Daisi, la storia d’amore sullo sfondo bellico della rivolta bolscevica

L’opera melodrammatica georgiana in scena al Teatro Massimo Bellini per veicolare il linguaggio universale della musica ed esaltare le radici culturali dei popoli

Irene Isajia (foto di Giacomo Orlando)

La Festa Internazionale della Musica oggi rappresenta sempre più uno spazio e un tempo che coinvolge oltre 100 paesi nel mondo con l’obiettivo di diffondere e promuovere la musica. 

E Catania, città in fermento, luogo che accoglie curiosi, amatori e appassionati attirati dalle note diffuse, ancora una volta ha spalancato le porte del “suo” Teatro Massimo Bellini, non solo al pubblico, ma ad una collaborazione internazionale con il Teatro Nazionale della Georgia.

Alla presenza della vicepremier e ministro della Cultura della Georgia, Thea Tsulukiani, infatti, sul palcoscenico del teatro storico etneo è stata rappresentata l’immortale opera del compositore Zakaria Paliashvili, Daisi.

Un’opera in tre atti su libretto del drammaturgo e attore georgiano Valerian Gunia, per la prima volta in scena in lingua italiana grazie all’adattamento del libretto ad opera di Sirio Sacchetti. 

Un momento dello spettacolo

Un momento dello spettacolo

La musica, commovente, impreziosita di melodie liriche e cori potenti, oltre a elementi della tradizione e del folklore georgiano hanno arricchito la narrazione restituendo al pubblico un’esperienza unica. 

Sullo sfondo bellico della rivolta bolscevica del febbraio del 1921 – anno in cui il compositore iniziò a lavorare su Daisi – si assiste alla storia d’amore tra la giovane e bella Maro e il suo amato, il guerriero Malkhaz. La giovane, però, è promessa a Kiazo, un centurione. 

La vicenda d’amore dei due si mescola al combattimento per la difesa della patria e il giovane Malkhaz che, però, muore vittima della gelosia di Kiazo tra i cori del popolo che ne censurano il gesto folle e insensato di fronte al tempo di prova del Paese. 

Scende il crepuscolo prematuramente sulla vita dei protagonisti che sin dal principio sono avvolti dai colori di una scenografia che racconta il sorgere, e al contempo, il tramontare dell’amore e della vita stessa.    

Un grande successo, confermato dal caloroso pubblico che ha riempito di presenze il teatro e tributato a tutto il cast numerosi e sentiti applausi.

Malkhaz e Kiazo in lotta per la giovane Maro

Malkhaz e Kiazo in lotta per la giovane Maro

Un'opera che ha premiato la grande sinergia nell’allestimento del Teatro Nazionale della Georgia in coproduzione con il Teatro Massimo Bellini. All’opera, infatti, non soltanto l’orchestra, il coro e i tecnici del teatro catanese, ma anche il Tbilisi Opera and Ballet State Theatre

Sul podio Zaza Azmaiparashvili a dirigere l’orchestra e il coro del Bellini, quest’ultimo su guida del maestro Luigi Petrozziello. 

La regia è di Gocha Kapanadze, scene e costumi sono curati da Georgi Aleski-Meskhishvili, mentre le proiezioni e il design delle luci sono opera di David Matchavariani. La direzione degli allestimenti scenici affidata ad Arcangelo Mazza.

Intensa e ricca di pathos l’interpretazione dei personaggi da parte del cast internazionale con il tenore Matteo Falcier (Malkhaz), del baritono Domenico Balzani (Kiazo) e del soprano Eva Corbetta (Maro) oltre alle coinvolgenti scene d’insieme in cui le voci del coro del Teatro Massimo hanno trasportato il pubblico nell’atmosfera patriottica lontana un secolo. 

Un momento dello spettacolo

Un momento dello spettacolo

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