Alla Scuola superiore di Catania oltre trenta allievi di cinque Paesi per la Summer School di Eunice su chimica bioispirata e nanotecnologie verdi
Imparare dalla Natura per progettare le tecnologie del futuro. È questo l’obiettivo della Summer School Biomimetic Chemistry and Green Nanotechnologies, in programma nei locali della Scuola Superiore di Catania dal 7 all’11 settembre 2026 nell’ambito dell’Erasmus+ Blended Intensive Programme e dell’Eunice Excellence Programme in Bioinspired Chemistry.
Un percorso internazionale dedicato alla chimica bioispirata e alla biomimetica, che parte dalle strutture, dai materiali e dai complessi meccanismi di auto-organizzazione presenti nei sistemi viventi per sviluppare nuovi approcci alle sfide nei settori della salute, dell’energia, dell’informatica, dei materiali e della catalisi.
Un ambito di ricerca che richiede un approccio fortemente multidisciplinare e mette in dialogo (bio)chimica, (bio)materiali, sistemi supramolecolari, macromolecole, nanomedicina, auto-organizzazione e nanoscienze. L'obiettivo è trasferire nel laboratorio le strategie elaborate dalla natura, trasformandole in soluzioni e tecnologie innovative, con una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, all’etica e alle esigenze della transizione ecologica.
La terza edizione catanese coinvolge 31 studentesse e studenti - 11 dell’università di Catania, due gli University of Mons, tre della Brandenburg University of Technology Cottbus-Senftenberg, tre della Karlstad University, sei della Poznan University of Cantabria - e nove docenti provenienti dalle università partner dell’Alleanza Eunice, offrendo ai partecipanti la possibilità di confrontarsi con ricercatori e laboratori internazionali e di conoscere le realtà accademiche nelle quali potranno svolgere il tirocinio di tesi.
Una esperienza formativa, quella del programma Eunice, che punta così a unire didattica, ricerca e mobilità internazionale, costruendo una visione della formazione universitaria sempre più inclusiva, interdisciplinare e orientata alle sfide del futuro.
Il connubio tra studenti, docenti, ricercatori e personale amministrativo è parte attiva di programmi accademici e di ricerca tramite un programma condiviso e con modalità diverse di accesso; attraverso piattaforme interattive e in presenza nei Paesi coinvolti.
In programma le lezioni di nove docenti che provengono dalla Poznan University Technology, dall’University of Mons, dall’University of Cantabria, dalla Mohammed VI Polytrchnic University del Marocco e dall’Universitá di Catania.
Gli allievi della Summer school
Dalla Summer School alle nuove sfide della rete Eunice
In occasione dell’apertura della terza edizione della Summer School Eunice a Catania, delegati e coordinatori dell'ateneo hanno condiviso traguardi e prospettive future dell'alleanza. Le parole dei protagonisti restituiscono il senso profondo di questa collaborazione internazionale, delineando una visione comune tra didattica d'avanguardia, mobilità e ricerca sul campo.
Ad aprire i lavori è stata la prof.ssa Maria Alessandra Ragusa, delegata all’Internazionalizzazione della Didattica: «Sono molto felice per la vostra presenza a Catania nell’ambito della Summer school di Eunice, un progetto che coinvolge diversi atenei europei e che prevede numerose iniziative mirate e interessanti per la vostra formazione Eunice mette al centro mobilità, ricerca, innovazione e nuove opportunità per voi studenti che provenite da diversi atenei. Proprio la scorsa settimana abbiamo ricevuto la visita della delegazione dell'Università di Poznań con in testa il rettore Teofil Jesionowski. Siamo soddisfatti del lavoro svolto nell’ambito di Eunice e nel maggio 2027 a Catania ospiteremo la General Assembly dell’Alleanza».
Per il prof. Mattia Frasca, delegato ai progetti Erasmus di Unict, «è un grande piacere per noi ospitare questo evento che è organizzato nell’ambito della Eunice Excellence Programme e dell’Erasmus+ Blended Intensive Programme». «La Summer school presenta un programma di iniziative molto interessante sul piano scientifico e culturale che vi permetterà di approfondire le vostre conoscenze», ha aggiunto.
Sulla Summer school si è soffermata la prof.ssa Cristina Satriano, Coordinatrice del progetto Eunice per Unict: «L’obiettivo della Summer school di Eunice è creare un vero e proprio ecosistema europeo della conoscenza. Gli studenti in questi giorni avranno l’opportunità di confrontarsi con ricercatori e laboratori di altri Paesi, iniziando così a vivere concretamente una nuova dimensione del fare rete».
«Potranno conoscere metodologie e approcci scientifici differenti, arricchendo il proprio percorso di crescita professionale e umana. In questo contesto si inserisce anche la chimica bioispirata, che parte dall’osservazione della natura per sviluppare nuove soluzioni e tecnologie», ha aggiunto.
Un momento della presentazione della Summer school
In rappresentanza della Scuola Superiore di Catania è intervenuto Giuseppe Angilella, coordinatore della Classe delle Scienze sperimentali. «La Summer school rappresenta una occasione per stare insieme, per condividere momenti importanti così come gli obiettivi della Scuola Superiore – ha detto -. Possiamo dire che la Summer school rappresenta in pieno lo spirito della Ssc, apprendimento e intercambio di conoscenze».
«La Scuola Superiore di Catania è un centro di eccellenza, nata quasi trent'anni fa per formare cento studenti e studentesse che vivono nei locali di Villa San Saverio – ha aggiunto -. È un posto in cui gli allievi vivono insieme studiando matematica, tecnologia, fisica, ingegneria o, ovviamente, diritto o medicina e poi interagiscono in modo naturale vivendo insieme, condividendo i pranzi e interagendo in questi locali. La Ssc rappresenta un hub universitario di eccellenza e siamo ben felici di ospitarvi per approfondire i vostri studi».
Sui temi della Summer school si è soffermata la prof.ssa Graziella Malandrino, direttrice del Dipartimento di Scienze chimiche. «È un piacere per me essere qui a salutarvi e a presentare la Summer school che prevede numerose attività nel campo della biomedica, la chimica e le nanotecnologie. Avrete la possibilità di imparare come la natura può giocare un ruolo importante anche nella chimica. Come chimici, partendo da una solida base di preparazione, possiamo cercare di riprodurre ciò che fa la natura, sviluppando materiali destinati a diverse tipologie di applicazioni».
«È questo, in parte, il senso della nanotecnologia verde: comprendere l’importanza che le nanotecnologie e le nanodimensioni hanno nella nostra vita quotidiana e, allo stesso tempo, considerare il loro impatto sull’ambiente – ha aggiunto -. Ogni processo, infatti, deve essere progettato tenendo sempre al centro la sostenibilità, sia dei processi produttivi sia dell’ambiente».
Per la prof.ssa Vera Muccilli, coordinatrice del Master Degree in Chemical Sciences, «il programma di Biomimetic Chemistry and Green Nanotechnologies è giunto alla sua terza edizione e siamo molto orgogliosi di questo programma che rappresenta una vera opportunità per i nostri studenti Sono particolarmente felice che quest’anno sei dottorandi del nostro Ateneo partecipino alla scuola. È una grande occasione per confrontarsi con un contesto internazionale, incontrare docenti e studenti provenienti da diverse università e vivere un’esperienza formativa che va oltre i confini del proprio percorso di dottorato».
A chiudere gli interventi il prof. Salvatore Scirè, coordinatore del programma di Dottorato in Scienza chimica. «Il programma di dottorato consente di creare una rete tra le nostre università col fine di favorire lo scambio di studenti e, attraverso questa scuola e le attività che seguiranno, anche sviluppare il nostro programma internazionale di dottorato in Chemical Sciences – ha spiegato -. L’idea è proprio quella di iniziare a conoscere nuovi laboratori, avviare collaborazioni e valutare anche la possibilità di realizzare percorsi di dottorato congiunti tra le diverse università».
«Questo è, in fondo, lo spirito di questi giorni: conoscerci, confrontarci e porre le basi per future collaborazioni – ha aggiunto -. Spero che questa esperienza possa esservi utile e, soprattutto, stimolante e ispirante, offrendovi l’opportunità di conoscere meglio il nostro programma di dottorato e di considerare, in futuro, la possibilità di intraprendere questo percorso nelle nostre università».
In foto un momento dell'intervento della prof.ssa Graziella Malandrino
Il programma scientifico: un racconto integrato delle lezioni
Il programma scientifico della settimana traduce l'approccio multidisciplinare in un racconto accademico fluido e integrato, toccando i diversi filoni di ricerca delle università coinvolte. I lavori sono stari aperti con l'introduzione metodologica di Cristina Satriano (Università di Catania) sui fondamenti della chimica biomimetica, affiancata dall'analisi di Samira Benali (Università di Mons, Belgio) sull'utilizzo delle risorse marine per la progettazione di polimeri funzionali. In un fecondo dibattito ecologico, Magdalena Regel-Rosocka (Università di Tecnologia di Poznań, Polonia) ha guidato i presenti in una riflessione critica sulla reale sostenibilità a lungo termine delle soluzioni bioispirate.
La transizione verso la tutela dell'ecosistema è stata al centro dei contributi di Marta Woźniak-Karczewska (Università di Tecnologia di Poznań, Polonia), in particolar modo sulle strategie di biodegradazione dei contaminanti mediante l'osservazione dei comportamenti microbici, e con l'intervento di Ane Urtiaga (Università della Cantabria, Spagna) sull'applicazione delle separazioni a membrana ispirate a modelli biologici per il recupero delle risorse ambientali.
La settimana tocca, infine, le frontiere dell'energia e della salute globale. Il coordinatore Salvatore Scirè (Università di Catania) illustrerà le potenzialità della fotocatalisi bioispirata per lo sviluppo di energia sostenibile, mentre gli esperti dell'ateneo partner associato, l'Università Politecnica Mohammed VI del Marocco (UM6P), Muhammad Shoaib e Imane Bjij sveleranno le ultime scoperte nel campo della nanomedicina rigenerativa, del rilascio intelligente dei farmaci (smart drug delivery) e del riconoscimento molecolare bioispirato per il drug discovery.
Il cerchio si chiude con la lezione di Vera Muccilli (Università di Catania) orientata ai metodi estrattivi sostenibili per il recupero di composti bioattivi, siglando un programma che unisce innovazione tecnologica ed etica ambientale.