Alla Città della Scienza presentati i 25 corsi del 42° ciclo: tre novità, oltre 200 borse di studio previste e un modello che rafforza il dialogo tra università, ricerca, imprese e territorio
Scegliere la strada meno battuta quando ci si trova davanti a un bivio. Avere il coraggio di avventurarsi in territori ancora inesplorati. Non lasciarsi scoraggiare dai fallimenti, ma imparare a riconoscerli come parte del cammino di crescita e a convivere con l’incertezza. Fare della curiosità il proprio metodo di lavoro, trasformare il dubbio in conoscenza e il talento in uno strumento al servizio della società.
È il messaggio, denso di suggerimenti (anche di provenienza ‘autobiografica’), che ha attraversato la open session svoltasi martedì pomeriggio alla Città della Scienza, primo appuntamento dedicato alla presentazione del nuovo bando per il 42° ciclo dei Dottorati di ricerca dell'Università di Catania. Un'occasione di orientamento e confronto rivolta ai futuri ricercatori e alle future ricercatrici, chiamati a immaginare il proprio percorso nella ricerca scientifica. Un bando che si presenta più ricco che mai, con un'offerta formativa ampliata e diversificata e un numero senza precedenti di borse di studio.
Negli spazi dell'antica raffineria di zolfo, oggi Science Centre dell'Ateneo, gli stand dei corsi di dottorato hanno accolto per tutto il pomeriggio studenti e laureandi magistrali interessati a conoscere le opportunità offerte dai 25 percorsi del più alto livello della formazione accademica. Una scelta organizzativa ha subito catturato l'attenzione: gli stand non erano suddivisi per dipartimento, ma, secondo la logica europea, raggruppati nelle tre grandi aree tematiche dello European Research Council (ERC) – Physical Sciences and Engineering, Life Sciences e Social Sciences and Humanities.
Dietro i banchetti, coordinatori, docenti, dottorande e dottorandi hanno risposto alle domande dei visitatori, illustrando con competenza e orgoglio i rispettivi progetti di ricerca. Brevi presentazioni, materiali divulgativi e dimostrazioni pratiche hanno accompagnato il confronto con gli studenti, offrendo informazioni e testimonianze dirette a beneficio di chi si appresta a compiere una delle scelte più importanti del proprio futuro accademico e professionale. La Generazione Ricerca, appunto.
“Investire nelle persone che affronteranno le sfide di domani”
L'appuntamento, pensato come un'occasione di incontro, orientamento e dialogo in un contesto informale, ha offerto ai partecipanti la possibilità di conoscere più da vicino il nuovo bando di ammissione, approfondire i progetti di ricerca attualmente in corso, esplorare le reti interdisciplinari, le opportunità di mobilità internazionale e le numerose collaborazioni sviluppate con il sistema produttivo e con gli enti di ricerca.
Un momento di confronto diretto, reso ancora più prezioso dalla presenza di numerosi direttori di dipartimento, delegati rettorali, coordinatori e coordinatrici dei corsi di dottorato, insieme ai rappresentanti di enti di ricerca e aziende che, sfidando il caldo afoso del pomeriggio estivo, hanno contribuito a raccontare il dottorato non soltanto come un itinerario di alta formazione, innovazione e crescita professionale, ma anche come uno strumento strategico per consolidare il dialogo tra Università, territorio, istituzioni e mondo delle imprese.
La delegata ai Dottorati, Stefania Mazzone, ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento, uno per uno, ai componenti dell'ufficio che hanno reso possibile l'organizzazione dell'iniziativa, estendendo la propria gratitudine anche ai vertici dell'Ateneo per il costante sostegno assicurato alla manifestazione: «La conoscenza cresce soltanto attraverso la collaborazione – ha rimarcato, spiegando la presenza delle istituzioni e delle aziende invitate –. Il fatto che oggi siano qui con noi testimonia una crescente consapevolezza del valore della ricerca e del dottorato come motore di innovazione, competitività e sviluppo. Investire in un dottorato significa investire nelle persone che saranno chiamate ad affrontare le sfide di domani. È una scelta che produce valore per l'impresa, per l'Università e per l'intero territorio. Nessuno di noi, da solo, ha le forze per comprendere e affrontare tutta la complessità del nostro tempo».
Quella complessità che può essere interpretata e governata con maggiore efficacia mettendo in dialogo competenze e prospettive diverse. È questo il messaggio rilanciato dalla prorettrice Lina Scalisi, che ha evidenziato il valore dell'incontro tra i dottorati dell'area STEM e quelli dell'ambito socio-giuridico-umanistico, indicandolo come un modello di formazione capace di preparare una classe dirigente all'altezza delle sfide contemporanee.
«È un bene che ricercatori e allievi di queste due sfere imparino a stare insieme, a condividere spazi e occasioni – ha detto la prorettrice -: è un momento di condivisione e di consapevolezza. Una delle sfide può essere proprio quella di cambiare la narrazione che ci vede attrattivi soltanto per il clima e il mare, perché questa terra e questa università hanno dimostrato di riuscire a formare eccellenze che si fanno valere in tutto il mondo. Anche attraverso l'offerta di corsi di dottorato di alto livello possiamo costruire argini contro lo spopolamento demografico e la fuga dei cervelli, dimostrando che rimanere in Sicilia oggi è una scelta intelligente e consapevole».

L'apertura della tavola rotonda con l'intervento della prof.ssa Stefania Mazzone
Tre nuovi corsi, oltre 200 borse disponibili
«Il bando di quest'anno, che ha termini di scadenza per le candidature fissati al 31 luglio 2026, presenta diverse novità significative rispetto alle edizioni precedenti – ha spiegato il dirigente dell’Area della Ricerca Giuseppe Caruso -. Innanzitutto, l'Ateneo si arricchisce di due nuovi dottorati di nuova istituzione: uno nell'ambito farmaceutico e uno in ingegneria elettronica industriale. A questi si aggiunge un ulteriore corso in matematica, per il quale l'Ateneo assume per la prima volta il ruolo di sede amministrativa. Nel complesso, quindi i dottorati attivati salgono a 25, uno dei quali a carattere nazionale».
I tre nuovi corsi del ciclo 2026/2027 sono Pharmaceutical Science, coordinato da Rosario Pignatello (DSFS), Matematica e Scienze computazionali, corso in forma associata con le Università di Messina e Palermo, coordinato da Vittorio Romano (DMI), Ingegneria elettronica, energetica e industriale, coordinato da Salvatore Pennisi (DIEEI).
Un altro importante fattore di attrattività riguarda il numero delle borse di studio, in crescita rispetto agli anni precedenti grazie a un finanziamento della Regione Siciliana che consentirà di mettere a disposizione 78 borse di studio per gli studenti.
«Una parte di queste sarà legata a progetti STEP – aggiunge il dirigente -, e quindi collegata ad ambiti strategici come l'intelligenza artificiale, l'ingegneria dei materiali, l'elettronica e le scienze dure. A queste si aggiungono numerose borse finanziate in convenzione con enti di ricerca esterni, oltre ad altre aziende che collaborano stabilmente con i nostri percorsi di dottorato. Attualmente in base al bando pubblicato le borse disponibili sono 182, ma nei prossimi giorni sottoporremo agli organi di governo dell'Ateneo la proposta di aggiungerne ulteriori 35, mentre restiamo in attesa di ricevere ulteriori finanziamenti. Alla luce di questi sviluppi, è ragionevole prevedere che il numero complessivo delle borse disponibili si attesterà, a conti fatti, tra le 200 e le 240 unità».
Hanno finanziato integralmente borse di studio per questo ciclo: Enel Green Power S.p.A., Vishay Semiconductor Italiana S.p.A., Ambiens S.r.l., Toyota Motor Europe, Aitho S.r.l., ST Microelectronics S.r.l. e 3Sun S.r.l. Hanno inoltre finanziato posti aggiuntivi di tipo executive, riservati ai propri dipendenti: SGM Project S.r.l., Giniu Ingegneria e Architettura S.r.l., Icaro Ecology S.p.A. e Sonatrach Raffineria Italiana S.r.l.
Tra gli enti pubblici di ricerca partner e finanziatori ci sono l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l'Istituto Nazionale di Astrofisica/Osservatorio Astrofisico di Catania, l'Istituto per la Microelettronica e Microsistemi (IMM) del CNR e il Consorzio RFX. L'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare partecipa invece in forma associata al dottorato in Fisica.

Il pubblico nell'Auditorium della Città della Scienza
Più corsi, più risorse, più opportunità per la ricerca
Tornando ai numeri, con il bando 2026/2027 l'Università di Catania conferma un trend di crescita costante nell'ultimo decennio: erano 15 nell'a.a. 2016/2017, saliti a 20 nel 2022/2023 e a 22 lo scorso anno. In dieci anni, dunque, l'offerta formativa di terzo livello dell'Ateneo si è arricchita di 10 nuovi corsi.
«Il dato che colpisce di più – sottolinea la prof.ssa Stefania Mazzone - è la velocità dell'espansione, insieme con la diversificazione delle fonti di finanziamento. Unict investe fortemente sui dottorati dimostrando una grande capacità di attrarre capitale esterno da canali molteplici che non tutti gli atenei di dimensioni comparabili riescono a mostrare con altrettanta varietà».
Mettendo però di lato i ragionamenti quantitativi, la delegata ha voluto lanciare un apprezzato messaggio motivazionale ai tanti giovani presenti. «Il dottorato rappresenta molto più del più alto livello della formazione universitaria – ha detto -. È il luogo in cui la curiosità diventa metodo, il dubbio diventa conoscenza e il talento individuale si trasforma in responsabilità verso la comunità. Ancor prima che ricercatrici e ricercatori, serve a formare donne e uomini capaci di affrontare la complessità con spirito critico, responsabilità e visione. Per questo il mio consiglio è: non scegliete questo percorso soltanto perché è il più semplice, ma se sentite il desiderio di porvi domande che ancora non hanno risposta».
Per un momento il rettore Enrico Foti ha lasciato da parte il registro istituzionale per rivolgersi ai giovani laureati con il tono di chi condivide un'esperienza personale: «Ho studiato a Padova e Genova e ho fatto esperienze all’estero. È stato uno dei periodi più belli della mia vita», ha raccontato. Da qui l'esortazione a guardare al dottorato come a un'opportunità di crescita umana e professionale.
«La nostra offerta formativa è ampia e variegata, capace di rispondere a ogni interesse – ha osservato il rettore –: dalle discipline umanistiche a quelle STEM, dall'ingegneria alle scienze politiche. Siamo un'università in grado di coprire tutte le linee di ricerca oggi all'avanguardia e chi desidera davvero misurarsi con i nuovi temi della ricerca più avanzata può farlo proprio a partire dal dottorato, il primo, vero ingresso nella ricerca scientifica».
Un messaggio che si è trasformato in un incoraggiamento a coltivare curiosità, coraggio e ambizione. «I giovani, i neolaureati portano con sé una mente fresca, la voglia di mettersi in gioco e il desiderio di sperimentare percorsi di ricerca davvero innovativi – ha aggiunto il prof. Foti –. Il dottorato può essere l’occasione della vita e perciò va sfruttata al massimo. Abbiamo bisogno del vostro entusiasmo e della vostra vocazione all'innovazione. Sperimentate, imparate a sbagliare, siate ambiziosi e cercate qualcosa che sia davvero sfidante, percorrendo strade non ancora battute».
«E poi, traete il massimo dai periodi di ricerca all'estero: un'esperienza che da un lato arricchisce la formazione individuale, dall'altro favorisce il confronto con ricercatori di altri Paesi e altri percorsi formativi, la conoscenza di nuovi laboratori e nuove metodologie - ha aggiunto il rettore -. Tutto questo restituisce anche al nostro sistema Paese una vitalità in più, da trasferire al sistema produttivo e al mondo del lavoro e delle imprese che, collaborando con noi, ci orientano verso nuovi percorsi di ricerca e nuove sfide, sempre più numerose e sempre più ambiziose».

L'intervento del rettore Enrico Foti
Networking all’ombra della Ciminiera
L'ultima parte dell'evento è stata dedicata a un aperitivo di networking, pensato per creare un'occasione informale di incontro tra aspiranti dottorandi, comunità accademica, enti di ricerca e imprese. Nel suggestivo cortile della Città della Scienza, il momento conviviale si è trasformato in uno spazio di dialogo, confronto e condivisione di esperienze, capace di favorire la nascita di nuove collaborazioni e prospettive professionali. Ad aprire idealmente questo momento sono stati l'intervento del direttore generale Corrado Spinella e i brevi messaggi di presentazione dei rappresentanti degli enti di ricerca e delle imprese partner.
«Il dottorato di ricerca è indiscutibilmente il collante più efficace all'interno dell'ecosistema che ruota intorno all'Università di Catania – ha evidenziato il direttore generale, lodando il corposo lavoro amministrativo svolto a supporto dagli uffici dell'Area della Ricerca –. È un iter formativo che coinvolge proficuamente il sistema della ricerca e il sistema produttivo del territorio in numerose attività di addestramento dei giovani ricercatori e di formazione della classe dirigente».
A dare ulteriore valore a questa visione sono state le testimonianze di chi vive quotidianamente il rapporto tra ricerca, formazione e innovazione. Attraverso esperienze personali e professionali, hanno raccontato il ruolo strategico del dottorato Alessia Tricomi, direttrice di Città della Scienza e della sezione catanese Infn, Giorgio Riccobene (Csfnsm), Santo Gammino, direttore Lns-Infn, Danilo Milardi, responsabile Cnr-Istituto di Cristallografia, Mario Mattia (Ingv), Sanina Città (Irccs-Oasi Maria SS. di Troina), Gabriele Bellocchi (STMicroelectronics), Salvo Nicotra (Neodata Group), Guido Sciuto (Ambiens Srl), Massimo Camarda (STLAB) e il professor Antonio Fernandes de Carvalho, dell'Universidade Federal de Viçosa, offrendo ai presenti un quadro concreto delle possibilità formative e professionali che il dottorato è in grado di generare.



