Ventisei studenti e dieci tutor provenienti da Grecia, Germania e Italia hanno sperimentato nuove tecnologie per documentare e valorizzare l’antica città greca. Il Dipartimento di Ingegneria Civile-Industriale e Architettura ospiterà il prossimo workshop internazionale
Tra le pietre millenarie dell’antica Messene, il patrimonio archeologico incontra le tecnologie del futuro. Nei giorni scorsi, uno dei siti meglio conservati della Grecia è diventato un laboratorio internazionale di rilievo e documentazione digitale, ha ospitato il primo workshop del progetto europeo CHeriDDOC – Cultural Heritage Digital Documentation, finanziato dal programma Erasmus+ nell’ambito dell’azione KA220-HED – Cooperation Partnerships in Higher Education.
Una settimana di formazione sul campo - dal 22 al 28 luglio - in cui ventisei studenti e dieci tutor hanno trasformato le rovine del Peloponneso in un’aula a cielo aperto, sperimentando fotogrammetria, laser scanning, rilievi topografici, droni e sistemi SLAM per raccontare il patrimonio archeologico attraverso gli strumenti della ricerca contemporanea.
Il progetto, della durata di tre anni (gennaio 2026 – gennaio 2029), è coordinato dalla Ethnikon Metsovion Polytechnion (National Technical University of Athens - NTUA) e coinvolge la Otto-Friedrich-Universität Bamberg (UNIBA) e l’Università di Catania (UNICT) con l’obiettivo di innovare la formazione universitaria nel campo della documentazione digitale del patrimonio culturale.

Un momento delle attività sul campo
Attraverso lo sviluppo di nuovi moduli didattici, workshop internazionali, programmi di mobilità e una piattaforma digitale open-access, CHeriDDOC mira a formare una nuova generazione di professionisti capaci di integrare le tecnologie digitali nei processi di conoscenza, documentazione, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale.
Il workshop, infatti, ha permesso agli esperti di sperimentare le più avanzate metodologie di rilievo e documentazione digitale sul caso studio selezionato.
Nel corso della settimana, gli studenti hanno lavorato sull'Ekklesiasterion (Odeon) e su alcuni elementi architettonici e scultorei del complesso dell'Asclepieion, tra cui una base di colonna, una trabeazione, un capitello e un bassorilievo raffigurante un leone.

In foto Mona Hess, Cettina Santagati e Andreas Georgopoulos con il bassorilievo raffigurante un leone
Le attività hanno previsto la sperimentazione di tecniche integrate di rilievo (rilievo topografico, fotogrammetria terrestre e da drone, laser scanning terrestre e sistemi SLAM), insieme all'elaborazione e alla gestione dei dati acquisiti. Le attività si sono svolte in un contesto internazionale e interdisciplinare, favorendo il confronto diretto tra studenti, docenti e ricercatori provenienti dai tre Paesi partner.
Il coordinamento scientifico del partenariato è affidato ai docenti Maria Pateraki e Andreas Georgopoulos (National Technical University of Athens - NTUA), alla prof.ssa Mona Hess (Università di Bamberg) e alla prof.ssa Cettina Santagati (Università di Catania).
Per il Dipartimento di Ingegneria Civile-Industriale e Architettura (DICAr) hanno partecipato al workshop la prof.ssa Cettina Santagati, le ingegnere Raissa Garozzo e Gloria Russo e gli studenti Sofia Ingegneri (corso di laurea magistrale in Architettura), Claudia Leotta, Giuseppe Manno, Eliana Marano, Francesca Miceli, Giuseppe Nicosia, Concetto Daniele Spampinato e Sandro Torrisi (corso di laurea magistrale in Ingegneria Edile e Architettura).

Studenti e tutor che hanno preso parte al workshop
Quello svolto presso il sito archeologico dell’antica Messene è il primo dei tre workshop previsti dal progetto CHeriDDOC e costituisce un’importante occasione di formazione esperienziale, favorendo la collaborazione tra studenti, docenti e ricercatori e rafforzando il dialogo tra università europee nel settore della documentazione digitale del patrimonio culturale.
La seconda edizione del workshop internazionale si svolgerà nel 2027 e sarà ospitata dall’Università di Catania. Studenti e docenti delle tre università partner lavoreranno su casi studio selezionati nell’hinterland catanese, consolidando il ruolo dell’ateneo etneo quale punto di riferimento nella ricerca e nella formazione sulle tecnologie digitali applicate alla conoscenza, alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale.
Con iniziative come CHeriDDOC, l’Università di Catania conferma il proprio impegno nella costruzione di una rete europea di eccellenza per la formazione e la ricerca, promuovendo competenze innovative e rafforzando la collaborazione internazionale tra università, istituzioni e professionisti del settore dei beni culturali.

Docenti e tutor







