Gli insegnamenti di Gaetano Compagnino

L’Università di Catania ha reso omaggio al docente del Dipartimento di Scienze Umanistiche scomparso vent’anni fa 

Maria Chiara Spedalieri

Ci sono professori che non sembrano non andare mai via, anche dopo aver concluso il nostro percorso di studi, perché il ricordo, gli insegnamenti e, soprattutto, l’umanità, che hanno donato a tutti, lasciano un segno indelebile nelle nostre vite.

Gaetano Compagnino (1939-2004) ­­­– docente per trent’anni di Istituzioni di critica e metodologia letteraria, Teoria della letteratura, Estetica e Letteratura italiana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania – è stato uno di questi professori e ne hanno reso testimonianza i suoi ex allievi riuniti insieme in occasione della presentazione del volume Istituzioni di critica e di metodologia letteraria (Bonanno Editore, 2025) nei giorni scorsi al Coro di Notte “Giancarlo Magnano San Lio” del Monastero dei Benedettini di Catania.

All’incontro hanno preso parte la direttrice del Dipartimento di Scienze Umanistiche, Marina Paino, che ha condiviso il suo personale ricordo del docente, ricordandone le «lezioni speciali e ardite», e il sindaco di Militello Val di Catania – paese natale di Compagnino – Giovanni Burtone,  del docente ha ricordato non solo il profilo di intellettuale illustre ma anche di politico che ha cercato di dare il suo contributo alla comunità civile.

L’opera – a cura di Andrea Manganaro, Antonio Allegra e Ottavia Branchina – è la raccolta delle lezioni di critica e metodologia letteraria tenute dal professore durante i suoi anni di insegnamento, edita allo scopo di rendere pubblici e diffondere gli studi e gli insegnamenti che Compagnino ha lasciato non solo ai suoi studenti ma anche alle generazioni future.

«Era un progetto in cantiere da molti anni» – ha dichiarato il professor Manganaro – «ne discussi con Gaetano Compagnino ancor prima che lasciasse l’insegnamento e lui stesso ne sottolineò la complessità, soprattutto nella ricerca bibliografia delle fonti da lui riportate a lezione».

La realizzazione del volume ha richiesto, infatti, un lungo lavoro di ricerca di tutti gli appunti e le dispense del corso, nonché un accurato commento che potesse rendere la lettura e la comprensione più facile.

Accanto ai curatori del libro, hanno preso la parola Luisa Mirone, Attilo Scuderi, Giuseppe Traina e Carmelo Tramontana, che hanno avuto modo di conoscere il professore e di apprezzare il grande lavoro di ricerca e di insegnamento di un metodo per l’interpretazione dei testi letterari in una prospettiva che guardasse non solo alla situazione italiana ma anche a quella europea.

«Ha lasciato a tutti noi la consapevolezza che un testo letterario può essere difficile ma non elitario; basta avere i giusti strumenti per renderlo comprensibile», ha sottolineato Luisa Mirone.

Attilio Scuderi ha ricordato l’idea “forte” di insegnamento del professore, incentrato sul fare del prattein contro il produrre del poiein. «Lui insegnava ad usare la testa, il cervello, per ritornare ai principi, all’origine delle cose».

L’incontro è stato anche un’occasione per ricordare la figura di Gaetano Compagnino quale uomo e professore vicino ai suoi studenti. I presenti non hanno potuto che concordare sul fatto che uno dei tratti peculiari indimenticabili del docente fosse il sorriso che concedeva a tutti, durante una lezione, una chiacchierata o un incontro nel cortile del Monastero.

Rimane anche la profondità del suo sguardo, quegli occhi che «gli brillavano di entusiasmo perché lo rivedeva in noi studenti», ha ricordato Giuseppe Traina.

L’affetto e la riconoscenza che tutti i partecipanti all’incontro hanno mostrato per il professore Compagnino ci ricorda di mantenerne viva la memoria e gli studi, prendendo il testimone della sfida intellettuale e pedagogica da lui iniziata. 

Un momento dell'incontro con l'immagine del prof. Gaetano Compagnino proiettata

Un momento dell'incontro con l'immagine del prof. Gaetano Compagnino proiettata

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