Il riconoscimento internazionale all’urbanista catanese è stato consegnato nei giorni scorsi al Centro culturale Porgy & Bess di Vienna
Il prestigioso Courageous Scientists Award 2025 for Environmental and Climate Justice, riservato quest’anno al continente europeo, è stato conferito alla dott.ssa Elisa Privitera, urbanista e ricercatrice ambientale oggi attiva in Canada. Il premio, assegnato durante la cerimonia al Centro culturale Porgy & Bess di Vienna, valorizza scienziati e scienziate impegnati nella difesa e salvaguardia dell’equità ambientale e nella promozione della giustizia climatica attraverso pratiche di ricerca coraggiose, partecipate e profondamente radicate nelle comunità.
Ogni anno l’iniziativa seleziona cinque studiosi, uno per ciascun continente, che affrontano la crisi climatica in contesti spesso complessi, denunciando dinamiche di ingiustizia sistemica e sostenendo le comunità più vulnerabili.
Fondato dal ricercatore e promotore culturale austriaco Norbert Mayr, il premio offre visibilità internazionale a scienziati — soprattutto del Sud Globale — che, talvolta a rischio personale, denunciano ingiustizie ambientali e sostengono le rivendicazioni delle comunità colpite.
L’iniziativa si inserisce nel contesto della dichiarazione di crisi climatica emanata dal Consiglio Nazionale austriaco e dal Parlamento Europeo, e ribadisce il ruolo civile della scienza come strumento di giustizia e responsabilità collettiva.

La dott.ssa Elisa Privitera con il certificato del premio ricevuto a Vienna
I premiati 2025: un panorama globale di coraggio
Per l’Australia/Oceania è stata premiata Cynthia Houniuhi (Vanuatu), presidente del Pacific Islands Students Fighting Club; per l’Europa: Elisa Privitera, urbanista e ricercatrice ambientale italiana della University of Toronto Scarborough; per il Sud America Olivia Bisa Tirko, presidente del Governo Territoriale Autonomo della Nazione Chapra (Perù); per il Nord America Rose Abramoff, earth scientist della University of Maine (USA); per l’Africa Olanrewaju Suraju, un attivista nigeriano per i diritti umani e l'ambiente, presidente dell'HEDA Resource Centre
La giuria ha evidenziato l’urgenza di ascoltare le voci della ricerca impegnata, capace di sfidare istituzioni opache e sistemi ingiusti per costruire futuri più equi e sostenibili.

Un momento della premiazione
Un decennio di ricerca e attivismo: dalle periferie siciliane alle transizioni climatiche canadesi
La dott.ssa Elisa Privitera è stata premiata per un intenso lavoro di ricerca e attivismo avviato in Sicilia, in territori segnati da profonde criticità socio-ambientali, come Gela, dove ha collaborato insieme con i residenti, attivisti e le associazioni locali per documentare forme di inquinamento, raccogliere testimonianze, ascoltare preoccupazioni e co-progettare alternative orientate alla giustizia ambientale.
La sua ricerca di dottorato all’Università di Catania è incentrata proprio su studi critici sulla giustizia ambientale, umanistici ambientali e di ecologia politica che sono stati integrati con pratiche di pianificazione ambientale partecipata. Ha valorizzato approcci basati su embodied knowledge, “small data” e storytelling, evidenziando il ruolo centrale della conoscenza comunitaria per interpretare, pianificare e valorizzare i territori socialmente vulnerabili e caratterizzati da degrado ambientale.
La tesi ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui una C.M. Lerici Foundation Fellowship che le ha permesso di svolgere un semestre come visiting researcher all’Environmental Humanities Lab del KTH Royal Institute of Technology of Stockholm coordinato dal prof. Marco Armiero e la prestigiosa NIAF-Fulbright-Fondazione Falcone Scholarship, che ha supportato un anno come visiting researcher all'Università della California di Santa Barbara, dove ha collaborato con il Global Environmental Justice Project guidato dal prof. David N. Pellow.
Dal 2023 l’attività di ricerca della dott.ssa Elisa Privitera si è concentrata sulla costruzione di percorsi di giustizia climatica in Canada. All’University of Toronto Scarborough, ha coordinato le listening sessions del progetto Just Transitions in Action e, dal 2025, è post-doctoral fellow alla Canada Excellence Research Chair in Sustainability Transitions Network, dove studia il ruolo delle innovazioni socio-tecnologiche nelle transizioni climatiche eque.
Particolarmente importante l'attivismo studentesco, anche all'Università di Catania dove la dott.ssa Privitera ha ricoperto il ruolo di rappresentante degli studenti per cinque anni, e anche antimafia (specialmente con l’associazione Libera).

Un momento pubblico a Gela
Formazione catanese e radici interdisciplinari
La storia accademica della dott.ssa Elisa Privitera nasce all’Università di Catania, dove nel 2017 ha conseguito la laurea magistrale a ciclo unico in Ingegneria Edile-Architettura, con lode e menzione speciale di pubblicazione per una tesi dedicata alla co-costruzione di un laboratorio di comunità nel quartiere San Berillo.
Il suo percorso si è intrecciato a lungo con l’associazione Trame di Quartiere e alla fondazione della correlata cooperativa sociale di comunità, dove ha contribuito alla rigenerazione urbana e allo sviluppo di pratiche e percorsi partecipativi nel tessuto storico della città.
Ha poi conseguito il dottorato in Valutazione e Mitigazione dei Rischi Urbani e Territoriali al Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell’ateneo catanese, sotto la supervisione dei docenti Filippo Gravagno, Giusy Pappalardo e Marco Armiero (KTH). Durante il dottorato, ha collaborato con il LabPEAT – Laboratorio per la Progettazione Ecologica ed Ambientale del Territorio, consolidando un profilo scientifico interdisciplinare tra pianificazione urbana, ecologia politica e giustizia ambientale.

Un momento di un incontro pubblico a San Berillo (Catania)
“Per cambiare tutto, c’è bisogno di tutti”: il discorso di Vienna
“Se vogliamo produrre conoscenza davvero efficace e giusta, dobbiamo chiederci: per chi è questa conoscenza? Che scopo ha questa scienza? Chi ne è il beneficiario? Avere coraggio nella scienza significa dire la verità al potere, ma significa anche evidenziare e riparare i danni del passato e, ove possibile, risanare le relazioni umane, socio/economiche e ambientali compromesse», ha detto la dott.ssa Elisa Privitera.
«Non basta studiare o parlare di giustizia climatica: gli scienziati devono agire per affermare la giustizia, per dar corpo all’assioma che dice: Per cambiare tutto, c’è bisogno di tutti – ha aggiunto -. Questo premio è per me estremamente importante perché riconosce una maniera impegnata di fare ricerca e produrre conoscenza e conferma i valori e le ragioni per cui ho abbracciato questo percorso: fondere impegno, conoscenza, giustizia e azione».