Dottorandi e specializzandi protagonisti del percorso SAFI3 della Scuola Superiore di Catania, tra rigore metodologico, Pnrr e nuove sfide dell’intelligenza artificiale
Tecniche, strumenti e passaggi fondamentali per avviare correttamente un progetto di ricerca sono stati al centro del primo incontro del workshop dedicato a “Impatto della ricerca scientifica in ambito medico”.
L’incontro - rivolto a specializzandi, dottorandi e giovani ricercatori - si è svolto nei giorni scorsi nell’aula magna del Palazzo centrale dell’Università di Catania ed è stato promosso dal Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale nell’ambito del progetto SAFI3 – Scuola di Alta Formazione Interdisciplinare per l’Innovazione e l’Internazionalizzazione, portato avanti dalla Scuola Superiore di Catania.
La giornata inaugurale, ospitata al Palazzo centrale, è stata dedicata alle tecniche e agli strumenti per avviare correttamente un progetto di ricerca.
Ad aprire i lavori è stata la delegata alla Terza missione, prof.ssa Margherita Ferrante, che ha richiamato il ruolo strategico dell’alta formazione nella costruzione di una comunità scientifica capace di produrre effetti concreti sulla società.
Al suo fianco il prof. Pietro Castellino, presidente del coordinamento della Scuola di Medicina, ha ribadito come la formazione del medico contemporaneo non possa prescindere da una solida esperienza di ricerca, indispensabile per integrare competenze cliniche e capacità di interpretazione critica delle evidenze scientifiche.

Un momento dell'intervento della prof.ssa Margherita Ferrante, delegata alla Terza missione
Il confronto è stato moderato dalle docenti Lucia Frittitta e Giovanna Russo, rispettivamente direttrice e vicedirettrice del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, che hanno introdotto gli interventi dei docenti emeriti Alfredo Ferro e Francesco Purrello.
I docenti Alfredo Ferro e Francesco Purrello, con le loro relazioni, hanno offerto una riflessione ampia sui fondamenti della ricerca clinica, soffermandosi sui passaggi che trasformano un’intuizione in un progetto strutturato, coerente e metodologicamente rigoroso. Molto apprezzata anche la testimonianza conclusiva del professor Alessandro Laganà, che ha ripercorso il proprio percorso accademico dall’Università di Catania fino alla Icahn School of Medicine at Mount Sinai di New York, offrendo ai giovani presenti un esempio concreto di come formazione solida, visione internazionale e determinazione possano aprire a carriere di rilievo globale.
Il workshop sulla ricerca scientifica nasce con l’intento di rafforzare la qualità della produzione accademica, in linea con le traiettorie indicate dal Pnrr – Next Generation EU. SAFI3 punta, infatti, a costruire un percorso di alta formazione interdisciplinare rivolto a studenti di talento, giovani ricercatori e dottorandi, per promuovere una cultura scientifica fondata su metodo, innovazione e condivisione dei risultati.

Un momento dell'incontro
A delineare il senso complessivo dell’iniziativa è stata la prof.ssa Lucia Frittitta, che ha sottolineato come il progetto si inserisca pienamente nella missione dell’ateneo e negli obiettivi dell’Agenda 2030. "L’obiettivo - ha spiegato - è fornire ai partecipanti al programma che abbiamo pensato tutti gli strumenti utili a ideare, condurre, valutare e comunicare studi di elevata qualità, accompagnandoli lungo tutte le fasi del lavoro scientifico".
“Con questo ciclo di incontri - ha concluso la direttrice del MedClin, Lucia Frittitta - il dipartimento vuole rafforzare il proprio impegno nella formazione avanzata, investendo su competenze che non riguardano soltanto la produzione di dati, ma la capacità di generare conoscenza affidabile, trasferibile e utile alla comunità".
Il percorso proseguirà il 5 marzo con una giornata dedicata alle strategie di ricerca. Al centro dell’incontro la qualità metodologica, l’analisi critica della letteratura e gli strumenti per garantire solidità e riproducibilità agli studi clinici.
Il terzo e ultimo appuntamento, in programma il 16 marzo, sarà dedicato all’intelligenza artificiale e ai nuovi strumenti a disposizione del ricercatore. Si parlerà delle potenzialità dell’IA nella ricerca biomedica, ma anche dei suoi limiti, delle implicazioni etiche e delle ricadute sulla pratica scientifica.