Curiosità, entusiasmo e voglia di mettersi in gioco

La carica dei 120 studenti Erasmus+ provenienti da 25 paesi, alcun anche dalla Cina e dal Sudafrica. Per sei mesi “vivranno” l’ateneo e la città di Catania

Ivana Latora, Sofia Moschetto, Isabella Raffone
Alexandris Panayotis
Weronika Majcher
Julia Martenka
Alexander Jorgensen e Maximilian Tennant

Sono arrivati uno alla volta, qualcuno con lo sguardo attento di chi osserva tutto, altri già intenti a scattare foto e inviarle ai propri cari e agli amici. Zaini sulle spalle, telefoni in mano, lingue diverse che si sono intrecciate passo dopo passo nell’aula del Polo didattico “Virlinzi” di via Roccaromana. La prima impressione è stata quella di chi, con gli occhi emozionati e gli sguardi sorpresi, sta per cominciare un percorso importante della propria vita.

Nei loro volti, infatti, si leggeva la curiosità di scoprire una città e un ateneo lontano da casa mista a qualche paura, soprattutto per chi per la prima volta è approdato in Sicilia. Per alcuni di loro, invece, è un ritorno, particolarmente piacevole con quegli occhi di chi già conosce la lingua, la cultura e i posti in cui studiare e svagarsi. In ogni caso, un’esperienza che rimarrà sempre impressa nella propria memoria da raccontare in futuro ai propri figli e nipoti.

Tra sorrisi, qualche pacca sulla spalla, ecco i primi scambi dei numeri di cellulare e strette di mano, qualche dialogo in inglese con qualche accenno in italiano. Un clima di festa che ha pervaso l’aula man mano si riempiva con gli oltre 120 studenti Erasmus+ giunti per il secondo semestre all’Università di Catania.

Studenti e studentesse provenienti da 25 Paesi diversi, in prevalenza dalla Francia, Germania, Turchia e Polonia. Al loro fianco anche “colleghi” giunti dalle lontanissime Cina e Sudafrica. 

Ad accogliere le studentesse e gli studenti la pro-rettrice Lina Scalisi, la delegata all’internazionalizzazione Maria Alessandra Ragusa, il delegato Erasmus Mattia Frasca, la coordinatrice dell’Unità operativa Relazioni Internazionali Giusy Catanese insieme con i coordinatori dipartimentali e allo staff Uori. 

Il programma Erasmus+ è stato presentato come qualcosa che va oltre il semplice scambio universitario: un’esperienza fondata sulla cultura, sul dialogo e sulla possibilità di superare le differenze attraverso la conoscenza reciproca.

La platea di studentesse e studenti

La platea di studentesse e studenti 

Erasmus, cultura e confronto per crescere insieme

A prendere la parola per prima è stata la pro-rettrice Lina Scalisi che nel suo intervento ha richiamato «il valore dello scambio di idee e dell’apertura verso l’altro», sottolineando quanto oggi sia «fondamentale investire nella cultura come strumento di dialogo».

A seguire la prof.ssa Alessandra Ragusa ha rivolto un augurio semplice, ma diretto: «vivere l’esperienza in modo pieno, tra studio e scoperta del territorio», ricordando che «docenti e strutture dell’Ateneo restano un punto di riferimento per ogni necessità».

Il prof. Mattia Frasca ha evidenziato la dimensione reciproca della mobilità: «non solo gli studenti si arricchiscono durante il soggiorno a Catania, ma contribuiscono anche alla crescita dell’Università che li ospita», ha detto.

Giusy Catanese, invece, ha parlato di «grande soddisfazione per un lavoro organizzativo iniziato mesi prima e costruito grazie alla collaborazione tra uffici centrali, dipartimenti e personale amministrativo». «Vedere la sala piena è la prova concreta di uno sforzo condiviso», ha aggiunto con al fianco la moderatrice Alessia Patané, responsabile Erasmus Incoming.  

Il tavolo dei relatori durante la presentazione dei servizi e delle attività dedicate agli studenti Erasmus

Il tavolo dei relatori durante la presentazione dei servizi e delle attività dedicate agli studenti Erasmus

Servizi, inclusione e partecipazione

L’incontro è proseguito con la presentazione dei servizi e delle opportunità dedicate agli studenti incoming. Il momento interattivo con Kahoot!, una piattaforma digitale che permette di partecipare in tempo reale a quiz collettivi, ha consentito a tutti di rompere il ghiaccio.

Spazio poi alle domande dedicate alla Sicilia e alla città di Catania, che hanno coinvolto tutti: dai simboli cittadini al teatro greco di Siracusa, fino ai colori della bandiera siciliana. Tra risposte corrette e tentativi azzardati, non sono mancati sorrisi e qualche risata.

Successivamente sono stati illustrati il calendario accademico, le modalità di esame e i criteri di valutazione, ricordando l’obbligo di frequenza minima per accedere alle prove. Spazio anche ai servizi delle mense universitarie gestite dall’Ersu, agli abbonamenti per il trasporto pubblico, all’assistenza sanitaria per chi possiede la tessera europea e alla copertura assicurativa.

La Scuola di Italiano per Stranieri ha presentato i corsi dedicati agli studenti Erasmus, pensati per favorire l’apprendimento linguistico e l’integrazione culturale. Maria Sanfilippo, mediatrice culturale, ha parlato del supporto pratico offerto agli studenti extra-UE, dall’ottenimento del codice fiscale al permesso di soggiorno, sottolineando quanto sia significativo «vedere riunite persone provenienti da contesti così diversi».

Non sono mancate le presentazioni del Cus Catania, del progetto teatrale Scena Erasmus e delle associazioni studentesche – tra cui ESN, AEGEE e Koinè – impegnate nell’organizzazione di attività sociali e culturali. Un video conclusivo ha invitato gli studenti a vivere l’esperienza senza paura di sbagliare, a condividere emozioni e a scoprire parti nuove di sé.

Il tavolo dei relatori durante la presentazione dei servizi e delle attività dedicate agli studenti Erasmus

Il tavolo dei relatori durante la presentazione dei servizi e delle attività dedicate agli studenti Erasmus

Catania e la sua Università, la scelta delle studentesse e degli studenti Erasmus

Tra i nuovi arrivati c’è Alexandris Panayotis, dell’Università del Peloponneso. Studia Scienze politiche e Relazioni internazionali e ha scelto Catania per ragioni che vanno oltre l’università: «È un posto che mi ricorda la Grecia e mio nonno era siciliano. Amo la Sicilia». È alla sua seconda visita nell’isola e spera di esplorarla con più attenzione. Si definisce un po’ «confuso nei primi momenti», ma riconosce che l’organizzazione dell’evento lo ha rassicurato.

Weronika Majcker, studentessa di Psicologia dell’Adam Mickiewicz University, racconta di aver deciso quasi d’impulso: «Mi affascina la cultura italiana, e il cibo italiano è molto popolare in Polonia. Poi c’è il sole, il mare…».  È la sua prima volta a Catania e non vede l’ora di visitare l’Etna: «È impressionante». Si dice un po’ sopraffatta dal rumore della città, ma allo stesso tempo incuriosita da tutto ciò che la circonda.

Dalla stessa università arriva anche Julia Martenka, che ha scelto Catania attratta dalla storia dell’ateneo e dall’atmosfera del Sud Italia. «Voglio viaggiare in tutta la Sicilia e conoscere persone con cui magari costruire amicizie durature», afferma con entusiasmo.

Alexander Jorgensen, dell’Università di Aarhus in Danimarca, studia Scienze politiche. Ha deciso di partire su consiglio di amici che avevano già vissuto l’esperienza a Catania. «All’inizio ero nervoso, ma incontrare così tante persone mi ha fatto sentire più sicuro. Sarà un bel periodo», ha detto sorridendo.

Studenti e studentesse Erasmus insieme con i docenti e il personale Unict

Studenti e studentesse Erasmus insieme con i docenti e il personale Unict

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