Dal "Colosseo nero" al cuore del turismo catanese: un piano di rilancio per l'Anfiteatro romano

Intervento di Franz Cannizzo, responsabile nazionale del Turismo Sviluppo Mezzogiorno

Franz Cannizzo

Trecento euro al giorno di incasso. Meno di diecimila visitatori in tre mesi. Numeri che raccontano il fallimento di un modello gestionale ma anche l'enorme potenziale inespresso di uno dei monumenti più straordinari della nostra città. È tempo di trasformare l'anfiteatro romano da "canto del cigno" a volano del turismo culturale catanese.

L'Anfiteatro romano di piazza Stesicoro non è un semplice sito archeologico. È una delle arene più grandi dell'antichità romana, capace di ospitare 15.000 spettatori, costruita nella pietra lavica che è l'anima stessa di Catania. Eppure, oggi fatica a decollare: il cambio di gestione da Smac Multiservizi a Coopculture rappresenta un'opportunità, non la soluzione definitiva.

L'Anfiteatro romano di piazza Stesicoro

L'Anfiteatro romano di piazza Stesicoro

Cinque azioni concrete per il rilancio

Storytelling e tecnologia. Servono esperienze immersive come realtà aumentata per ricostruire virtualmente l'arena com'era nel II secolo d.C., app interattive multilingue, proiezioni mapping sulla pietra lavica. Il progetto nazionale e-archeo dimostra che la valorizzazione multimediale funziona nei parchi archeologici italiani. Catania non può restare indietro.

Biglietto integrato "Catania card". Occorre creare un pass unico che includa anfiteatro, teatro romano, odeon, castello ursino e musei civici, con prezzi differenziati (giornaliero, weekend, settimanale) e sconti per chi paga la tassa di soggiorno, come proposto recentemente dalle associazioni di categoria. Il turista deve percepire valore, non un semplice biglietto d'ingresso.

Eventi e contenuti. L'anfiteatro deve vivere oltre la visita statica come rievocazioni storiche in costume, spettacoli di gladiatura teatrale, concerti di musica classica e contemporanea negli spazi accessibili, visite notturne con illuminazione scenografica. La Sicilia ha bisogno di destagionalizzare i flussi turistici e gli eventi serali possono attrarre sia turisti che residenti.

Partnership strategiche. Occorre coinvolgere scuole, università, tour operator, hotel e ristoranti del centro storico. E anche creare pacchetti esperienziali che leghino la visita all'anfiteatro con degustazioni di prodotti tipici, shopping nei mercati storici (pescheria, fera 'o luni), percorsi nella Catania barocca. Il marketing territoriale funziona solo se crea sistema .

Comunicazione digitale aggressiva. Occorre una presenza massiccia sui social media (Instagram, Tiktok, Facebook), collaborazioni con influencer del settore travel e cultura, campagne advertising geolocalizzate sui turisti in arrivo a Catania, recensioni gestite attivamente su Tripadvisor e Google. Oggi il 70% delle scelte turistiche nasce online: essere invisibili significa non esistere.

L'ingresso all'Anfiteatro romano di piazza Stesicoro

L'ingresso all'Anfiteatro romano di piazza Stesicoro

Il modello vincente

Guardiamo alle best practices nazionali: Brescia con Brixia, le esperienze di Norba, i progetti del FAI. Tutti dimostrano che la valorizzazione archeologica richiede programmazione, investimenti mirati, professionalità dedicate e soprattutto una visione chiara.

L'anfiteatro romano deve diventare il simbolo di una Catania che sa coniugare passato e futuro, che trasforma il patrimonio da costo a risorsa, che attira turisti ma prima ancora riappropria i cittadini della propria identità.

Gli obiettivi: entro 12 mesi dobbiamo puntare a 50.000 visitatori annuali (oggi siamo sotto i 40.000), a incassi superiori a 150.000 euro annui, ad almeno 20 eventi culturali all'anno, ad una presenza in almeno 50 pacchetti turistici commerciali e a un rating medio su TripAdvisor superiore a 4.5 stelle. 

Occorre che Comune, Università, Coopculture, la Regione Siciliana, le associazioni di categoria e la società civile si siedano attorno a un tavolo e costruire insieme il Piano Strategico di Valorizzazione dell'Anfiteatro Romano. Non più interventi spot, ma una visione pluriennale con obiettivi misurabili, responsabilità definite, risorse certe.

Catania merita di più. Il nostro "Colosseo nero" non può essere la Cenerentola del turismo culturale etneo. È tempo di trasformare 300 euro al giorno in 3.000. È tempo di scrivere una nuova pagina della storia di questo monumento millenario.

La sfida è lanciata. Raccogliamola. 

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