All’Hotel Nettuno un grande evento che ha fatto incontrare ricercatori e aziende, mostrando al territorio i prototipi realizzati grazie al progetto Pnrr Restart
Valorizzare le attrezzature e le competenze dei laboratori di telecomunicazioni dell’Università di Catania, creando occasioni di incontro tra il mondo accademico e quello produttivo, e coinvolgendo enti pubblici e privati, aziende e centri di ricerca attivi in Sicilia: sono questi gli obiettivi di ConneCT, l’evento promosso dal Dipartimento di Ingegneria elettrica, elettronica e informatica in collaborazione con il Progetto Restart - Research and innovation on future Telecommunications systems and networks, to make Italy more smART, il grande partenariato Pnrr italiano nato per rivoluzionare le telecomunicazioni del futuro, che riunisce università, enti di ricerca e aziende per investire in reti, tecnologie 5G/6G, cloud, AI e applicazioni settoriali, formando nuove competenze digitali.
L’evento si è svolto nei giorni scorsi all’Hotel Nettuno di Catania, con l’intento di esplorare come le nuove tecnologie nel campo delle telecomunicazioni possano contribuire alla sicurezza e allo sviluppo sostenibile del territorio catanese e siciliano. Il cuore dell’evento sono stati i 13 stand espositivi dedicati a demo e progetti innovativi realizzati nei laboratori universitari, che hanno offerto ai partecipanti una panoramica concreta delle potenzialità della ricerca condotta all’interno dell’Ateneo, nel settore delle “Smart cities”, dell’agricoltura innovativa, naturalistico, salvaguardia e alla conoscenza dell’ambiente marino, emergenze, Ai e forense, sistemi di comunicazione real-time e, infine, il controllo dell’esposizione al 5G e la localizzazione wireless.

Una demo in esposizione
«L'obiettivo di questo evento – ha spiegato il promotore, il presidente del corso di laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni Giovanni Schembra -, organizzato in collaborazione con il progetto RESTART, non è mostrare formule né dettagli di laboratorio, ma rafforzare la centralità dell'Università di Catania sul territorio, come auspicato dal rettore. L'Università è percepita come una semplice prosecuzione scolastica, ma vuole riaffermarsi come punto di riferimento scientifico e tecnologico. Il primo scopo è lanciare un messaggio chiaro: l'Ateneo è presente, con le sue competenze e attrezzature, ed è disponibile ad affiancare enti e aziende del territorio per affrontare problemi e avviare collaborazioni concrete. Il secondo obiettivo è favorire il networking, creando uno spazio di confronto tra i partecipanti per stimolare discussioni e sinergie a beneficio della crescita locale».
Nel settore delle “Smart Cities”, i progetti presentati esplorano tre ambiti chiave: la mobilità, la gestione dell’ambiente urbano e la sicurezza del cittadino. Il primo filone riguarda il monitoraggio del traffico e la videosorveglianza avanzata, con soluzioni in grado di analizzare in tempo reale i flussi veicolari e individuare automaticamente comportamenti illeciti come l’abbandono abusivo di rifiuti. Questi sistemi sfruttano tecniche di visione artificiale per supportare amministrazioni e forze dell’ordine nella gestione della vivibilità urbana. Un secondo gruppo di attività si concentra invece sull’ambiente e il verde pubblico.

Una demo in esposizione
I progetti includono il monitoraggio da drone della dispersione termica degli edifici, utile per pianificare interventi energetici e ottimizzare la presenza di aree verdi urbane. Altri strumenti permettono la valutazione dello stato di salute del verde cittadino e la ricostruzione 3D degli edifici, contribuendo a una gestione più sostenibile del territorio. Il terzo filone affronta il tema della sicurezza del cittadino, con applicazioni che integrano AI e computer vision per aumentare il controllo del territorio. Le demo includono soluzioni per la gestione del rischio ambientale, sistemi di supporto all’attività anticrimine e strumenti per la sicurezza in ambito sanitario, mostrando come le tecnologie intelligenti possano migliorare la protezione e il benessere della popolazione.
Il mondo dell’agricoltura innovativa è rappresentato da due progetti distinti. Il primo riguarda il monitoraggio della fauna, attraverso sistemi aerei in grado di individuare, riconoscere e classificare automaticamente uccelli e altri animali presenti nei parchi naturali. Questi strumenti facilitano la tutela degli ecosistemi e il controllo della biodiversità. Il secondo progetto si concentra sulla vegetazione e sulle piante officinali, con tecnologie che permettono di rilevare e classificare specie endemiche di interesse nutraceutico. Una risorsa preziosa per valorizzare le produzioni locali e promuovere modelli di agricoltura sostenibile e ad alto valore aggiunto.
In ambito naturalistico è presentato il progetto Monitorare per Conservare, focalizzato su aree soggette a rischio incendi. Le soluzioni utilizzate consentono il monitoraggio aereo delle zone vulnerabili, l’analisi dei danni post-evento e la campionatura delle acque, anche tramite strumenti iperspettrali montati su droni. L’obiettivo è sostenere la protezione del territorio attraverso dati accurati e aggiornati.

Un momento dell'intervento del prof. Giovanni Schembra
Due progetti sono dedicati alla salvaguardia e alla conoscenza dell’ambiente marino. Il primo riguarda la creazione di un digital twin dell’Isola Lachea, ottenuto attraverso il rilevamento dello stato dei fondali marini. Questo gemello digitale permette di studiare l’ambiente sottomarino in modo dinamico, simulandone l’evoluzione e supportando iniziative di tutela. Il secondo progetto si concentra sul monitoraggio sottomarino tramite tecnologie di comunicazione underwater. Vengono esplorate soluzioni ottiche, acustiche e a radiofrequenza per raccogliere parametri ambientali in profondità, ampliando le possibilità di osservazione scientifica del mare.
Il progetto dedicato alle emergenze propone una soluzione innovativa basata su 5G e droni. Grazie alla connettività di nuova generazione, è possibile attivare comunicazioni anche in aree completamente prive di copertura. La demo include una valigetta “5G plug-and-play”, che consente l’immediata attivazione dei servizi di rete per supportare interventi di protezione civile o operazioni in situazioni critiche.
Nel settore AI e Forense viene presentata una demo sulle tecnologie di analisi semantica e biometria audio, basate su intelligenza artificiale e modelli linguistici di nuova generazione. Le applicazioni riguardano il campo forense, con strumenti capaci di analizzare voci, contenuti audio e dati linguistici per supportare attività investigative e di sicurezza.
Il progetto dedicato ai sistemi di comunicazione real-time esplora lo sviluppo di reti per applicazioni safety-critical, come quelle industriali, ferroviarie e automotive. L’obiettivo è garantire comunicazioni affidabili e con tempi di risposta certi, fondamentali nei contesti in cui la sicurezza è prioritaria. Il settore della Smart Mobility vede invece protagoniste le tecnologie C-ITS e V2I per la sicurezza degli utenti vulnerabili delle strade. Le soluzioni comprendono un digital twin della rete stradale e modelli predittivi basati su AI, capaci di attivare azioni correttive in tempo reale per prevenire incidenti e migliorare la fruibilità delle infrastrutture urbane.

Un drone in esposizione
L’ultimo settore riguarda il controllo dell’esposizione al 5G e la localizzazione wireless. I progetti presentati includono tecnologie per applicazioni di domotica, Industria 5.0 e automotive, insieme a sistemi per la dosimetria dei campi elettromagnetici nelle bande 5G, contribuendo a un utilizzo sicuro e consapevole della connettività avanzata.
«Stiamo lavorando con grande determinazione – ha detto il rettore Enrico Foti - per rafforzare il legame con le imprese siciliane, perseguendo un duplice obiettivo cruciale: offrire agli studenti percorsi formativi e competenze coerenti con le esigenze del territorio e contribuire attivamente a creare stabili opportunità di lavoro post-laurea. Per concretizzare questa strategia, sono state avviate iniziative efficaci, tra cui la nomina di un delegato come interlocutore unico per le aziende. Inoltre, si stanno attivando innovativi percorsi di formazione post-laurea con la partecipazione di professionisti di settore, grazie anche al sostegno di una fondazione che ha già raccolto l'adesione di oltre dieci realtà imprenditoriali».
Il vicepresidente della Regione, Luca Sammartino, ha sottolineato come la collaborazione istituzionale e l'applicazione tecnologica siano essenziali per gli amministratori, sia nella programmazione che in fase di emergenza. L'uso dei droni nell'emergenza idrica di Trapani ne è un esempio lampante, avendo permesso di definire rapidamente interventi mirati. «La ricerca teorica degli Atenei siciliani – ha annunciato Sammartino - trova così una traduzione operativa efficace a supporto di PA e imprese. Per questo, il Governo regionale sta attivando importanti strumenti di finanziamento volti a sostenere nuovi brevetti e tecnologie, creando concrete opportunità per i ricercatori e per il futuro delle nuove generazioni di studiosi».

Il pubblico presente ai lavori del convegno
«Catania, città bellissima ma complessa – ha osservato in apertura il vicesindaco Massimo Pesce -, affronta quotidianamente sfide critiche per migliorare i servizi ai cittadini. Per l'Amministrazione, sostenibilità e innovazione non sono slogan, ma scelte strategiche. Stiamo investendo in modo significativo nelle telecomunicazioni e in progetti di videosorveglianza intelligente basati sull'Intelligenza Artificiale, che prevede l'acquisto di 60 droni e 15 fototrappole. L'obiettivo è garantire maggiore sicurezza urbana, tutelare il patrimonio e contrastare l'abbandono dei rifiuti. Parallelamente, stiamo intervenendo sui processi burocratici per migliorarne l'efficienza e avvicinare i cittadini alle istituzioni. L'Amministrazione è consapevole che per vincere questa sfida è essenziale costruire un grande patto di collaborazione che coinvolga istituzioni, università, talenti e tutto il tessuto privato del territorio».
Prima del panel su “Le telecomunicazioni per il territorio”, con gli interventi del responsabile scientifico del Progetto Restart per Unict e direttore del Laboratorio Cnit ConLab Catania Sergio Palazzo, del direttore della Direzione Sistemi informativi e Innovazione tecnologica del Comune di Catania Vincenzo Passanisi, del responsabile dell’Unità organizzativa complessa ITS (Intelligence Transport System) di Amts Giovanni Santoro, e del Technical Marketing Manager – IoT & Connectivity – STMicroelectronics Filippo Colajanni, hanno dato il loro contributo – intervistati dal giornalista Antonello Zitelli – anche il direttore del dipartimento di Ingegneria elettrica elettronica e informatica Giovanni Muscato, e l’assessora ai servizi informatici e digitalizzazione del Comune di Catania Viviana Lombardo.

Una demo in esposizione
«Per il nostro dipartimento – ha dichiarato il prof. Giovanni Muscato -, la ricerca non deve rimanere confinata nei laboratori, ma dialogare costantemente con istituzioni e imprese locali. Il grande progetto Restart del PNRR è un esempio dei risultati ottenuti. Sono ottimista sul futuro grazie all'inversione di tendenza nei nostri settori, sebbene il reperimento di forza lavoro sia una sfida. L’entusiasmo e l’impegno dei giovani che scelgono di investire nel nostro territorio sono essenziali per consolidare questa crescita».
«Il Comune – ha concluso l’assessora Viviana Lombardo - persegue l'obiettivo ambizioso di innovare in modo concreto e strutturale l'intero ecosistema territoriale, con focus sui processi tecnologici. Il nostro progetto primario è contrastare la fuga dei cervelli, creando le condizioni per trattenere i giovani formati qui e favorendo il rientro di professionisti qualificati. Abbiamo subito istituito i "tavoli dell’innovazione tecnologica" che coinvolgono Università, imprese locali, PMI e scuole STEM, riscontrando un forte fermento e un notevole entusiasmo, tanto che la città è stata premiata a livello nazionale per le politiche di innovazione. Un progetto strategico in fase embrionale, ma concreta, è l'hub per l'innovazione tecnologica individuato nell'area degli ex Mercati Generali».