Da Catania a Venezia, tre premi per la catanese Giulia Cosentino

“Se mai le cose” della regista conquista tre riconoscimenti alla 41.esima Settimana Internazionale della Critica

Alfio Russo

Da Catania a Venezia, con tre importanti riconoscimenti alla 41.esima Settimana Internazionale della Critica. È il percorso di Se mai le cose, cortometraggio della regista catanese Giulia Cosentino, prodotto da Okta Film e coprodotto con Envie de Tempête, premiato nella sezione SIC@SIC – Short Italian Cinema.

L'opera si è aggiudicata il Premio Miglior Contributo Tecnico, offerto da ADVISTA Studio, il Premio del Centro Nazionale del Cortometraggio e il Premio Fedic, riconoscimenti che ne sottolineano la ricerca formale, la qualità del montaggio e la capacità di intrecciare memoria personale e collettiva.

Al centro di Se mai le cose c'è un gesto semplice e quotidiano: raccogliere gli oggetti che ci si lascia alle spalle. Da questo gesto il cortometraggio sviluppa una riflessione sul valore emotivo delle cose, sulle separazioni, sui ricordi e sui cambiamenti. Gli oggetti di una casa diventano così testimoni di una relazione e, allo stesso tempo, del modo in cui ciascuno immagina l'amore e il proprio futuro.

Particolarmente significativo è il dialogo tra il presente della protagonista e le fotografie, i filmati d'archivio e le immagini dedicate al corredo delle spose, attraverso cui il film mette in relazione generazioni diverse e interroga il confine tra ciò che abbiamo ricevuto e ciò che scegliamo di conservare.

Nella motivazione del Premio Miglior Contributo Tecnico, la giuria ha evidenziato la capacità del film di trasformare uno spazio intimo in un luogo di passaggio, facendo della memoria una vera e propria materia cinematografica attraverso immagini, spazi, suoni e oggetti. Una particolare attenzione è stata inoltre riconosciuta alla dimensione della libertà femminile, intesa come possibilità di scegliere, cambiare, lasciare andare e sottrarsi alle aspettative degli altri.

Il Premio del Centro Nazionale del Cortometraggio ha invece valorizzato la capacità dell'opera di trovare nel quotidiano una chiave per raccontare memoria, identità, fragilità e libertà, mentre il Premio Fedic, riconoscimento collaterale della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, ha sottolineato il confronto tra generazioni, l'accuratezza del montaggio e l'utilizzo delle immagini d'archivio.

Con i suoi tre riconoscimenti, Se mai le cose - nel cast Astrid Casali, Emanuele Linfatti e Francesca Mellusosi - distingue dunque nel panorama della 41.esima Settimana Internazionale della Critica per uno sguardo intimo e contemporaneo, capace di partire dalla dimensione privata per affrontare temi universali: ciò che resta di una relazione quando una storia d'amore finisce, il rapporto con la memoria e la possibilità di scegliere cosa portare con sé nel futuro.

Il film Se mai le cose è una produzione Okta Film, in coproduzione con Envie de Tempête, con il sostegno di Sicilia Film Commission e CNC, in collaborazione con Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia, Cineteca di Bologna, Fondo Lai, Cineteca Sarda – Società Umanitaria di Cagliari, Fondo de Abbondi e Archivio MI.VIL.

Il cast e la produzione di "Se mai le cose" (foto di Alice Durigatto)

Il cast e la produzione di "Se mai le cose" (foto di Alice Durigatto)

La regista catanese Giulia Cosentino

Nata a Catania nel 1990, Giulia Cosentino è regista, ricercatrice e sceneggiatrice. Si è formata nelle università di Roma Tre, Nova di Lisbona, Sorbonne di Parigi e Pompeu Fabra di Barcellona, conseguendo il titolo internazionale dell'International Master in Audiovisual and Cinema Studies.

Nel corso della sua attività ha collaborato alla realizzazione di film come Martin Eden di Pietro Marcello, Io capitano di Matteo Garrone, Grand Tour di Miguel Gomes e Quell'estate con Iréne di Carlo Sironi. Ha inoltre lavorato come assistente alla regia per registi quali Matteo Garrone, Pietro Marcello, Aleksander Sokurov e Miguel Gomes.

Il suo primo cortometraggio, Lui e io, sviluppato nell'ambito della residenza artistica Re-framing Home Movies, è stato presentato in concorso al Torino Film Festival e successivamente in diversi festival e piattaforme internazionali. 

Nel 2020 ha realizzato l'episodio Perché scappi? del film collettivo Le storie che saremo, prodotto da Ginko Film e premiato al Bellaria Film Festival. Nel 2022 ha vinto il Premio Solinas per la migliore sceneggiatura con Due amici, scritto insieme a Pierfrancesco Li Donni.

I suoi cortometraggi sperimentali sono stati selezionati in diversi festival internazionali. Se mai le cose rappresenta il suo primo cortometraggio di finzione.

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