Cuore, sabbia e cori: il Palio d’Ateneo accende l’entusiasmo degli studenti Unict

Tra beach tennis, rivalità sportive e senso di appartenenza, la “Plaia” diventa il cuore pulsante della vita studentesca: storie, voci e ambizioni dei protagonisti della competizione più sentita dell’ateneo

Adriano Spata, Carmela Finocchiaro, Isabella Spalletta, Ivana Latora, Stefano Camilli
Stefano Massimino
Islem Zaiar
Vito Raffagnino e Matteo Giuffrida
Giuseppe Sciacco e Sebastiano Pappalardo
Sebastiano Massimino
Sarah Pagano
Francesco Campo

Tra bandiere che sventolano nel vento caldo del litorale, cori improvvisati che si rincorrono tra i campi e il sole che illumina la sabbia della Plaia, il Palio d’Ateneo continua a trasformarsi in molto più di una semplice competizione sportiva. È un rito collettivo, un momento di appartenenza che riunisce studenti provenienti da tutti i dipartimenti dell’Università di Catania, tra sfide accese, amicizie che si rafforzano e nuove connessioni che nascono a bordo campo.

Sui campi allestiti sulla sabbia, l'energia del torneo di beach tennis è palpabile, specialmente quando scendono in campo le atlete delle Furie Rosse, la squadra di Medicina. Tra uno smash e un salvataggio, abbiamo scambiato qualche battuta con Maria Francesca Gallodoro e Giada Santamaria, fiere portacolori della squadra delle Furie Rosse, reduci da un trionfo carico di significato contro gli storici avversari: i Leoni di Ingegneria.

Maria Francesca Gallodoro e Giada Santamaria impegnate in una competizione

Maria Francesca Gallodoro e Giada Santamaria impegnate in una competizione contro la coppia di Ingegneria

Per le due studentesse e atlete, il Palio rappresenta molto più di una semplice competizione sportiva: è il cuore pulsante dell'aggregazione studentesca

«È un'occasione per stare tutti insieme", raccontano Maria Francesca e Giada, sorridendo a bordo campo. "Nonostante la rivalità agonistica che si crea durante le partite, alla fine ci diamo la mano e ci vogliamo tutti bene», aggiungono.

Tuttavia, il fair play e la fratellanza universitaria non mettono affatto in ombra la loro determinazione sportiva. Interrogate sulle aspettative per la propria squadra in questa edizione, le due atlete non si nascondono dietro false modestie e lanciano un messaggio chiarissimo agli avversari: «Ci aspettiamo la vittoria, ovviamente! Per noi è l'ultimo Palio, quindi quest'anno si deve vincere».

Maria Francesca Gallodoro e Giada Santamaria

Maria Francesca Gallodoro e Giada Santamaria 

Una dichiarazione d'intenti che non lascia spazio a dubbi e che promette di infiammare ulteriormente la competizione sulla sabbia. Le Furie Rosse sono pronte a dare il massimo fino all'ultimo punto. «È un’occasione per stare tutti insieme — spiegano sorridendo —. Nonostante la rivalità agonistica che si crea durante le partite, alla fine ci diamo la mano e ci vogliamo tutti bene».

Parole che raccontano perfettamente lo spirito della manifestazione, senza però nascondere l’ambizione sportiva. Dopo la vittoria contro gli storici rivali dei Leoni di Ingegneria, le due atlete lanciano un messaggio chiaro agli avversari: «Ci aspettiamo la vittoria, ovviamente. Per noi è l’ultimo Palio, quindi quest’anno si deve vincere», ribadiscono senza mezzi termini.

Determinazione, spirito di squadra e voglia di lasciare il segno: ingredienti che sembrano accomunare gran parte degli studenti presenti al villaggio del Palio.

Per Stefano Massimino, studente di Scienze politiche, il valore più grande della manifestazione resta quello umano: «Il Palio è un’occasione per stringere rapporti con i ragazzi del proprio dipartimento e costruire un senso di appartenenza, ma anche per creare amicizie con studenti di altre facoltà. È bello vedere tutti gareggiare e tifare con striscioni e bandiere. Scienze Politiche quest’anno si è impegnato tanto: siamo fortissimi».

Una competizione

Studenti impegnati in una gara sulla sabbia

Un entusiasmo condiviso anche da Islem Zaiar del dipartimento di Economia e Impresa, che sottolinea il significato storico della manifestazione: «Il Palio ormai da 21 anni rappresenta il nostro Ateneo. È una competizione volta al divertimento che riunisce i vari dipartimenti, e quest’anno è ancora più significativa grazie all’iniziativa contro il cancro. Quello che auguro a tutti è di divertirsi e vivere questi tre giorni in armonia».

Tra i campi di beach volley e le tribune gremite, c’è anche chi vive il proprio ultimo Palio con emozioni contrastanti. È il caso di Sebastiano Massimino, studente e capitano della squadra di pallavolo di Scienze Politiche.

«Come ogni anno resta un momento davvero bello — racconta —, un’occasione di divertimento e coesione tra tutti i dipartimenti, oltre che un modo per ritrovare amici che magari si vedono meno spesso durante l’anno». Poi lo sguardo si sposta sul campo: «Siamo messi bene, quindi speriamo di fare un bel percorso. La prima partita sarà contro il Disum, vediamo di riuscire a battere questi disumani. Forza Scienze politiche!».

Gara di beach volley

Un momento di una gara di beach volley

Ma il Palio è anche adrenalina pura e voglia di primeggiare. Lo sanno bene Matteo Giuffrida di Ingegneria gestionale e Vito Raffagnino di Ingegneria meccanica, componenti della squadra di calcio dei Leoni.

«Siamo un gruppo molto affiatato e sappiamo di essere forti. Il Palio è una bellissima occasione che coinvolge tantissimi ragazzi, ma noi siamo qui per vincere, sia nel calcio che nella classifica generale», raccontano.

E mentre alcuni puntano apertamente al podio, altri si lasciano travolgere semplicemente dall’atmosfera. Per Anita Mongioi e Sofia Longhitano del Dipartimento di Scienze umanistiche, alla loro prima esperienza, il Palio è già diventato indimenticabile.

«Sono giornate cariche di sole e di bella energia — racconta Sofia —. È il mio primo anno ed è un’esperienza fantastica». Anita aggiunge: «Puntiamo in alto, spero faremo una bella figura perché vedo tutti i ragazzi davvero carichi».

Anita Mongioi e Sofia LOnghitano

Anita Mongioi e Sofia Longhitano

L’aspetto più autentico della manifestazione emerge però negli incontri spontanei tra studenti di dipartimenti diversi. Giuseppe Sciacco di Ingegneria e Sebastiano Pappalardo di Scienze politiche raccontano come il Palio riesca ad abbattere le distanze tra facoltà.

«È una manifestazione davvero particolare, qualcosa che non si vede in tutti gli atenei», spiega Giuseppe. «Riesci a conoscere persone di altre facoltà senza mai perdere lo spirito collettivo di amicizia», aggiunge Sebastiano.

E anche quando si scherza sulla storica egemonia di Ingegneria, il clima resta leggero: «Ingegneria ne ha vinti tanti, sarebbe bello se quest’anno vincesse qualcun altro. Ma l’importante è divertirsi», accompagnando il tutto con un sorriso sarcastico.

Una gara

Un momento di una gara

A ribadire il valore aggregativo del Palio sono anche Flavio Cantarella e Delia Zignale di Professioni sanitarie: «Probabilmente è l’iniziativa più bella che l’Università di Catania abbia mai creato. Giochiamo per fare gruppo e divertirci. Poi certo, sotto sotto sappiamo di essere fortissimi!».

Tra i cori più rumorosi spiccano anche quelli del dipartimento di Scienze dell’Educazione. Sarah Pagano, studentessa di Scienze della Formazione, vive il Palio come un momento «formativo ed educativo», capace di unire studenti con percorsi e interessi completamente diversi.

«Qui siamo tutti uguali — racconta — e abbiamo un obiettivo comune: divertirci e lasciarci alle spalle i pensieri». Poi l’orgoglio per il proprio dipartimento: «Quest’anno siamo stati più partecipativi, competitivi e preparati. Abbiamo vinto il beach volley e abbiamo tifato con tutto il cuore». E sul finale lancia anche lo slogan della sua squadra: «Formazione paura non ne ha… e io aggiungerei che vincerà!».

Delia Zingale e Flavio Cantarella

Delia Zingale e Flavio Cantarella

C’è spazio anche per chi vive la competizione con leggerezza, come Francesco Campo di Ingegneria: «Forse sono l’unico ingegnere non competitivo — scherza —. Un po’ di sana competizione non fa male, ma il fine deve essere divertirsi e stare bene insieme». Tra le gare preferite cita il beach volley femminile: «Ho ammirato tantissimo la grinta delle ragazze. Continuerò a fare il tifo… e che vinca il migliore».

E, infine, ci sono le matricole, travolte dall’entusiasmo del loro primo Palio. Fátima Pennisi, Federica Munaó e Alessia Nur Mejri del DI3A raccontano mesi di attesa culminati in giornate vissute senza sosta.

«I nostri colleghi ci avevano detto fin dal primo giorno che il Palio fosse l’esperienza più bella dell’università e avevano ragione — spiegano —. Le aspettative sono state superate». La serata inaugurale è già un ricordo indelebile: «La sfilata ci ha incantate, abbiamo cantato e ballato fino a tarda sera. Oggi siamo senza voce, ma non senza energie». E la promessa finale è chiara: «Continueremo a tifare finché il nostro dipartimento non le vincerà tutte».

Tra sabbia, sport e senso di appartenenza, il Palio d’Ateneo si conferma ancora una volta uno degli appuntamenti più sentiti dagli studenti Unict: tre giorni in cui rivalità e amicizia convivono, e dove ogni coro racconta il desiderio di sentirsi parte di qualcosa di più grande.

Fátima Pennisi, Federica Munaó e Alessia Nur Mejri

Fátima Pennisi, Federica Munaó e Alessia Nur Mejri

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