Dalle cave di pomice di Lipari un progetto di rigenerazione

La "Aeolian Island Summer School" promossa da Unict e Ordine degli Ingegneri trasforma le analisi in proposte esecutive. Protagonisti cinque gruppi multidisciplinari guidati da docenti e professionisti

Alfio Russo

Da sito di archeologia industriale a spazio da restituire al territorio, attraverso nuovi percorsi di mobilità dolce, interventi di riqualificazione, maggiore sicurezza e nuove opportunità per il turismo. 

È la sfida progettuale affrontata dai partecipanti alla sesta edizione della Aeolian Island Summer School, promossa dall'Ordine degli Ingegneri della provincia di Catania insieme all'Università di Catania, che ha messo al centro le potenzialità di recupero e valorizzazione delle ex cave di pomice "Pumex" dell'isola di Lipari.

Protagonisti dell'esperienza sono stati gli allievi della Summer School, suddivisi in due gruppi: ingegneri professionisti e studenti dei corsi di laurea magistrale del Dipartimento di Ingegneria industriale civile e architettura.

A loro, al termine della presentazione dei progetti, sono stati consegnati gli attestati di partecipazione, a riconoscimento del lavoro svolto e delle competenze acquisite durante il percorso.

A ricevere gli attestati gli ingegneri professionisti Dario Cascone, Fabrizio D'Agata, Sebastien Di Salvo, Fabio Giovanni La Ferla, Giulia Lo Bianco, Antonio Emanuele Messina, Riccardo Setola e Filippo Carmelo Sorbello. E, inoltre, gli studenti dei corsi di laurea magistrale del Dicar Nicolas Biondo, Salvatore Antonio Borzì, Federica De Lima, Giuliano Di Bernardo, Antonio Di Caro, Michela D'Andrea, Doriana Silvia Felice, Annachiara Lanza, Riccardo Lentini Campaleggio, Claudia Leotta, Dorothy Liuzzi, Rosa Anna Diana Lo Presti, Alex Mancuso, Donata Marino, Francesca Miceli, Riccardo Murabito, Alessio Nicotra, Francesca Maria Paparo, Selene Pisano, Giuseppe Privitera, Daniela Scandura ed Emanuele Filippo Testa.

I partecipanti alla Summer school di Lipari

I partecipanti alla Summer school di Lipari 

Cinque gruppi multidisciplinari hanno lavorato alla definizione di proposte progettuali, sviluppando e trasformando in progetti esecutivi le analisi preliminari avviate durante la precedente edizione. Un percorso di formazione e ricerca che ha trovato il suo momento di sintesi nella presentazione degli elaborati, che si è svolta nell'aula magna Oliveri del Dipartimento di Ingegneria industriale civile e architettura dell’Università di Catania.

Ogni elaborato rappresenta un tassello di un progetto complessivo di rigenerazione, che parte dalla memoria produttiva del sito per immaginarne una nuova destinazione d'uso, nel rispetto delle risorse esistenti e delle caratteristiche del contesto territoriale. Tra le soluzioni proposte figurano percorsi più accessibili e a traffico limitato, insieme alla realizzazione di un ascensore urbano per incentivare la mobilità dolce. Previste anche pensiline e zone d'ombra naturali, oltre a un museo dedicato alla storia delle cave e della pietra pomice, per custodire e raccontare l'identità di un luogo profondamente legato alla storia dell'isola.

Particolare attenzione è stata riservata anche alla sicurezza, con l'installazione di elementi per la mitigazione del rischio idrogeologico e sismico, e alla sostenibilità, attraverso interventi di efficientamento energetico. Un lavoro approfondito sulle possibilità di riutilizzo dell'area, valutandone la compatibilità con il territorio e le potenziali ricadute sulla comunità locale, anche in un'ottica di destagionalizzazione dei flussi turistici.

Presentazione dei progetti

Presentazione dei progetti

Nata in via sperimentale, la Summer School è diventata negli anni un modello di eccellenza sul piano della didattica e della ricerca, grazie alla collaborazione tra l'Università di Catania e l'Ordine degli Ingegneri etneo. Un'esperienza nella quale il contributo scientifico e didattico dei docenti universitari si integra con le competenze dei professionisti, offrendo agli studenti l'opportunità di misurarsi con problemi reali e con le diverse fasi della progettazione.

Il passaggio dalla formazione in aula alla sperimentazione sul campo si inserisce pienamente nella visione dell'Università di Catania e del Dicar, orientata a rafforzare il dialogo tra mondo accademico e professionale e a rendere la formazione sempre più vicina alle esigenze della società e del territorio.

«Creando un ponte tra il mondo accademico e professionale e dando l'opportunità di arricchire il proprio percorso formativo – spiega il direttore del Dicar Matteo Ignaccolo –. In quest'ottica la Summer School è un'esperienza unica e sintetizza al meglio i tre aspetti fondamentali della missione universitaria: la didattica, la ricerca e la terza missione».

Un valore condiviso anche dal professore Gianluca Cicala (direttore eletto del Dicar) che, nel suo intervento, ha confermato l'intenzione di dare «continuità all'iniziativa, puntando a sviluppare nuovi e ambiziosi progetti in collaborazione con l'Ordine degli Ingegneri».

Il tavolo dei relatori

Il tavolo dei relatori

«Una sinergia ormai consolidata, che ha come obiettivo principale quello di avvicinare il mondo universitario agli ordini professionali, rendendo l'ingresso dei giovani laureati nella professione più graduale, consapevole e ricco di competenze, non soltanto accademiche ma anche pratiche e professionali – commenta il presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Catania, ing. Mauro Scaccianoce –. Vogliamo creare le condizioni migliori affinché i giovani ingegneri abbiano la possibilità concreta di rimanere, lasciare un segno nei diversi ambiti dell'ingegneria e investire nel territorio».

Un format che, come spiega il presidente della Fondazione degli Ingegneri della provincia di Catania, Filippo Di Mauro, «favorisce la collaborazione tra studenti prossimi alla laurea e professionisti esperti, creando un momento di confronto e scambio reciproco di competenze, esperienze e capacità di lavorare in gruppo».

A coordinare una macchina organizzativa e didattica articolata hanno contribuito il segretario dell'Ordine Alfredo Foti, il consigliere Mariolina Grasso e il professore Vincenzo Sapienza, figure centrali nella costruzione del percorso e nell'accompagnamento dei gruppi di lavoro.

«Un percorso che ha permesso agli studenti di approfondire le competenze acquisite, partendo dallo studio di fattibilità sviluppato nella precedente edizione, e di confrontarsi con i diversi ambiti dell'ingegneria, affrontando un tema comune in maniera completa e multidisciplinare – ha spiegato il prof. Vincenzo Sapienza –. Il lavoro si è concentrato sulla fase del progetto esecutivo, un momento particolarmente delicato, perché è proprio in questa fase che le idee progettuali si traducono in interventi destinati alla concreta realizzazione in cantiere».

A moderare gli interventi nel corso della presentazione è stato il professore Alessandro Lo Faro.

Alcuni presenti all'iniziativa

Alcuni presenti all'iniziativa

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