A Catania la mostra di MAIRE e Fondazione MAIRE - ETS: un viaggio tra archeologia, ingegneria e sostenibilità per riscoprire la tecnologia come atto culturale
Non esiste futuro che non passi dalla memoria della materia. È questa la suggestione che la mostra In-genium - Sguardi sul passato e sul futuro della tecnologia porta a Catania: un invito a guardare oltre la superficie delle cose per scoprire come, dalle pietre antiche ai sistemi tecnologici contemporanei, scorra un’unica corrente di ingegno umano.
Nel cuore del Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane, dal 28 maggio, la mostra fotografica trasforma il dialogo tra archeologia e ingegneria in un’esperienza immersiva dove il passato non è testimonianza immobile, ma principio attivo del futuro. È una esperienza che rivela l’esistenza di un filo invisibile che lega l’astrattezza del calcolo alla concretezza degli oggetti e che, sfidando il tempo, abitano il nostro quotidiano.

Calabrese, Dittico
Un’iniziativa di MAIRE e della Fondazione MAIRE - ETS, realizzata in collaborazione con le Accademie di Belle Arti di Roma, Milano e Catania (le tre città italiane nelle quali opera la multinazionale MAIRE), che attraverso il linguaggio della fotografia, al di là della bellezza e del fascino dei luoghi ritratti del Parco archeologico del Colosseo, racconta, senza documentarlo, l’essenza vitale e morfogenetica dell’incontro tra l’ingegneria e la tecnologia contemporanea e le vestigia di antichi manufatti e di opere millenarie che testimoniano lo splendore e la persistenza di una cultura materiale proiettata nel futuro.
In ragione di ciò le fotografie di “In-genium” interpretano i manufatti non come specchi dei valori, dei simboli e dell’identità di una civiltà perduta, ma ai sensi della loro attualità.

Cosmo Laera
La mostra, nel gioco dell’arte che rende possibile la coesistenza tra antico e nuovo e che mette in risalto la straordinarietà della capacità umana di piegare le leggi della fisica per dare forma ai bisogni collettivi, ci aiuta a comprendere che l’ingegneria non opera mai in un vuoto tecnologico, ma che, piuttosto, può agire da traduttrice tecnica della cultura”, ovvero, come il fondatore di MAIRE, Fabrizio Di Amato spesso sottolinea, come operato di ingegneri umanistici che non si limitano ad una scelta consapevole dei materiali e all’affinamento dei processi produttivi, ma definiscono i tratti essenziali della nostra realtà tangibile e che sappiano dare concretezza ad un processo generativo in continua evoluzione.

Maire
Delle grandi opere dell’antichità non vediamo, quindi, solo strutture di pietra e malta, ma più in profondità, e alla stregua di un libro, leggiamo “In-ingegnum” i primi capitoli di una storia dell’innovazione che oggi, nell’attualità delle sfide della transizione energetica e della sostenibilità, giunge fino a noi nella sua essenza di civiltà e cultura materiale tutt’altro che perduta.
Il valore innovativo di questo legame risiede proprio nella capacità di reinterpretare la materia alla luce delle nuove conoscenze, della nostra tecnologia e dell’innovazione per aiutarci a comprendere che l’ingegno oggi, così come in un passato a noi remoto, non si limita a costruire ma si esprime come interrogazione sul ciclo di vita degli oggetti, sul riuso creativo e sull’impatto che le nuove tecnologie hanno sul tessuto sociale.

Nicosia, copertina
L’innovazione è dialogo tra memoria e futuro per rendere il manufatto un “organismo vivo”, capace di evolversi nel tempo con l’ambiente nel quale si situa. Sotto tale aspetto appare chiaro che approdando a Catania, in una città dove la pietra lavica si è fatta architettura e l’ingegno ha dovuto sempre confrontarsi con la forza tumultuosa della natura, la mostra di MAIRE della Fondazione MAIRE - ETS voglia ricordare a noi tutti che ogni progresso tecnico è, prima di tutto, un atto culturale e che il nostro futuro tecnologico non può prescindere dalla comprensione profonda della materia di cui siamo fatti e delle tracce che decidiamo di lasciare.
La mostra fotografica in-genium - Sguardi sul passato e sul futuro della tecnologia sarà inaugurata giovedì 28 maggio, alle 11, al Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane del Palazzo centrale d’Ateneo (terza tappa dopo Roma e Milano) e sarà visitabile fino al 30 giugno.