Dal mare energia pulita e integrata per il futuro del Mediterraneo

Presentato a Sfax il progetto di ricerca europeo Flottant che integra e ottimizza le fonti marine rinnovabili attraverso tecnologie avanzate di energy harvesting. La ricerca è finanziata dall’Ue col programma Interreg Next Italie-Tunisie

Alfio Russo

Sviluppare un sistema innovativo capace di recuperare, integrare e ottimizzare l’energia proveniente da diverse fonti marine, riducendo l’impatto ambientale e valorizzando il mare come risorsa strategica per la transizione energetica del Mediterraneo.

È questo l’obiettivo centrale del progetto di ricerca FlottantFilières de l’Énergie Optimisée avec Transducteurs et Technologies Avancées pour la Nouvelle génération de récupérateur hybride et le Traitement des sources marines che rafforza la cooperazione scientifica e tecnologica tra le due sponde del Mediterraneo nel settore delle energie rinnovabili.

L’iniziativa, avviata nel maggio del 2025, mira a progettare e validare un dispositivo ibrido di nuova generazione, basato su soluzioni tecnologiche avanzate e non convenzionali, in grado di estrarre energia in modo efficiente da fenomeni fisici, biologici e termici dell’ambiente marino, favorendo al contempo lo sviluppo sostenibile delle aree costiere.

Il progetto di ricerca innovativo, cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Interreg Next Italia–Tunisia, vede il coinvolgimento, per la parte italiana, dell’Università di Catania (capofila) e dell’Università di Palermo, e per la Tunisia dell’Università di Sfax e dell’Università di Gabès.

Il sistema innovativo del progetto Flottant

Il sistema innovativo del progetto Flottant

L’avvio delle attività è stato formalizzato con il kick-off meeting, che si è svolto nei giorni scorsi all’Università di Sfax, alla presenza di alte cariche istituzionali e accademiche delle università partner e dei rappresentanti del programma Interreg. Per l’Autorità di Gestione è intervenuta la dott.ssa Daniela Segreto, dirigente del Dipartimento Programmazione della Regione Siciliana e responsabile del programma Interreg Next Italia–Tunisia, mentre per la parte tunisina l’intervento introduttivo e di benvenuto è stato affidato alla dott.ssa Samira Rafrafi.

La presentazione del progetto, comprensiva del partenariato, degli obiettivi generali, dell’idea progettuale, dei risultati attesi, del cronoprogramma e della gestione del budget complessivo, pari a circa 1 milione di euro, è stata curata dal prof. Carlo Trigona, responsabile scientifico del progetto Flottant.

Nel corso dell’incontro sono stati illustrati anche i principali contributi tecnico-scientifici dei partner. In particolar modo la prof.ssa Anna Maria Gueli (Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Catania) ha presentato le attività relative alla progettazione e allo sviluppo del sistema Flottant, mentre la prof.ssa Delia Chillura Martino (Stebicef dell’Università di Palermo) si è soffermata sulle linee di ricerca dedicate allo sviluppo di pile a combustibile microbiologico.

Un momento delle attività a Sfax: da sinistra i docenti Anis Messaoud (ENIG- École Nationale d'Ingénieurs de Gabès), Hassene Mnif (ENET'Com/Université de Sfax), Ahmed Hadj Kacem (rRettore dell’Università di Sfax) e Mehrez Romdhane (rettore dell’Università di Gabès)

Un momento delle attività a Sfax: da sinistra i docenti Anis Messaoud (ENIG- École Nationale d'Ingénieurs de Gabès), Hassene Mnif (ENET'Com/Université de Sfax), Ahmed Hadj Kacem (rRettore dell’Università di Sfax) e Mehrez Romdhane (rettore dell’Università di Gabès)

A seguire il prof. Nabil Derbel dell’Università di Sfax ha approfondito gli aspetti di modellazione e studio della dinamica dei trasduttori, mentre il prof. Ahmed Said Nouri dell’Università di Gabès ha presentato i sistemi predittivi finalizzati all’ottimizzazione dell’energia generata dal sistema ibrido proposto.

Il confronto tra i partner ha evidenziato forti sinergie e complementarità scientifiche, convergendo verso l’obiettivo comune di migliorare la raccolta e l’integrazione delle energie rinnovabili mediante un sistema ibrido capace di estrarre energia dalle fonti marine in modo efficiente ed ecocompatibile. 

“L’approccio adottato è fortemente innovativo e si basa su soluzioni non convenzionali tra cui l’impiego di microbial fuel cell installate sui fondali marini, trasduttori capacitivi polarizzati in grado di convertire il moto della massa d’acqua in energia elettrica (energy harvesting da shear stress), cavi piezoelettrici non risonanti per generazione e trasporto dei segnali elettrici e trasduttori termoelettrici flottanti in superficie, capaci di sfruttare sia i movimenti indotti dalle maree sia i gradienti termici tra acqua e radiazione solare”, spiega il prof. Carlo Trigona.

foto

In foto da sinistra Khaled Elleuch Direttore dell’ENIS (National Engineering School of Sfax), i docenti Carlo Trigona e Anna Gueli dell'Università di Catania e la prof.ssa Delia Chillura Martino dell'Università di Palermo

“Il sistema proposto consente di cumulare le diverse potenze generate, risultando altamente performante anche rispetto a fonti tradizionali come il solare e l’eolico, e garantendo al contempo una struttura rispettosa dell’ambiente e delle aree marittime interessate, grazie a un approccio di energy harvesting distribuito e verticale, a ridotto impatto ambientale – aggiunge il docente dell’ateneo catanese -. Le attività di modellazione, l’adozione di approcci predittivi, il prototipazione e la validazione in situ rappresentano elementi centrali del progetto”.

"Flottant prevede, inoltre, il coinvolgimento di un articolato tessuto di beneficiari, rafforzando ulteriormente la dimensione transfrontaliera dell’iniziativa e includendo comunità costiere, industrie energetiche, settore marittimo, comparto tecnologico e dell’innovazione, autorità pubbliche, enti ambientali e istituzioni di ricerca e formazione", precisa Carlo Trigona, responsabile scientifico del progetto Flottant. 

I risultati attesi spaziano dalla produzione di energia sostenibile da diverse fonti marine allo sviluppo di soluzioni innovative per lo stoccaggio dell’energia e l’alimentazione di carichi elettrici, sistemi di illuminazione costiera e dispositivi di monitoraggio, sorveglianza ambientale e sistemi di misura.

La conclusione del progetto è prevista per maggio 2028. Per l’Università di Catania, Flottant vede il coinvolgimento di tre dipartimenti – Ingegneria elettrica elettronica e informatica, Fisica e Astronomia e Scienze della Formazione - con la partecipazione dei docenti Salvatore Baglio (Dieei) e Eleonora Pappalardo (Disfor), a conferma dell’approccio fortemente interdisciplinare e della rilevanza strategica del progetto con protagonista il mare come fonte di energia sostenibile e integrata.

I rappresentanti dei rispettivi partner coinvolti nel progetto di ricerca Flottant

I rappresentanti dei rispettivi partner coinvolti nel progetto di ricerca Flottant

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