Il contributo di Antonio Belcuore al Dipartimento di Scienze della formazione su qualità delle esperienze, comunità locali e sostenibilità
Il turismo è oggi uno dei settori chiave per la crescita economica, culturale e sociale dei territori. Perché possa generare benefici duraturi, però, deve essere capace di valorizzare le identità locali e migliorare la qualità della vita di residenti e visitatori.
Se n’è discusso, nelle settimane scorse, al Dipartimento di Scienze della formazione, in occasione del seminario Dal turismo dei numeri al turismo di valore: una declinazione diversa.
L’incontro, coordinato dalla professoressa Eleonora Pappalardo, si inserisce nelle attività del corso di laurea magistrale in Progettazione di turismo sostenibile, culturale e naturalistico del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Catania, che mira a formare professionisti in grado di interpretare le dinamiche del settore turistico in un’ottica innovativa. All'incontro hanno partecipato anche gli studenti dell’Istituto “De Felice”, coinvolti in un progetto di orientamento sui temi della sostenibilità.
Relatore del seminario è stato il dottor Antonio Belcuore, commissario straordinario della Camera di commercio del Sud Est Sicilia dal 2023, figura istituzionale che ha il compito di coordinare le strategie economiche e turistiche dei territori di Catania, Siracusa e Ragusa.

La docente Eleonora Pappalardo e il dottor Antonio Belcuore
Nel suo intervento, il dott. Belcuore ha posto l’attenzione sul necessario passaggio da un modello di turismo basato sui numeri a uno fondato sulla qualità delle esperienze: limitarsi alla misurazione dei flussi turistici, dunque a contare arrivi e presenze, non è più sufficiente, occorre comprendere chi arriva, perché, con quali aspettative e quale impatto lascia sui territori.
Se i flussi turistici non vengono gestiti, il turismo smette di essere un’opportunità e diventa un problema: il settore contemporaneo non è lineare, ma un sistema complesso che incide sull’ambiente e sui servizi, e la crescita, se non governata, rischia di compromettere la vivibilità urbana e di allontanare la popolazione locale dalla vita turistica del proprio territorio.
L’estate 2025 a Catania, caratterizzata da un afflusso record e tensioni con i residenti, ne è un esempio. La crescita, se non governata, rischia di compromettere la vivibilità urbana e di allontanare la popolazione locale dalla vita turistica del territorio.
Accanto alle dinamiche locali, il relatore ha presentato una visione più ampia del fenomeno, basata sui dati nazionali relativi al periodo 2019-2024. Le province italiane mostrano andamenti molto diversi: alcune mete, come Roma, le Dolomiti, la Costiera Amalfitana, registrano fenomeni di overtourism, mentre altre aree rimangono marginali, pur disponendo di altrettante risorse culturali e naturali.

Turisti in piazza Duomo a Catania nell'estate 2025
I tre pilastri del valore: visitatori, comunità e futuro
Il relatore Antonio Belcuore, nel suo intervento, ha richiamato i tre pilastri del cosiddetto “turismo di valore”, che va oltre la semplice misurazione dei flussi: visitatori, comunità e futuro.
In particolar modo valore per il visitatore, ovvero offrire esperienze autentiche, che trasmettano cultura, emozioni e conoscenza del territorio, facendo sentire il turista protagonista e non spettatore; valore per la comunità locale, ovvero generare benefici concreti per chi vive nei territori ospitanti, attraverso lavoro, infrastrutture, servizi e coesione sociale: la comunità deve sentirsi partecipe senza perdere spazi o vivibilità; valore per l’ambiente e le generazioni future, ovvero tutelare le risorse naturali e culturali, garantendo che le future generazioni possano godere degli stessi patrimoni.
Il turismo del futuro, ha spiegato il relatore, "deve essere sostenibile, governato e competitivo: solo così può trasformarsi in una leva di sviluppo economico e culturale". "Una destinazione sostenibile deve definire la propria capacità di carico, regolando i flussi turistici per evitare congestione, garantire equilibrio tra residenti e visitatori e tutelare le risorse naturali e culturali", ha aggiunto.
Un esempio virtuoso citato è quello delle esperienze culturali e artistiche nelle province italiane di Brescia e Bergamo, capitali italiane della cultura nel 2024, e di Agrigento nel 2025.
Belcuore ha concluso ricordando che "il turismo genera valore solo se redistribuisce benefici: ai residenti, alle imprese locali e all’ambiente". Solo così le destinazioni possono trasformarsi in piattaforme di esperienze e servizi, valorizzando al contempo le comunità e le risorse naturali, e creando un impatto positivo duraturo per le generazioni future.
"Il turismo è un valore che genera valore - ha tenuto a precisare -, è uno strumento che deve essere puntare alla capacità di creare valore condiviso".