Al via la rassegna "Ciak… si Scienza" di Città della Scienza UniCT: il cinema diventa uno strumento per raccontare ricerca, innovazione e grandi idee
Un capolavoro dell'ingegneria che nasce da un sogno tra audacia, ostacoli e immaginazione. Si è aperta con la proiezione del film Eiffel di Martin Bourboulon la nuova edizione della rassegna Ciak… si Scienza, promossa da Città della Scienza dell'Università di Catania diretta dalla prof.ssa Alessia Tricomi.
La storia di Gustave Eiffel e della torre destinata a diventare il simbolo di Parigi ha inaugurato un percorso che utilizza il linguaggio del cinema per raccontare il valore della scienza, della tecnologia e dell'innovazione, trasformando ogni proiezione in un'occasione di confronto tra ricerca, cultura e società.
Al termine del film, il professor Carmelo Nigrelli, ordinario di Tecnica e Pianificazione Urbanistica dell’ateneo catanese, ha guidato il pubblico in una riflessione sul significato dell'opera, evidenziando come dietro ogni grande innovazione si nascondano non solo competenze tecniche, ma anche coraggio, creatività e la capacità di immaginare ciò che ancora non esiste.

In foto la presentazione della rassegna da parte della prof.ssa Alessia Tricomi
Eiffel, il sogno che sfidò il cielo
La pellicola racconta la storia dell’ingegnere Gustave Eiffel nel momento in cui gli viene affidato il progetto destinato a diventare il simbolo di Parigi: la Torre Eiffel, realizzata in occasione dell’Esposizione Universale del 1889.
Il film segue il percorso professionale dell’ingegnere, mostrando le difficoltà tecniche, le critiche ricevute e la determinazione con cui porta avanti un’opera destinata a entrare nella storia. Accanto alla ricostruzione dell'impresa ingegneristica, la regia valorizza anche l'impatto visivo della Parigi di fine Ottocento e delle spettacolari fasi di progettazione e costruzione della torre, offrendo allo spettatore uno sguardo coinvolgente sull'innovazione tecnologica dell'epoca. La narrazione mette inoltre in evidenza come la Torre Eiffel, inizialmente osteggiata da artisti e intellettuali, sia diventata nel tempo uno dei monumenti più riconoscibili al mondo.
Parallelamente si sviluppa una vicenda sentimentale: l’incontro con Adrienne Bourgès, interpretata da Emma Mackey, riaccende un amore giovanile mai dimenticato. La loro relazione, pur essendo in gran parte una ricostruzione romanzata e non storicamente documentata, costituisce il filo narrativo del film e permette di raccontare il lato più umano di Gustave Eiffel, evidenziandone emozioni, dubbi e fragilità oltre alle sue straordinarie capacità di ingegnere.
Diretto da Martin Bourboulon e interpretato da Romain Duris nel ruolo del protagonista, Eiffel coniuga rigore storico, spettacolarità e racconto intimista, offrendo una riflessione sul rapporto tra genialità, innovazione e coraggio di sfidare i limiti del proprio tempo.

Un momento della proiezione
Oltre la Torre, l'uomo Eiffel
Al termine della proiezione il prof. Carmelo Nigrelli ha invitato il pubblico a leggere il film Eiffel non come un documentario storico, ma come un racconto capace di fondere realtà e immaginazione.
«Dietro ogni grande opera c’è sempre una persona, con dubbi, paure e passioni», ha ricordato il docente, sottolineando come il film riesca «a mostrare il volto umano di un protagonista spesso conosciuto soltanto per la sua celebre torre».
Nel corso dell’incontro è stato evidenziato anche il significato simbolico della Torre Eiffel, «oggi considerata un emblema del progresso, ma inizialmente fortemente contestata».
Il professor Nigrelli ha osservato come «il film rappresenti efficacemente il lavoro dell’ingegnere, fatto non soltanto di calcoli e competenze tecniche, ma anche di intuizione, creatività e coraggio».
Le grandi innovazioni, infatti, modificano il rapporto tra tecnologia e società e, proprio per questo, suscitano spesso diffidenza prima di essere accettate.
La vicenda di Adrienne assume così una funzione narrativa: più che ricostruire fedelmente un episodio storico, serve a rendere il protagonista più vicino allo spettatore e a raccontarne la dimensione umana. In chiusura il prof. Nigrelli ha osservato che «le grandi idee nascono quando qualcuno ha il coraggio di immaginare ciò che ancora non esiste», ricordando che «scienza e creatività non sono mondi separati, ma procedono insieme e rendono possibili opere capaci di attraversare il tempo».

Intervento del prof. Carmelo Nigrelli
Cinema e scienza in dialogo
La proiezione rientra nella rassegna “Ciak… si Scienza”, promossa da Città della Scienza dell’Università di Catania - lo spazio dedicato alla divulgazione scientifica dell’Ateneo, situato in via Simeto 1 - insieme al Centro Siciliano di Fisica Nucleare e di Struttura della Materia.
L’iniziativa propone il cinema come strumento di divulgazione, attraverso film che affrontano temi legati alla ricerca, all’innovazione e al progresso tecnologico, accompagnati dagli interventi di docenti ed esperti che ne approfondiscono gli aspetti scientifici, culturali e sociali. Ogni appuntamento diventa così un’occasione di confronto e riflessione, dimostrando come il linguaggio cinematografico possa avvicinare un pubblico sempre più ampio ai temi della scienza e dell’ingegneria, favorendo il dialogo tra università, ricerca e società.
Il prossimo appuntamento è in programma giovedì 6 agosto alle 21 con la proiezione del film Il teorema di Margherita.
Al termine della visione si terrà il dibattito, condotto dalla professoressa Rita Cirmi del Dipartimento di Matematica e Informatica (DMI). L'ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria.
Hanno collaborato Martina Giuffrida, Sofia Sorrentino, Hoara Ieni e Grace Musumeci