approfondimento tecnico-economico sviluppato.

Il Gruppo 3 è stato premiato per il migliore equilibrio complessivo tra analisi dello stato di fatto, coerenza delle soluzioni tecnologiche, qualità della rappresentazione e valutazione energetico-economica.

Il progetto è stato sviluppato a partire da un censimento puntuale delle murature, degli infissi, dei sistemi di illuminazione e delle zone termiche dell’edificio. Su questa base sono stati proposti interventi differenziati sui serramenti in funzione dell’esposizione, un isolamento interno a ridotto spessore, il relamping con sistemi di regolazione e sensori, la razionalizzazione della climatizzazione e l’integrazione di un impianto fotovoltaico.

Il gruppo ha inoltre valutato il miglioramento della classe energetica, il costo complessivo dell’intervento e il relativo tempo di ritorno. Il riconoscimento ha premiato, pertanto, la coerenza dell’intero percorso progettuale, dalla conoscenza dello stato di fatto alla quantificazione dei risultati.

Il Gruppo 4 è stato premiato per il particolare approfondimento tecnico ed economico. L’elaborato ha analizzato in maniera sistematica gli interventi sull’involucro, sulla copertura, sui serramenti, sull’illuminazione, sugli impianti di climatizzazione e sulla produzione fotovoltaica.

Il gruppo ha quantificato i fabbisogni energetici prima e dopo il retrofit, il miglioramento delle prestazioni, la produzione da fonti rinnovabili, i costi degli interventi, gli incentivi ipotizzati e il tempo di ritorno, elaborando una proposta particolarmente completa sotto il profilo della fattibilità tecnico-economica.

La cerimonia di premiazione è stata aperta dalle consigliere dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Catania, Mariolina Grasso e Fiorenza D’Urso, che hanno espresso il proprio apprezzamento per l’impegno dimostrato dagli studenti, la qualità degli elaborati e la capacità di tradurre le conoscenze acquisite in proposte progettuali concrete, innovative e coerenti con le esigenze di riqualificazione dell’edificio.

I premiati

I premiati della Masterclass

Le menzioni speciali

Una menzione per la migliore comunicazione visiva e capacità di sintesi è stata attribuita al Gruppo 1 composto da Giuseppe Agata, Chiara Centamore, Annachiara Lanza e Daniele Placanica.

Il progetto Retrofix si è distinto per la chiarezza della tavola, la qualità dell’assonometria centrale e la capacità di rendere immediatamente comprensibili le principali strategie di intervento. Particolarmente apprezzato è stato l’approccio conservativo e differenziato agli infissi storici.

Il Gruppo 2, formato da Mayling Alvarado Laverde, Roberta Corica, Antonio Di Caro e Giuseppe Manno, ha ricevuto una menzione per l’innovazione e l’integrazione impiantistica.

La proposta ha coordinato climatizzazione centralizzata, ventilazione meccanica, recupero di calore, sistemi di controllo, relamping, cool roof e fotovoltaico, prestando attenzione non soltanto alla riduzione dei consumi, ma anche alla qualità dell’aria e al comfort ambientale interno.

Al Gruppo 5, composto da Maria Sara Arcodia, Giuseppe Antonio Longo, Donata Marino e Gaetano Sciortino, è stata attribuita una menzione per la sostenibilità materica e l’impiego di materiali naturali.

Il progetto Scienze in Classe A ha proposto soluzioni di isolamento interno basate sull’impiego di fibra di canapa, argilla e finiture naturali, associando il miglioramento delle prestazioni dell’involucro alla riduzione dell’impatto ambientale dei materiali.

Retrofux

Il progetto Retrofix

Università, professioni e gestione del patrimonio

Nel corso della cerimonia è intervenuto il direttore del Dicar, prof. Matteo Ignaccolo, il presidente del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Ingegneria Edile-Architettura prof. Vincenzo Sapienza e il presidente del corso di laurea in Architettura prof. Luigi Pellegrino.

Per l’Ordine degli Ingegneri è intervenuto ing. Fabio Giovanni Domenico Filippino, in rappresentanza del presidente ing. Mauro Scaccianoce, mentre per l’Area della Progettazione, dello Sviluppo edilizio e della Manutenzione dell’Ateneo (APSEMa) era presente il dirigente ing. Agatino Pappalardo.

La Masterclass è stata coordinata e organizzata da prof. Francesco Nocera, ordinario di Fisica Tecnica Ambientale (DICAr), con la responsabilità scientifica dei docenti Gianpiero Evola e Vincenzo Costanzo (entrambi del Dipartimento di Ingegneria elettrica elettronica e informatica).

Hanno contribuito alle attività anche i componenti del comitato scientifico e docenti del corso Antonio Gagliano e Stefano Aneli (entrambi del Dipartimento di Ingegneria elettrica elettronica e informatica), insieme all’ing. Maurizio Detommaso (DICAr), accompagnando gli studenti nelle fasi di sopralluogo, analisi, modellazione energetica, individuazione delle soluzioni tecnologiche e valutazione dei risultati.

Il prof. Matteo Ignaccolo

Il prof. Matteo Ignaccolo

Un caso concreto come laboratorio didattico

Elemento qualificante dell’iniziativa è stato il confronto diretto con un caso di studio reale e pienamente operativo, rappresentato da un edificio strategico del patrimonio universitario dell’Ateneo.

Il Palazzo delle Scienze, edificio storico destinato alle attività universitarie, è stato assunto come laboratorio didattico per consentire agli studenti di confrontarsi con problematiche non astratte, ma direttamente connesse alla gestione e alla riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico.

I partecipanti hanno analizzato le caratteristiche dell’involucro, le differenti tipologie di muratura e serramenti, i sistemi di climatizzazione e illuminazione, la distribuzione delle zone termiche, i vincoli architettonici e le effettive esigenze di utilizzo degli ambienti.

Il lavoro ha integrato rilievi, analisi dello stato di fatto, simulazioni energetiche, definizione di scenari di retrofit, selezione di materiali e componenti, impiego delle fonti rinnovabili e valutazione tecnico-economica degli interventi.

L’obiettivo non era semplicemente individuare prodotti ad alta efficienza disponibili sul mercato, ma costruire strategie coordinate, compatibili con le caratteristiche dell’edificio e supportate dalla quantificazione dei benefici energetici, ambientali ed economici.

I cinque gruppi hanno affrontato lo stesso caso studio con approcci differenti: dalla conservazione degli infissi storici all’isolamento interno mediante materiali naturali o isolanti avanzati, dalla centralizzazione degli impianti alla ventilazione meccanica controllata, dal relamping intelligente all’integrazione del fotovoltaico.

Alcuni premiati

Alcuni premiati

Didattica, Terza Missione e partecipazione degli studenti

La Masterclass si inserisce anche nelle attività di Terza Missione dell’Università, promuovendo il trasferimento delle conoscenze e il confronto tra didattica, ricerca, professioni e gestione del patrimonio pubblico.

La collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri e con l’APSEMa ha permesso di collegare le competenze sviluppate in ambito universitario con le esigenze concrete della professione e dell’amministrazione tecnica. Gli studenti hanno avuto così la possibilità di confrontarsi con docenti, professionisti e tecnici che quotidianamente operano nei processi di progettazione, manutenzione ed efficientamento degli edifici.

L’iniziativa ha rappresentato, inoltre, un’esperienza coerente con i principi del sistema AVA 3, che attribuisce particolare rilievo alla centralità dello studente, alla partecipazione attiva, alla qualità della didattica e al collegamento tra formazione, ricerca e realtà esterna.

Gli studenti non sono stati semplici destinatari di lezioni, ma protagonisti dell’intero percorso: hanno partecipato ai sopralluoghi, organizzato i dati, utilizzato strumenti di modellazione e simulazione, discusso soluzioni alternative, lavorato in gruppo e presentato pubblicamente i risultati.

La Masterclass ha quindi offerto un esempio di didattica esperienziale e partecipativa, nella quale l’acquisizione delle competenze tecniche è stata accompagnata dallo sviluppo della capacità di collaborazione, comunicazione, confronto critico e assunzione di responsabilità nelle scelte progettuali.

I partecipanti alla Masterclass

I partecipanti alla Masterclass

Competenze per la transizione energetica

La giornata conclusiva ha evidenziato il valore della collaborazione tra Università, Ordine professionale e strutture tecniche dell’Ateneo.

Il contributo dell’Ordine degli Ingegneri ha consentito di avvicinare gli studenti alle responsabilità e alle modalità operative della professione, mentre la collaborazione dell’APSEMa ha reso possibile il confronto con dati, impianti e problematiche reali legate alla gestione del patrimonio edilizio universitario.

“La Masterclass ha permesso ai partecipanti di accrescere non soltanto le competenze nell’analisi energetica e nella progettazione del retrofit, ma anche la capacità di lavorare in gruppo, confrontare alternative, motivare le scelte e comunicare efficacemente i risultati”, ha spiegato il prof. Francesco Nocera del Dicar dell’Università di Catania, coordinatore e organizzatore della Masterclass.

“Le cinque proposte hanno dimostrato come un edificio storico e complesso possa diventare un laboratorio didattico e progettuale nel quale sperimentare soluzioni per la decarbonizzazione, l’efficienza energetica e il miglioramento della qualità degli ambienti universitari”, ha aggiunto.

“L’iniziativa ha confermato il valore di una formazione universitaria aperta al territorio, capace di integrare didattica, ricerca, Terza Missione e partecipazione attiva degli studenti, trasformando un caso reale dell’Ateneo in un’occasione di crescita, confronto e produzione di proposte utili per la transizione energetica del patrimonio pubblico”, ha sottolineato in chiusura di intervento il prof. Francesco Nocera.

Il prof. Francesco Nocera

Il prof. Francesco Nocera

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