Diplomazia, il concorso si rinnova

Al Dipartimento di Scienze politiche e sociali, il Maeci ha presentato la riforma della carriera diplomatica: apertura a tutte le lauree magistrali, nuove prove e maggiore attenzione a lingue e competenze trasversali per affrontare le sfide internazionali

Martina Giuffrida, Grace Musumeci e Sofia Sorrentino

Il concorso per la carriera diplomatica cambia volto e si apre a un pubblico più ampio. È questo il tema al centro dell'incontro informativo dal titolo Il Maeci: il nuovo concorso diplomatico e le opportunità lavorative. Nuove sfide globali, uno sguardo al futuro promosso dal Dipartimento di Scienze politiche e sociali, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Ad aprire l’incontro, nell'aula magna di Palazzo Pedagaggi, la professoressa Maria Alessandra Ragusa, delegata all’Internazionalizzazione della didattica. A seguire i saluti della professoressa Francesca Longo, direttrice del Dipartimento di Scienze politiche e sociali, e della moderatrice Daniela Fisichella, delegata alla mobilità internazionale ed Erasmus. 

Ad intervenire la dottoressa Valeria Gravagno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, la quale ha evidenziato i punti salienti del nuovo concorso per la carriera diplomatica.

Il Palazzo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale a Roma (la Farnesina)

Il Palazzo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale a Roma (la Farnesina)

La principale novità riguarda l’estensione dei requisiti di accesso al concorso: non più solo laureati in Scienze politiche, ma candidati provenienti da diversi percorsi di laurea magistrale. Una svolta che amplia le opportunità, pur mantenendo elevato il livello di preparazione richiesto. Durante l’incontro è stata sottolineata l’importanza di affrontare il percorso con ambizione e consapevolezza. 

La carriera diplomatica rappresenta un’esperienza capace di incidere sul piano professionale e personale. Il contesto internazionale richiede oggi figure versatili, dotate non solo di competenze teoriche, ma anche di capacità relazionali ed emotive.

Ampio spazio è stato riservato alla struttura del concorso, articolato in tre fasi: prova attitudinale, prove scritte e colloquio orale. Un percorso che richiede metodo, costanza e motivazione. Il ruolo del diplomatico è centrale nelle relazioni internazionali: dalla gestione dei rapporti tra Stati alla promozione economica, fino all’assistenza ai cittadini all’estero.

In foto da sinistra Maria Alessandra Ragusa, Francesca Longo, Valeria Gravagno e Daniela Fisichella

In foto da sinistra Maria Alessandra Ragusa, Francesca Longo, Valeria Gravagno e Daniela Fisichella

Rilevante anche la promozione della cultura e della lingua italiana, insieme alla partecipazione ai processi di integrazione europea e alla cooperazione allo sviluppo.

Tra le novità della riforma figurano l’apertura a tutte le lauree magistrali, l’aumento dei tentativi e l’introduzione di nuove materie. Maggiore attenzione anche alle lingue straniere e alle competenze specifiche. Spazio infine alle opportunità formative, come i tirocini Maeci-Mur-Crui.

L’incontro si è concluso con un richiamo all’importanza delle competenze trasversali e della flessibilità, sempre più centrali nella formazione universitaria

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