Eletto con ampio consenso, il professore ordinario di Anatomia Patologica rimarrà in carica fino al 2030. Al centro del suo programma partecipazione, innovazione, ricerca, giovani e dialogo con il territorio
Il prof. Gaetano Giuseppe Magro, ordinario di Anatomia Patologica, è stato eletto direttore del Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e Tecnologie Avanzate - G.F. Ingrassia. Candidato unico, il docente è stato eletto nei giorni scorsi con un ampio consenso. Si insedierà il 1° novembre e rimarrà in carica fino al2030. Succede alla prof.ssa Antonella Agodi che ha guidato il dipartimento per due mandati.
Gaetano Giuseppe Magro: «Preservare ciò che siamo, affrontare con coraggio ciò che va cambiato»
L’esperienza empirica di vicedirettore del Dipartimento G.F. Ingrassia, insieme alle numerose manifestazioni di stima e di incoraggiamento ricevute dai colleghi, mi hanno indotto a maturare l’idea di assumere una responsabilità decisiva nella vita della nostra comunità accademica. La mia disponibilità nasce da un profondo senso di appartenenza all’Università e dalla convinzione che essa rappresenti il “muscolo cardiaco culturale” del territorio (la politica si fa con le cariche istituzionali).
Nel corso dei decenni il Dipartimento G.F. Ingrassia ha acquisito un patrimonio culturale che dovrà essere preservato nel tempo in quanto rappresenta una selezione naturale “darwniana” specifica emersa dal vasto e mutevole orizzonte dell’evoluzione delle scienze medico-biologiche.
Il mio impegno sarà pertanto rivolto a preservare e consolidare quanto di valido è stato costruito, avendo però il coraggio di intervenire sulle criticità evidenziate nel corso degli ultimi anni. Credo che chi aspiri a ricoprire il ruolo di direttore di un dipartimento universitario debba essere pronto a ricevere le critiche costruttive per farne tesoro da cui attingere strumenti per un miglioramento collettivo istituzionale: preferire sempre l’amara verità all’edulcorata bugia.

Il prof. Gaetano Giuseppe Magro
Un Dipartimento più condiviso, innovativo e competitivo
Governance partecipata, semplificazione amministrativa, didattica innovativa, ricerca interdisciplinare, Terza Missione e reclutamento dei giovani: il programma del prof. Gaetano Giuseppe Magro delinea una visione di dipartimento fondata su condivisione, qualità e sviluppo armonico, con l’obiettivo di rafforzarne il ruolo nella Scuola di Medicina e nel territorio.
La governance del Dipartimento
Una governance fondata sulla condivisione, sulla responsabilità e sull’autentico spirito di servizio. È questa l’idea alla base della proposta per il Dipartimento G.F. Ingrassia, che dovrà poter contare su un gruppo di lavoro coeso, composto dal vicedirettore, dai delegati del direttore, dai rappresentanti eletti della Giunta di Dipartimento, dal Coordinatore del Corso di Dottorato, dai Direttori delle Scuole di Specializzazione e dai Presidenti dei Corsi di Studio afferenti al Dipartimento.
In questo modello, un ruolo centrale sarà affidato alla Giunta di Dipartimento, chiamata a diventare il luogo privilegiato del confronto sulle scelte strategiche per lo sviluppo e la qualità didattico-scientifica. Una sorta di agorà ateniese, aperta all’ascolto e al dialogo tra i diversi settori scientifico-disciplinari. L’obiettivo sarà ricercare il consenso più ampio possibile e, sulle questioni di maggiore rilevanza, puntare ove possibile su maggioranze qualificate, capaci di dare alle decisioni autorevolezza e stabilità.
La componente tecnico-amministrativa
Semplificare i procedimenti amministrativi sarà una delle priorità. Per farlo sarà necessario partire dall’ascolto del personale tecnico-amministrativo, individuando le procedure più complesse o ridondanti e mettendo in campo interventi concreti per renderle più snelle ed efficaci.
Il Dipartimento G.F. Ingrassia può contare su un’offerta formativa articolata e competitiva, su una significativa capacità di attrarre finanziamenti per la ricerca clinica e di base e su una consolidata vocazione alla mobilità e alla cooperazione internazionale. Un patrimonio che richiede anche adeguate risorse umane. Sarà quindi necessario rappresentare con determinazione agli organi di Ateneo l’esigenza di disporre di personale qualificato e coerente con i fabbisogni effettivi del Dipartimento.
In questa prospettiva, potrà essere rafforzata anche la collaborazione tra i dipartimenti di area medica, attraverso la condivisione delle competenze specialistiche maturate dal personale tecnico-amministrativo, in particolare nel supporto alla progettazione e alla partecipazione ai bandi nazionali e internazionali e nella gestione dei finanziamenti ottenuti.
La didattica
Il Dipartimento G.F. Ingrassia rappresenta una componente importante della Scuola di Medicina e riunisce un patrimonio disciplinare particolarmente articolato, che comprende le discipline morfologiche di base, quelle della sanità pubblica, le discipline cliniche e quelle chirurgiche.
Per sostenere una didattica di qualità sono necessarie alcune condizioni fondamentali: un corpo docente adeguato, laboratori didattici performanti e attività clinico-assistenziali pienamente funzionanti. A queste dovrà affiancarsi un investimento deciso sull’innovazione didattica, per una formazione sempre più moderna, interdisciplinare e capace di tradursi in una qualificata pratica diagnostica e terapeutica.
In questo quadro, particolare attenzione sarà dedicata alle Attività Didattiche Elettive (ADE), che potranno essere significativamente incrementate e progettate coinvolgendo più settori scientifico-disciplinari. L’obiettivo è offrire agli studenti una visione integrata del percorso che conduce dal sintomo alla diagnosi e dalla diagnosi alla scelta terapeutica, accompagnandoli anche nell’orientamento verso le future scelte professionali, attraverso percorsi dedicati alle discipline diagnostiche, cliniche e chirurgiche.
La ricerca
Nel Dipartimento convivono competenze che attraversano l’intero arco della ricerca biomedica: dalla salute pubblica e dalla prevenzione alla dimensione clinica, fino allo studio dei processi cellulari e molecolari. Un patrimonio scientifico che, secondo la proposta, deve essere valorizzato attraverso una maggiore capacità di confronto e collaborazione tra i diversi settori.
Per questo si propone un monitoraggio costante della performance scientifica del Dipartimento, affidato al direttore, al delegato alla Ricerca e a un gruppo di lavoro nel quale dovrà avere un ruolo significativo anche la componente dei giovani ricercatori. Gli incontri, con cadenza mensile, potranno diventare uno spazio per presentare linee di ricerca, risultati, pubblicazioni e partecipazioni a congressi nazionali e internazionali. Un confronto capace di favorire nuove collaborazioni, contaminazioni metodologiche e progettualità condivise, ma anche di comprendere le ragioni delle eventuali differenze di performance tra i diversi settori.
Un ulteriore obiettivo sarà rafforzare il supporto alla progettazione, chiedendo agli organi centrali di Ateneo un’assistenza sempre più qualificata e continuativa per ricercatori e personale tecnico-amministrativo nella partecipazione ai bandi competitivi nazionali e internazionali.
La collaborazione dovrà inoltre estendersi agli altri Dipartimenti di area medica, attraverso almeno due incontri interdipartimentali ogni anno dedicati alla presentazione delle principali linee di ricerca e alla valorizzazione delle competenze presenti nei diversi settori. Anche la condivisione di tecnologie avanzate, dalla PCR alle piattaforme NGS e alle altre metodiche di elevata complessità, potrà contribuire a costruire nuovi “ponti scientifici” interdisciplinari.
L’obiettivo è fare del G.F. Ingrassia un centro di ricerca a forte vocazione per la sanità pubblica, la medicina traslazionale, la medicina di precisione e la medicina umanistica e narrativa, pienamente integrato con gli altri Dipartimenti di area medica e in armonia con la Scuola di Medicina.
La Terza Missione
Rafforzare il dialogo con imprese, enti, istituzioni e cittadini sarà il fulcro delle azioni dedicate alla Terza Missione. L’obiettivo è promuovere attività conto terzi, partenariati, iniziative di public engagement e processi di trasferimento tecnologico dei risultati della ricerca.
A questo scopo, si propone la costituzione di un gruppo di lavoro coordinato dal delegato dipartimentale alla Terza Missione, con il compito di costruire relazioni sistematiche con gli interlocutori del territorio. In questa prospettiva potranno essere sviluppati anche Master universitari di I e II livello dedicati alla medicina traslazionale, alle neuroscienze, all’oncologia e alle nuove metodologie chirurgiche, rafforzando il rapporto tra Università e mondo del lavoro.
Un ruolo importante sarà affidato anche ai giovani ricercatori, che potranno essere coinvolti nella promozione di incontri e convegni di carattere regionale per presentare alla comunità scientifica e al territorio le attività e i risultati del Dipartimento.
Tra le prospettive da esplorare rientra inoltre la medicina umanistica, intesa come una declinazione della medicina narrativa capace di avvicinare il sapere medico e scientifico alla società attraverso la letteratura, le arti figurative e il teatro. La scienza, infatti, non perde il proprio valore quando impara a comunicare attraverso linguaggi diversi e più accessibili. Un approccio che potrebbe rivelarsi particolarmente efficace anche nel coinvolgimento degli adolescenti e dei giovani adulti e nell’orientamento verso i percorsi formativi scientifici.
Reclutamento e programmazione delle risorse
La programmazione del personale dovrà essere costruita su criteri trasparenti e condivisi e all’interno di una visione pluriennale dello sviluppo del Dipartimento. Le scelte dovranno essere coordinate con il Presidente della Scuola di Medicina, anche in relazione agli sbocchi assistenziali dei docenti afferenti ai diversi settori scientifico-disciplinari.
L’obiettivo sarà garantire uno sviluppo armonico delle diverse aree, mettendo in equilibrio le esigenze della didattica e della ricerca e, per le discipline interessate, quelle dell’attività assistenziale.
In questo quadro, una priorità sarà rappresentata dall’ampliamento della base della piramide accademica attraverso il reclutamento di giovani ricercatori. Le scelte, nel rispetto delle graduatorie di merito e dei criteri stabiliti dall’Ateneo, dovranno inserirsi in una visione strategica complessiva e funzionale allo sviluppo del Dipartimento, nel rispetto del principio aristotelico secondo cui «il tutto è maggiore della somma delle sue parti».
Una comunità nella quale nessuno sia spettatore
L’obiettivo è costruire una comunità nella quale nessuno sia spettatore delle decisioni altrui, nella quale il confronto possa essere franco senza trasformarsi in conflitto, il dissenso possa essere rispettato senza diventare paralisi e il merito venga riconosciuto.
Le stagioni accademiche passano, gli incarichi terminano, le persone si avvicendano. Le istituzioni, invece, restano. È a queste ultime, e alla comunità che le anima, che deve essere rivolta la responsabilità di chi è chiamato a guidarle.
È con questo spirito, nel rispetto delle diverse sensibilità presenti nel Dipartimento e nella piena consapevolezza dell’onere che tale responsabilità comporta, che viene posta la propria disponibilità al servizio della comunità accademica.
Una vita trascorsa tra le cellule, cercando di convincerle a sussurrare il loro ultimo segreto
Il prof. Gaetano Giuseppe Magro si è laureato in Medicina e Chirurgia nel 1990 all’Università di Catania, ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienze Neuropediatriche nel 1997 e si è specializzato in Anatomia Patologica all’Università di Messina. Ha poi perfezionato la propria formazione nelle Università di Padova e di Pilsen.
È entrato nei ruoli dell’Ateneo catanese nel 2001 come professore associato e nel 2018 ha raggiunto il ruolo di professore ordinario di Anatomia Patologica. Nel corso della sua attività ha ricoperto importanti incarichi accademici e assistenziali: è stato responsabile dell’UOC di Anatomia Patologica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico “Rodolico-San Marco” di Catania, direttore della Scuola di Specializzazione in Anatomia Patologica e vicedirettore del Dipartimento G.F. Ingrassia. Ha inoltre diretto il DAI Diagnostica d’Immagini e di Laboratorio ed è stato responsabile del Centro di Oncologia ed Ematologia Sperimentale (COES).
La sua attività scientifica si è concentrata in particolare sulla diagnostica anatomopatologica dei tumori della tiroide, della mammella, dei tessuti molli e dell’età pediatrica, ambiti nei quali ha svolto anche attività di consulenza per centri regionali e nazionali. Come Principal Investigator ha coordinato numerosi progetti di ricerca nazionali finanziati su fondi competitivi. Dal 1990 ha orientato la ricerca all’identificazione di marcatori morfologici, immunoistochimici e molecolari applicabili alla diagnostica oncologica e allo sviluppo di terapie bersaglio.
È autore di 352 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali, che hanno raccolto oltre 7.100 citazioni, con un H-index di 43 secondo Scopus. È stato componente di editorial board e revisore per numerose riviste scientifiche internazionali. I suoi lavori sono stati citati nei principali testi internazionali di Anatomia Patologica, tra cui i WHO Classification of Tumours Blue Books, e in volumi di riferimento come Ackerman’s Pathology by Rosai, Enzinger & Weiss Soft Tissue Tumors, Diagnostic Surgical Pathology by Sternberg e Diagnostic Histopathology of Tumours by Fletcher.
Dal 2002 è stato inoltre invitato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, in qualità di esperto internazionale di Anatomia Patologica, a contribuire alla prestigiosa collana dei Blue Books dedicata alla classificazione delle patologie tumorali della mammella, dei tessuti molli e dei tumori pediatrici.
Accanto alla medicina ha coltivato nel tempo una forte passione per la letteratura e la filosofia. Poeta e scrittore, ha fondato la “Biopoesia”, percorso di contaminazione tra sapere scientifico e dimensione letteraria, e nel 2022 ha dato vita alla casa editrice “ilglomerulodisale”, nata con l’obiettivo di favorire il dialogo e la contaminazione tra i saperi.