Dal 1° novembre il professore ordinario di Malattie Infettive sarà direttore del MedClin per il quadriennio 2026-2030. Al centro del suo programma trasparenza, condivisione, ricerca, giovani e qualità della didattica
Il Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Catania ha un nuovo direttore. È Giuseppe Nunnari, professore ordinario di Malattie Infettive, che guiderà il MedClin per il quadriennio 2026-2030 a partire dal prossimo 1° novembre.
Nunnari è stato eletto al termine della consultazione che ha visto tra i candidati anche la direttrice uscente Lucia Frittitta e il professore Francesco Frasca.
Una nuova fase per uno dei dipartimenti centrali dell’area medica dell’Ateneo, chiamato a coniugare formazione, ricerca e attività clinico-assistenziale in un contesto scientifico e sanitario sempre più competitivo. È su questa prospettiva che Nunnari costruisce il proprio programma, indicando nella trasparenza, nella condivisione e nella meritocrazia i principi alla base della futura gestione del Dipartimento.
Giuseppe Nunnari: «Un dipartimento trasparente, aperto al dialogo e alla grande ricerca»
È per me un grandissimo onore assumere la guida del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell'Università di Catania per il prossimo mandato. Accetto questo incarico con profonda gratitudine per la fiducia che mi è stata accordata e con la piena consapevolezza dell'eccellenza che la nostra struttura rappresenta: un punto di riferimento primario per la formazione, la ricerca e l'innovazione in ambito medico e traslazionale. Il mio primo impegno sarà dedicato proprio a consolidare e valorizzare questi fondamentali pilastri accademici.
Un aspetto centrale della mia visione sarà la totale trasparenza della vita dipartimentale: ogni scelta, dato e informazione dovrà essere chiara, aperta e accessibile a tutta la nostra comunità. Credo fermamente che un grande dipartimento cresca solo attraverso la condivisione e l'ascolto. Le decisioni non saranno mai il frutto di scelte isolate, ma il risultato di un coinvolgimento proattivo e costante di docenti, studenti e personale amministrativo. Sarà mia premura promuovere momenti periodici di confronto affinché ogni singola voce trovi spazio, ascolto e concreta considerazione nel percorso che costruiremo insieme.

Il prof. Giuseppe Nunnari
Il programma: trasparenza, condivisione e meritocrazia
Trasparenza, condivisione e meritocrazia: sono questi i punti cardinali attorno a cui ruota la candidatura del prof. Giuseppe Nunnari, ordinario di Malattie Infettive, per la direzione del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale (MEDCLIN) dell’Università di Catania per il quadriennio 2026-2030. Una proposta progettuale che intende valorizzare le eccellenze del Dipartimento, sostenere i giovani ricercatori e trasformare la burocrazia in un’amministrazione partecipata e al servizio della comunità accademica.
Trasparenza, reclutamento ed equità di carriera
Al centro della visione del prof. Giuseppe Nunnari vi è l'idea che ogni decisione debba scaturire dal coinvolgimento proattivo e dall'ascolto costante di docenti, studenti e personale amministrativo. Particolare attenzione viene riservata alle dinamiche di reclutamento e progressione di carriera, tema delicato e cruciale. Il programma prevede l'istituzione di un team dedicato per affrontare le criticità emergenti, la revisione dei criteri in linea con le esigenze dei singoli settori scientifico-disciplinari e un'attenzione rigorosa per garantire l'equilibrio tra le varie aree. L'obiettivo è supportare le eccellenze ma anche rafforzare i settori più fragili, riconoscendo con equità il valore della didattica erogata, anche nell'ambito delle Scuole di Specializzazione.
La sfida del "Dipartimento di Eccellenza" e la preparazione alla VQR
Tra i traguardi più ambiziosi figura la candidatura del MEDCLIN a Dipartimento di Eccellenza, un riconoscimento capace di attrarre risorse aggiuntive da reinvestire nella crescita collettiva. Per raggiungere questo obiettivo, la strategia non punta a interventi "dell'ultimo minuto", ma a una programmazione strategica e continua: Monitoraggio costante (una ricognizione quadrimestrale dei prodotti scientifici per farsi trovare pronti alle scadenze della VQR); Supporto alle pubblicazioni (il rafforzamento del fondo dipartimentale per sostenere le spese di pubblicazione in riviste Open Access ad alto impatto, garantendo pari opportunità anche ai gruppi di ricerca con minori finanziamenti e ai ricercatori junior; Valutazione anticipata: un'analisi attenta dei criteri di valutazione e l'istituzione di due team dedicati alla VQR e al controllo di qualità ANVUR.
Ricerca, fondi competitivi e attenzione ai giovani
In un contesto scientifico sempre più competitivo, il programma evidenzia la necessità di coordinare e mettere a sistema il know-how e le risorse del Dipartimento. Tra le azioni previste rientrano il censimento delle tecnologie di laboratorio, la fruizione condivisa delle attrezzature e la pianificazione di nuovi acquisti per progetti a lungo termine.
Un'apposita delega dipartimentale affiancherà un gruppo di programmazione per intercettare bandi europei, nazionali e regionali (quali PRIN, Horizon Europe ed ERC). Grande rilevanza è data alla tutela dei giovani e dei precari: richiamando la propria esperienza personale dall'ingresso in ateneo come ricercatore, Nunnari si impegna a offrire opportunità concrete di crescita basate sul merito, affiancando al contempo la ricerca con il potenziamento degli uffici amministrativi e la digitalizzazione dei processi.
Didattica di qualità e valorizzazione della Terza Missione
La didattica viene intesa come pilastro fondamentale: dai corsi di laurea ai dottorati, fino alle Scuole di Specializzazione e ai Master. Il programma intende snellire l'organizzazione, migliorare il tutorato e consolidare i tirocini in sinergia con i Presidenti dei Corsi di Studio e le strutture sanitarie coinvolte.
Sul fronte della Terza Missione, l'obiettivo è rendere visibile e valorizzare l'impatto sul territorio di tutte quelle attività (brevetti, spin-off, studi clinici, collaborazioni con enti pubblici e privati) che spesso rischiano di non essere tracciate. L'integrazione con il terzo settore e la risposta ai bisogni della comunità locale guideranno il trasferimento delle ricadute sociali della ricerca.
Snellezza organizzativa e dialogo istituzionale
A chiudere il programma sono gli interventi sul piano organizzativo: l'adozione di strumenti digitali agili per rendere più efficaci e brevi le riunioni dipartimentali, il restyling del sito web per una comunicazione esterna immediata e, infine, un dialogo costante con i vertici dell'Ateneo e della Scuola di Medicina per tutelare e integrare al meglio le attività cliniche ed assistenziali dei docenti e delle unità operative universitarie.
Dalla ricerca internazionale alla guida della Medicina catanese
Dai laboratori di ricerca d’oltreoceano alle aule della cattedra di Malattie Infettive dell'Ateneo catanese, il percorso del prof. Giuseppe Nunnari racconta una storia fatta di eccellenza accademica, visione globale e profonda dedizione alla medicina. Dopo la laurea e la specializzazione a Catania, il suo profilo scientifico si è consolidato negli Stati Uniti presso la Thomas Jefferson University di Philadelphia, dove ha conseguito un Master in Public Health e dove opera tuttora in qualità di Adjunct Assistant Professor.
Una carriera in cui la ricerca molecolare d'avanguardia si è sempre intrecciata con l'impegno in prima linea. Già Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive del Policlinico di Messina e membro del Comitato Tecnico Scientifico regionale durante la complessa stagione della pandemia da Covid-19, Nunnari ha saputo guidare la sanità siciliana attraverso sfide assistenziali senza precedenti.
Oggi professore ordinario e Coordinatore della Scuola di Specializzazione nell'ateneo di Catania, oltre che presidente della sezione regionale della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT), firma oltre 350 pubblicazioni internazionali e brevetti statunitensi dedicati a nuove strategie terapeutiche contro l'HIV e le infezioni da batteri multiresistenti. Una figura di riferimento che incarna la missione dell'Università di Catania: trasformare la grande ricerca internazionale in risposte concrete per i pazienti e in una formazione d'eccellenza per i medici del futuro.