«Creare un ecosistema europeo della conoscenza»

L'intervento di Cristina Satriano di Unict in merito alla Summer School Eunice sulla chimica bioispirata

Alfio Russo

Una settimana di formazione sulla chimica bioispirata, un ambito multidisciplinare che prende spunto dalle strutture e dai processi e dai principi della Natura per sviluppare nuove soluzioni nei settori della salute, dell’energia, dei materiali, della catalisi e delle nanotecnologie. 

E’ questo il filo conduttore della Summer School Biomimetic Chemistry and Green Nanotechnologies, in programma dal 7 all’11 settembre alla Scuola Superiore di Catania, che integra biomimetica, chimica verde, nanotecnologie e sostenibilità. Un percorso formativo internazionale che offre agli studenti la possibilità di confrontarsi con docenti, laboratori e gruppi di ricerca delle università partner dell’alleanza EUNICE, creando anche occasioni per future collaborazioni e per lo svolgimanto di tirocini e tesi di laurea. 

La Summer School è organizzata nell’ambito dell’Erasmus+ Blended Intensive Programme (BIP) del Dipartimento di Scienze Chimiche e dell’Eunice Excellence Programme in Bioinspired Chemistry, coordinato dall’Università di Mons (Belgio), con la partecipazione dell’Università Politecnica di Poznan (Polonia) e dell’Università di Catania. 

All’iniziativa partecipano 31 studenti e studentesse provenienti da sei università europee: undici dell’Università di Catania, due dell’Università di Mons, tre della Brandenburg University of Technology Cottbus-Senftenberg (Germania), tre della Karlstad University (Svezia), sei dell’Università Politecnica di Poznan e sei dell’Università di Cantabria (Spagna).

Le attività didattiche sono affidate a nove docenti provenienti dalle università partner dell’Alleanza EUNICE e dall’ateneo catanese, , e affrontano temi che spaziano dai principi della chimica bioispirata e della sostenibilità fino alle applicazioni delle nanotecnologie e dei materiali avanzati.

A illustrare gli obiettivi dell’iniziativa e le prospettive che essa apre per gli studenti e per l’Ateneo è la prof.ssa Cristina Satriano, docente di Chimica Fisica presso il Dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università di Catania e coordinatrice del Progetto Eunice.

Un momento dell'intervento della prof.ssa Cristina Satriano

In foto da sinistra i docenti che hanno partecipato ai saluti istituzionali: Giuseppe Angilella, Mattia Frasca, Maria Alessandra Ragusa, Cristina Satriano, Graziella Malandrino, Vera Muccilli e Salvatore Scirè

La Summer School di Eunice porta a Catania studenti e docenti provenienti da università partner europee. Qual è l’obiettivo principale di questa settimana di formazione e che valore aggiunto può offrire agli studenti l’incontro diretto con ricercatori e laboratori di diversi Paesi?

L'obiettivo è contribuire a creare un vero ecosistema europeo della conoscenza, coinvolgendo studenti e docenti di  diverse università partner dell'Alleanza EUNICE. Durante questa settimana, gli studenti avranno l’opportunità di confrontarsi direttamente con ricercatori, gruppi di ricerca e laboratori degli altri paesi, entrando in contatto con approcci, competenze e metodologie scientifiche differenti. È un’esperienza che va oltre la dimensione strettamente didattica: permette agli studenti di iniziare a vivere concretamente la nuova dimensione del "fare rete", di ampliare i propri orizzonti e di costruire relazioni che potranno diventare importanti per il loro futuro percorso di studio e di ricerca. Vogliamo quindi sostenerli non solo nella loro crescita professionale, ma anche nella capacità di sentirsi parte di una comunità scientifica europea, aperta, interdisciplinare e internazionale.

La Chimica Bioispirata parte dall’osservazione della Natura per sviluppare nuove soluzioni tecnologiche. Quali sono oggi le sfide più interessanti e promettenti in questo campo e in quali settori – dalla salute all’energia, dai materiali alla catalisi – possiamo aspettarci le applicazioni più significative?

La grande sfida della chimica bioispirata è imparare dalla natura per progettare sistemi più efficienti e sostenibili. La Natura, infatti, ha sviluppato nel corso dell’evoluzione strategie estremamente sofisticate per realizzare processi complessi, utilizzando risorse in modo efficiente e minimizzando gli sprechi. Il nostro compito è comprendere i principi chimici e fisici alla base di queste strategie e tradurli in nuovi materiali, processi e tecnologie. È proprio questa capacità di osservare, comprendere e reinterpretare i meccanismi naturali che rende la chimica bioispirata particolarmente promettente.

Le applicazioni sono trasversali e riguardano ambiti strategici come la salute e la nanomedicina, la produzione e lo stoccaggio dell’energia, la catalisi, la progettazione di materiali avanzati e la protezione dell’ambiente. In tutti questi settori, l’obiettivo è sviluppare soluzioni che combinino prestazioni elevate, efficienza nell’uso delle risorse e sostenibilità, ispirandosi a ciò che la Natura ha già “imparato” a fare in modo straordinariamente efficace.

La docente Cristina Satriano

La docente Cristina Satriano

Durante la Summer School lei terrà la lezione “Introduction to Biomimetic Chemistry and Green Nanotechnologies”. Che cosa significa, concretamente, progettare nuove molecole, materiali e nanotecnologie ispirandosi ai processi della Natura? E perché oggi è così importante integrare la biomimetica con i principi della chimica verde e della sostenibilità?

Possiamo partire da alcuni principi fondamentali della Natura: non produrre rifiuti, utilizzare le risorse in modo efficiente e, quando possibile, utilizzare l’acqua come solvente. La Natura riesce a realizzare processi estremamente complessi in condizioni spesso molto più semplici e con un uso straordinariamente efficiente delle risorse. La progettazione biomimetica cerca di decodificare i principi alla base di queste strategie naturali e di tradurli nella progettazione di nuove molecole, materiali e nanostrutture. Integrando questi principi con quelli della green chemistry, possiamo puntare non soltanto a sviluppare sistemi più performanti, ma anche più sicuri, efficienti e sostenibili, considerando il loro impatto lungo l’intero ciclo di vita.

È questa, a mio avviso, la vera sfida delle nanotecnologie del futuro: non limitarsi a progettare materiali sempre più sofisticati, ma imparare dalla Natura a realizzarli in modo più responsabile, riducendo il consumo di risorse e la produzione di rifiuti e mettendo la sostenibilità al centro del processo di progettazione.

Il Programma di Eccellenza in Chimica Bioispirata prevede anche la possibilità per gli studenti di svolgere tirocini di tesi in università e in laboratori partner. Quanto è importante, nella formazione di un giovane ricercatore, uscire dai confini del proprio laboratorio e confrontarsi con una rete scientifica internazionale e multidisciplinare?

Il tirocinio internazionale è una componente essenziale del Programma di Eccellenza EUNICE ‘Bioinspired Chemistry’, perché offre agli studenti la possibilità di vivere concretamente la dimensione europea della formazione e della ricerca. In realtà, lo scambio di conoscenze e competenze e la condivisione di esperienze sono alla base della stessa visione di EUNICE. Uscire dai confini del proprio laboratorio significa imparare nuove tecniche e metodologie, ma anche confrontarsi con approcci scientifici e culturali differenti, imparando a lavorare in gruppi internazionali e interdisciplinari. Sono esperienze che aiutano i giovani ricercatori a sviluppare autonomia, capacità di collaborazione e una maggiore apertura verso le sfide della ricerca contemporanea.

Allo stesso tempo, il tirocinio permette di costruire una rete di contatti scientifici e professionali che può accompagnare lo studente anche nelle fasi successive della sua carriera. È un investimento importante per formare i giovani scienziati di domani e offrire loro gli strumenti per costruire un percorso professionale solido e competitivo, in Europa e a livello internazionale.

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