Ordinaria di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni e insegna Intelligenza Artificiale e Cognitive Computing, la docente rimarrà in carica per il quadriennio 2026-2030
La docente Daniela Giordano, ordinaria di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni e insegna Intelligenza Artificiale e Cognitive Computing, è stata eletta direttrice del Dipartimento di Ingegneria industriale elettrica elettronica e informatica.
Lo spoglio si è svolto nei giorni scorsi nei locali della Cittadella universitaria. La prof.ssa Giordano, che ha ottenuto 84 preferenze su 87 votanti, si insedierà il 1° novembre e rimarrà in carica fino al 2030.
Succederà al prof. Giovanni Muscato che ha guidato il dipartimento per due mandati.
Daniela Giordano: «Un dipartimento più coeso, aperto e capace di trasformare il futuro»
Il risultato dell’elezione mi rende naturalmente molto felice, ma ciò che considero ancora più importante è la coralità con cui il Dipartimento ha espresso la propria fiducia. Le 84 preferenze su 87 votanti rappresentano per me soprattutto un fortissimo segnale di unità e di responsabilità. In queste settimane ho percepito crescere un vero senso di squadra, la volontà di riconoscerci sempre di più come una comunità che, pur nella ricchezza delle sue diverse anime scientifiche, vuole costruire insieme il proprio futuro. È da questo patrimonio di fiducia e partecipazione che vorrei partire.
Il DIEEI occupa oggi una posizione particolarmente importante rispetto alle grandi trasformazioni tecnologiche che stiamo vivendo. Intelligenza artificiale, automazione, microelettronica ed elettronica di potenza, telecomunicazioni, energia, sistemi industriali, connettività e capacità di calcolo stanno convergendo e stanno ridisegnando non soltanto le tecnologie, ma anche le professioni e la società. Il nostro Dipartimento possiede competenze che attraversano proprio questi ambiti e ha quindi l’opportunità, ma anche la responsabilità, di contribuire in modo significativo a queste trasformazioni.
Una delle sfide che sento maggiormente è quella della formazione dei nuovi ingegneri. Non possiamo limitarci ad aggiornare periodicamente i contenuti dei corsi: dobbiamo interrogarci sulla forma mentis che servirà agli ingegneri dei prossimi anni. Pensiero computazionale, capacità di modellazione, problem-solving, progettazione, capacità critica nell’uso dell’intelligenza artificiale e attitudine a lavorare attraversando i confini disciplinari dovranno diventare sempre più parte integrante della loro formazione. Questo richiede anche nuove modalità didattiche, più laboratoriali, sperimentali e basate su problemi reali.
In questa prospettiva vorrei che il Dieei diventasse sempre più un vero living campus: un luogo nel quale ricerca, didattica e rapporto con il territorio si incontrano concretamente. Immagino laboratori didattici interdisciplinari e sistemi dimostrativi nei quali studenti, dottorandi, ricercatori e docenti possano lavorare insieme, integrando competenze diverse e mostrando anche all’esterno ciò che il nostro Dipartimento è capace di realizzare quando lavora come sistema. Un campus nel quale le grandi transizioni — digitale, energetica, industriale e ambientale — non siano soltanto studiate e raccontate, ma possano essere sperimentate e rese visibili.
Affronto quindi questo incarico con entusiasmo, ma soprattutto con un grande senso di responsabilità e con un metodo di lavoro fondato sull’ascolto, sul coinvolgimento, sulla trasparenza e sulla responsabilità delle decisioni. Il principio ispiratore sarà la cura: delle persone e delle relazioni, ma anche delle competenze, degli spazi, delle strutture e dei processi che fanno funzionare il Dipartimento. Per me la cura non è un elemento accessorio, ma una condizione per creare fiducia, senso di appartenenza e, quindi, la capacità di lavorare davvero come squadra.
La mia ambizione è che, tra quattro anni, possiamo riconoscere un Dieei ancora più coeso, aperto e inserito nelle reti di eccellenza europee e internazionali. Il Dipartimento possiede già competenze di altissimo livello in tutti i settori che oggi sono al centro della trasformazione tecnologica. Non dobbiamo costruire questa forza: dobbiamo riuscire a integrarla meglio, renderla più visibile e farla agire come sistema. È così che il Dieei può diventare ancora di più un motore di innovazione, capace non solo di anticipare il futuro ma di trasformarlo, e di incidere profondamente sul tessuto economico e produttivo della Sicilia.

La docente Daniela Giordano
Cura e anticipazione, armonia e inclusione: la visione di Daniela Giordano per il Dieei del futuro
Il programma della professoressa Daniela Giordano nasce per accompagnare il DIEEI nel cuore della transizione tecnologica e sociale in corso. La sua visione punta a far compiere al Dipartimento un passo fondamentale: superare la semplice somma dei singoli gruppi disciplinari per affermarsi come un’unica comunità scientifica coesa, capace di valorizzare le proprie competenze in modo sinergico. Il programma si orienta su tre principi guida: Cura e Anticipazione, Armonia ed Equilibrio, e Coinvolgimento e Inclusione.
Nelle linee programmatiche, la Didattica punta anzitutto a ridurre i tassi di abbandono e i ritardi nelle lauree triennali, intervenendo sull'efficacia degli insegnamenti di base (matematica e fisica) attraverso un miglior coordinamento e l'integrazione di esercitazioni pratiche. Parallelamente, la formazione si rinnova per rispondere all'impatto dell’Intelligenza Artificiale, promuovendo il pensiero computazionale e l'approccio laboratoriale. Grande attenzione è riservata all'inclusione femminile nelle discipline STEM, alla mobilità Erasmus, all'internazionalizzazione delle magistrali e a nuove attività di coinvolgimento degli studenti come hackathon e Student Chapters.
Sul fronte della Ricerca, l'obiettivo di medio-lungo termine è porre le basi per far diventare il DIEEI un Dipartimento di Eccellenza. Si mira a migliorare il posizionamento negli indicatori nazionali (VQR) potenziando la presenza nei network europei, offrendo piccoli finanziamenti d'avvio per progetti interdisciplinari e sostenendo la crescita dei giovani ricercatori e dei dottorandi con corsi di metodologia della ricerca e opportunità all'estero.
Per la Terza Missione, l'intento è trasformare l'eccellenza scientifica e il primato nei brevetti in impatto tangibile per la Sicilia. Il programma propone un DIEEI Innovation Day per facilitare il trasferimento tecnologico verso il mondo produttivo, la realizzazione di grandi dimostratori di sistema (su smart city, fabbrica 5.0 e monitoraggio ambientale) e l'istituzione di un tavolo permanente con le Pubbliche Amministrazioni per supportare la transizione digitale ed ecologica degli enti locali.
Infine, la Governance prevede una cura costante degli spazi fisici (laboratori del Polo Tecnologico, aree comuni e segnaletica), una comunicazione interna ed esterna più efficiente e una crescita armonica ed equa. Questa si fonda su criteri di programmazione trasparenti per la distribuzione delle risorse, sulla valorizzazione del personale tecnico-amministrativo e sulla ricerca di finanziamenti esterni per sostenere lo sviluppo del Dipartimento in un clima di cooperazione.
La formazione e la carriera universitaria
Daniela Giordano ha conseguito nel 1990 la laurea in Ingegneria Elettronica (cum laude) all’Università di Catania e nel 1998 il dottorato di ricerca presso la Concordia University di Montreal, Canada. È professoressa ordinaria di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni e insegna Intelligenza Artificiale e Cognitive Computing. Dal 2013 al 2020 è stata presidente del corso di laurea magistrale in Ingegneria Informatica. Dal 2014 al 2021 è stata co-responsabile delle attività formative del progetto pilota di Ateneo finanziato dal MIUR “Contamination Lab Catania”.
Attualmente è Referente del Nodo di Catania del Laboratorio nazionale CINI AIIS (Artificial Intelligence and Intelligent Systems) e ha co-fondato il Perceive Lab, che ad oggi aggrega 6 fra professori e ricercatori strutturati, e 15 studenti di dottorato. Dal 2024 è Presidente della Commissione Paritetica Dipartimentale.
È stata il coordinatore scientifico di un intero progetto europeo e responsabile scientifico dell’Unità di ricerca locale in numerosi altri progetti finanziati con grant competitivi regionali, nazionali, europei e internazionali, su tematiche che spaziano dall’informatica bio-medica, ai sistemi di e-learning avanzati, ai sistemi informativi per la mobilità e la logistica.
Al centro della sua ricerca, che ha un connotato spiccatamente interdisciplinare, sono i sistemi cognitivi e i processi di apprendimento di sistemi sia artificiali che naturali. Molta della sua attività di ricerca è stata dedicata allo sviluppo di tecnologie basate su Intelligenza Artificiale per risolvere (grazie al riconoscimento di pattern su immagini, video, biosegnali e all’estrazione automatica di conoscenza dai testi) problemi in ambito medico, problemi di monitoraggio ambientale e migliorare le modalità di interazione fra le persone e i sistemi artificiali.