Il progetto europeo Landfeed valorizza gli scarti per un’agricoltura più sostenibile. La collaborazione con la Wrocław University of Science and Technology si rafforza con un accordo Erasmus per lo scambio di conoscenze, studenti e ricercatori
Trasformare gli scarti in risorse utili per un’agricoltura più sostenibile. È la sfida al centro di Landfeed, progetto europeo che punta a sviluppare fertilizzanti di origine biologica attraverso il recupero e la valorizzazione di diverse matrici residuali.
Un percorso di ricerca che coinvolge l’Università di Catania e che ha contribuito a rafforzare la collaborazione scientifica con la Wrocław University of Science and Technology, in Polonia, concretizzata in un accordo Erasmus per lo scambio di conoscenze, studenti e ricercatori.
L’intesa è stata presentata nell’ambito di un seminario internazionale dedicato alle tecnologie per la produzione e l’impiego dei fertilizzanti sostenibili, offrendo un’occasione di confronto tra gruppi di ricerca e un'opportunità per sviluppare nuove prospettive di collaborazione scientifica e formativa.

In foto Giuseppe Mancini e Katarzyna Chojnacka
Landfeed, dagli scarti nuove risorse per l’agricoltura
Avviato nel settembre 2024, Landfeed promuove il recupero di materiali residuali e sottoprodotti di diverse filiere per trasformarli in risorse destinate alla produzione di fertilizzanti di origine biologica. Il progetto si sviluppa attraverso cinque casi studio in altrettanti Paesi europei: in Spagna si concentra sugli scarti alimentari della ristorazione, in Francia sui residui di origine animale, in Grecia sugli scarti della produzione dell’olio d’oliva, in Polonia sui sottoprodotti dell’industria lattiero-casearia e in Italia sulla valorizzazione di matrici disponibili sul territorio, tra cui fanghi di depurazione, pastazzo d’arancia, cenere vulcanica, digestato, residui microalgali e fanghi da acquacoltura.
La dimensione internazionale consente di affrontare il tema a partire da filiere produttive e materiali differenti, individuando possibili soluzioni per recuperare risorse che altrimenti potrebbero essere destinate allo smaltimento. L’obiettivo è ridurre gli sprechi, favorire la simbiosi industriale e promuovere nuove applicazioni per l’agricoltura, secondo i principi dell’economia circolare.
In questo contesto, l’Università di Catania contribuisce alle attività scientifiche insieme a Enea, partner del progetto, attraverso competenze e ricerche orientate alla valorizzazione delle matrici residuali e allo sviluppo di soluzioni innovative. A illustrare il quadro complessivo di Landfeed e le attività dell’Ateneo e di Enea è stato il prof. Giuseppe Mancini, responsabile del progetto per Unict e direttore del Cutgana, nel corso del seminario internazionale “Sustainable Fertiliser Technologies: Production, Characterisation and Applications”, ospitato nei giorni scorsi nell’aula magna dell’Edificio della Didattica di Ingegneria alla Cittadella universitaria.

I rappresentanti dei diversi partner
Accordo Erasmus, si rafforza la collaborazione tra Catania e la Polonia
La collaborazione maturata nell’ambito del progetto europeo ha favorito il consolidamento dei rapporti tra l’Università di Catania e la Wrocław University of Science and Technology, sfociato nella sottoscrizione di un accordo Erasmus finalizzato allo scambio di conoscenze, studenti e ricercatori.
L’intesa è stata al centro del seminario internazionale, organizzato con la partecipazione di Enea, che ha approfondito le tecnologie per la produzione, la caratterizzazione e l’applicazione dei fertilizzanti sostenibili. Dopo i saluti istituzionali del prof. Gianluca Cicala, referente per l’accordo e direttore eletto del Dipartimento di Ingegneria industriale Civile e Architettura, i lavori hanno offerto un’occasione per condividere risultati, metodologie e prospettive di ricerca.
Per l’ateneo polacco sono intervenuti la prof.ssa Katarzyna Chojnacka, direttrice del Dipartimento di Tecnologie per i materiali avanzati della Facoltà di Chimica, con una relazione introduttiva sulle tecnologie per i fertilizzanti sostenibili; il dott. David Skrzypczak, sui fertilizzanti a base di digestato e le loro applicazioni; il dott. Grzegorz Izydorczyk, sui metodi di analisi della composizione dei fertilizzanti; e il MSc Rafał Taf, sui metodi biologici per la loro produzione.
All’incontro hanno partecipato numerosi studenti, dottorandi, ricercatori e docenti del Dipartimento di Ingegneria Industriale, Elettrica, Elettronica e Informatica e del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente (Di3A), tra cui il prof. Giorgio Testa, la prof.ssa Vittoria Catara e il prof. Andrea Baglieri.
L’accordo Erasmus apre così nuove opportunità di confronto e mobilità internazionale, favorendo la circolazione delle conoscenze e il dialogo tra gruppi di ricerca. Per gli studenti e i giovani ricercatori, la collaborazione rappresenta inoltre una possibilità di entrare in contatto con approcci scientifici e metodologie sviluppati in altri contesti universitari, ampliando le occasioni di formazione e crescita professionale.

Giuseppe Mancini e Gianluca Cicala
Dalla teoria alla pratica: le perle di alginato e Spirulina
Il workshop si è concluso con un’attività sperimentale dedicata alla realizzazione di perle di idrogel a base di alginato e microalga Spirulina. Attraverso l’esperienza “Make alginate beads with Spirulina”, gli studenti hanno potuto preparare le perle e portarle a casa per testarne l’effetto sulle proprie piante, sperimentando direttamente una possibile applicazione delle tecnologie illustrate durante il seminario.
Ricca di proteine, vitamine, minerali e composti bioattivi, la Spirulina trova applicazione anche in agricoltura per le sue proprietà biostimolanti, che possono contribuire a favorire la crescita delle piante e a sostenerne la risposta agli stress ambientali. La sua incorporazione nelle perle di alginato rappresenta una possibile modalità di impiego da approfondire attraverso specifiche verifiche sperimentali.
L’attività ha reso concreto il legame tra ricerca e didattica, avvicinando gli studenti ai processi di sviluppo e sperimentazione di nuove soluzioni per l’agricoltura sostenibile. Un’esperienza che mostra come il confronto internazionale possa tradursi anche in occasioni formative partecipate, capaci di mettere in relazione conoscenze scientifiche e applicazioni pratiche.
A questo percorso contribuiscono anche le competenze del Cutgana nell’ambito della tutela ambientale e del controllo dei contaminanti e delle microplastiche nel suolo e nei prodotti, grazie alle attività del gruppo di ricerca delle prof.sse Margherita Ferrante e Gea Oliveri Conti.

Un momento dell’attività sperimentale dedicata alla realizzazione di perle di idrogel a base di alginato e microalga Spirulina