Sebastiano Battiato di Unict ha aperto la quinta edizione della International Forensics Summer School: «La specializzazione verticale non è più sufficiente, il futuro della computer forensics passa dall'interdisciplinarità e dalla spiegabilità dell'intelligenza artificiale»
La rivoluzione dell'intelligenza artificiale sta ridefinendo profondamente il mondo della Digital Forensics, imponendo nuove sfide alla ricerca, alla giustizia e alle attività investigative. È proprio questo il tema al centro della quinta edizione di IFOSS – International Forensics Summer School, che nei giorni scorsi nei locali dell’Hotel Baia Samuele a Scicli ha riunito studiosi, professionisti, rappresentanti delle forze dell'ordine e dell'industria per confrontarsi sul tema Trustworthy Forensics: AI, Evidence Reliability and Justice in the Digital Era.
Diretta dai professori Sebastiano Battiato dell'Università di Catania, Donatella Curtotti dell'Università di Foggia e Giovanni Ziccardi dell'Università di Milano, la scuola si è confermata anche quest’anno un punto di riferimento internazionale per l'approfondimento delle principali innovazioni nel settore delle scienze forensi digitali. Come hanno sottolineato gli stessi direttori, il successo di IFOSS «risiede nella contaminazione interdisciplinare tra scienze forensi, giuridiche e informatiche» — una sinergia che è anche la risposta strutturale alle sfide che seguono.
In questo scenario si inseriscono le riflessioni in apertura dei lavori del professor Sebastiano Battiato, che individua tre direttrici fondamentali per comprendere il futuro della disciplina: l'impatto dell'AI sulle indagini digitali, il valore della collaborazione tra ricerca, istituzioni e industria e le competenze richieste ai professionisti chiamati a operare in un contesto tecnologico e normativo sempre più complesso.

Il prof. Sebastiano Battiato
Come sta evolvendo la Digital Forensics nell'era dell'AI?
Il cambiamento è strutturale: l'AI è simultaneamente oggetto dell'indagine forense (i contenuti sintetici da analizzare), strumento dell'investigatore e vettore di attacco contro i sistemi di rilevamento stessi. I detector raggiungono accuratezze elevate su benchmark controllati, ma le prestazioni reali restano significativamente più basse a causa di compressione, attacchi avversariali e modelli generativi in rapidissima evoluzione.
Il problema centrale è la generalizzazione: approcci efficaci oggi possono perdere rilevanza in tempi brevi. A questo si aggiunge una tensione irrisolta tra potenza dei modelli black-box e loro ammissibilità in giudizio, che spinge la ricerca verso la Explainable AI (XAI) come requisito non negoziabile per la validità probatoria.
Come il dialogo tra accademia, diritto, forze dell'ordine e industria può produrre strumenti più efficaci?
La Legge 132/2025 — che introduce l'art. 612-quater c.p., il reato di illecita diffusione di contenuti generati o alterati con sistemi di intelligenza artificiale, punito con la reclusione da uno a cinque anni (Diritto) — rende questo dialogo non più auspicabile ma strutturalmente necessario.
La configurabilità della fattispecie richiede l'accertamento di natura prettamente informatica in merito alla manipolazione delle immagini o delle voci attraverso sistemi AI e una valutazione sulla loro idoneità a indurre in errore (Osservatorio 231): il perito informatico diventa attore centrale nell'applicazione della norma penale. Il rischio concreto è che norma e tecnica evolvano in silos separati. IFOSS — con esperti da accademia, forze dell'ordine e industria che affrontano insieme aspetti teorici e pratici — rappresenta un modello operativo di risposta a questo rischio.
Quali competenze serviranno ai futuri esperti?
Tre aree, non negoziabili in combinazione. La prima è la Tecnica: padronanza dei modelli generativi (diffusion models, GAN, LLM multimodali) non solo come utenti ma come analisti capaci di comprenderne i meccanismi interni. La seconda è la Metodologica: competenza in XAI, perché l'ammissibilità delle prove peritali in giudizio richiede la spiegabilità come requisito non negoziabile (ScienceDirect), e capacità di documentare ogni passaggio in modo riproducibile.
La terza è Giuridica: conoscenza del quadro normativo — EU AI Act, GDPR sui dati biometrici, L. 132/2025 — senza delegarla interamente ai giuristi. Un esperto forense che non comprende cosa il giudice deve accertare non è pienamente operativo. La specializzazione verticale in uno solo di questi ambiti non è più sufficiente.

Un momento della "lectio" del prof. Sebastiano Battiato