L’Università di Catania ha conferito il titolo di dottore di ricerca honoris causa a Fulvio Mavilio e Anton Sculean per i contributi alla ricerca biomedica e alle nuove terapie per la cura dei pazienti
Nell’aula magna del Palazzo centrale, martedì 13 ottobre, l’Università di Catania ha conferito il titolo di dottore di ricerca honoris causa a due scienziati di fama internazionale: Fulvio Mavilio e Anton Sculean. Una cerimonia solenne, presieduta dal rettore Enrico Foti e dalla prorettrice Lina Scalisi, per onorare, in questa occasione, di chi ha fatto della ricerca un ponte tra il laboratorio e le applicazioni a beneficio della cura dei pazienti.
Ordinario di Biologia molecolare all’Università di Modena e Reggio Emilia, il prof. Fulvio Mavilio ha ricevuto il dottorato in Biotecnologie. Nelle parole della direttrice del dipartimento di Scienze biomediche e biotecnologiche, Mariangela Sortino, e del coordinatore del dottorato, Vito De Pinto, è emersa la figura di uno studioso che ha dato un contributo eccezionale allo sviluppo della biologia molecolare, della terapia genica e della medicina rigenerativa.
Un pioniere, capace di trasformare le conoscenze più avanzate della ricerca biomedica in concrete opportunità di cura. Fin dall’inizio, il suo impegno è stato rivolto all’applicazione delle tecniche di biologia molecolare allo studio delle malattie genetiche, contribuendo a delineare nuovi paradigmi nella loro comprensione.
Nell’intervista che ci ha rilasciato prima della cerimonia, il prof. Mavilio ripercorre il passaggio decisivo che ha portato la terapia genica fuori dai laboratori e l’ha resa una realtà clinica. Si sofferma poi su ciò che insegnano i risultati ottenuti nelle immunodeficienze ereditarie e nell’epidermolisi bollosa: traguardi impensabili fino a pochi anni fa, che mostrano quanto la ricerca possa incidere concretamente sulla vita dei pazienti. Indica infine le sfide che la comunità scientifica è chiamata ad affrontare perché queste cure raggiungano un numero sempre maggiore di persone.

Un momento della cerimonia
Ordinario di Parodontologia all’Università di Berna, il prof. Sculean ha invece ricevuto il titolo di dottore honoris causa in “Basic and Applied Biomedical Sciences”. Il presidente del corso di laurea in Odontoiatria, Gaetano Isola e la direttrice Mariangela Sortino ne hanno tracciato il profilo: un percorso in cui ricerca di base, sperimentazione traslazionale, pratica clinica, formazione e responsabilità accademica in diverse istituzioni internazionali sono sempre state strettamente intrecciate. Il suo valore sta nella capacità di percorrere tutta la strada della conoscenza: dall’interpretazione dei meccanismi biologici alla progettazione di strategie terapeutiche, fino alla verifica dei risultati clinici e della loro stabilità nel tempo.
Ai nostri microfoni, lo scienziato di origine rumena ha spiegato quali risultati clinici siano oggi alla portata della chirurgia rigenerativa: la parodontologia moderna, infatti, mira sempre più a ricostruire i tessuti danneggiati, anziché limitarsi a combattere l’infezione. Ha poi indicato le innovazioni più promettenti, a partire dai biomateriali, e il modo in cui potranno cambiare la disciplina nei prossimi anni. Infine, anticipando il tema della sua lectio doctoralis, ha illustrato come, in questo campo, una scoperta scientifica possa diventare una terapia efficace e sicura, capace di migliorare concretamente la cura dei pazienti.

In foto da sinistra Lina Scalisi, Fulvio Mavilio, Anton Sculean e Enrico Foti


