Valorizzazione, sostenibilità e promozione del territorio grazie a formazione, ricerca e terza missione al centro dell’accordo tra il Disfor e i comuni di Buccheri, Ferla e Palazzolo Acreide
La progettazione del turismo è imprescindibile dalla fisionomia che oggi ha assunto, proiettato in una direzione culturale ed esperienziale resource-centred e visitor-centred, e dal nuovo bacino di utenza, più esigente e attento alla qualità dell’offerta.
È in forte crescita il turismo che si muove all’insegna del green e della sostenibilità, della “lentezza” e della piena comprensione dei luoghi, rappresentato da un target numericamente in progressivo aumento, che punta all’unicità dell’esperienza di viaggio.
Il tradizionale modello vacanziero sta cedendo il posto a forme nuove di mobilità in cui il visitatore ambisce ad essere parte attiva dell’esperienza di viaggio e non mero fruitore: oggi parliamo di Heritage Making e Performing Culture per indicare il complesso rapporto tra il visitatore e la meta.
Il processo sposa l’esigenza di un cambiamento che potremmo definire inevitabile, oltre che necessario, che punti non più a quanto si visita un luogo, ma a come lo si visita; un cambiamento in cui l’identità dei contesti e la loro cultura diventano elementi strutturali da porre al centro del momento della progettazione, in cui tutti gli attori del comparto, dagli agenti e promotori agli operatori e, infine, agli accompagnatori devono essere in grado di offrire un servizio di alta qualità, costruito su solide basi di conoscenza del territorio e competenza nella costruzione e promozione dell’offerta.

Alcuni momenti di attività laboratoriali e sul campo degli studenti del corso di laurea magistrale in Progettazione del turismo sostenibile culturale e naturalistico del Disfor
In questa prospettiva, formazione, ricerca e terza missione divengono elementi di un sistema unico e integrato, in dialogo costante all’insegna di approcci interdisciplinari. Ed è alla luce della consapevolezza dell’importanza di questo approccio sistemico che, da qualche anno, il Dipartimento di Scienze della Formazione si trasforma in intermediario di accordi tra l’Università di Catania e realtà territoriali dimensionalmente “piccole”, col fine di costruire piattaforme operative concrete, capaci di dialogare coi contesti, che coinvolgano le generazioni in crescita nel processo di sperimentazione del “buon turismo”.
Ai numerosi accordi, dunque, oggi se ne aggiunge uno di straordinaria importanza, siglato coi comuni siracusani di Ferla, Buccheri e Palazzolo Acreide, caratterizzati da elementi fondamentali che li rendono parte di un unico sistema territoriale e culturale, tutti e tre inseriti nella prestigiosa lista dei “Borghi più Belli d’Italia”.

Vista di Buccheri
Tre gioielli dei monti Iblei, situati nel Val di Noto, i tre comuni condividono lo stesso ecosistema territoriale caratterizzandosi per un paesaggio simile costituito da colline, vallate e fiumi, intarsiato da testimonianze archeologiche. Tre luoghi in cui il Barocco si configura come elemento identitario, sul quale edificare una narrazione complessa, che unisca cultura, natura, gusto e tradizioni.
«Alla base della convenzione siglata sta la visione che anima il corso di laurea magistrale in Progettazione del turismo sostenibile culturale e naturalistico del Disfor, che individua nella terza missione, così come bella ricerca sul territorio, aspetti integranti della didattica. Le tre mission convivono all’interno degli obiettivi formativi del corso, e gli studenti sono coinvolti in prima persona in attività progettuali importanti», spiega la prof.ssa Eleonora Pappalardo, presidente del corso di laurea magistrale in “Progettazione del turismo sostenibile culturale e naturalistico”.
«Il sindaco del comune di Ferla, Michelangelo Giansiracusa, nelle vesti anche di presidente del Libero Consorzio Siracusa e Coordinatore Regionale Associazione “Borghi più belli d’Italia”, ha già partecipato ad un primo incontro del Comitato di indirizzo e degli stakeholder del corso di studi, manifestando particolare entusiasmo rispetto all’idea di una collaborazione concreta, da declinare in vari modi e perseguendo molteplici obiettivi, incluse attività di progettazione e pianificazione congiunta», ha aggiunto la prof.ssa Eleonora Pappalardo.

Vista di Ferla
Di un certo interesse, in tal senso, si pone la recente apertura a Ferla di un ostello particolarmente adatto ad accogliere studenti per cimentarsi sul posto in attività legate alla sostenibilità e alla promozione del territorio, nonché la recente inaugurazione del centro comunale dell’olio, da mettere “a sistema” per la fruizione turistica.
In questo contesto il Disfor, che da diversi anni ha investito sulla formazione nel turismo, si pone come parte attiva del sistema: il corso di laurea magistrale di recente istituzione, infatti, si avvale di un corpo docenti multidisciplinare, in cui esperti del patrimonio culturale, geologi, studiosi di biodiversità ed economisti costituiscono la base di un percorso straordinariamente variegato, attento agli aspetti etici ed educativi del turismo, alla sostenibilità e, soprattutto, alla molteplicità delle peculiarità territoriali che, in una regione come la nostra, non può non essere valorizzata come risorsa unica e di valore.
Fondamentale, per la stipula della convenzione, è stato il contributo della prof.ssa Marisa Meli, ordinaria di Diritto privato al Dipartimento di Giurisprudenza dell’ateneo catanese e docente di Legislazione dell’ambiente e della sostenibilità nell’ambito del corso magistrale in Progettazione del turismo sostenibile del Disfor. La prof.ssa Marisa Meli, coordinatrice del comitato tecnico-scientifico dell’associazione “I Borghi più belli d’Italia”, da anni si occupa di sostenibilità sociale e ambientale con particolare riferimento alla tutela giuridica dell’ambiente e alla rigenerazione e valorizzazione dei borghi siciliani.

Vista di Palazzolo Acreide
«Tanto i beni culturali quanto quelli naturalistico-ambientali hanno assunto negli ultimi anni valore attivo in termini di motore di sviluppo territoriale, sociale, identitario e, non in ultimo, economico del territorio – spiega la prof.ssa Pappalardo -. Il nuovo allineamento turismo/risorse territoriali, in coerenza con l’attuale programmazione europea, impone una nuova visione dei singoli settori: in questa chiave le risorse ambientali e quelle culturali sono in grado di partecipare alla creazione di nuove figure professionali offrendo possibilità ai giovani, in particolare a coloro che hanno seguito un percorso formativo dedicato, anche attraverso i settori della comunicazione e startup».
«Sulla base di questo, stiamo cercando di mettere in atto un sistema integrato da manuale, che vede ricerca, formazione, avvicinamento al mondo del lavoro e valorizzazione-promozione del territorio come parti di un’azione unica – ha aggiunto -. Un concorso verso obiettivi comuni in un sistema circolare di miglioramento e implementazione continua, sulla scia di quanto previsto dalla Convenzione Faro che, com’è noto, estende il concetto di patrimonio culturale anche a tutti gli aspetti dell’ambiente che sono il risultato dell’interazione nel corso del tempo fra le popolazioni e i luoghi, così come recita l’articolo 2».

Alcuni momenti di attività laboratoriali e sul campo degli studenti del corso di laurea magistrale in Progettazione del turismo sostenibile culturale e naturalistico del Disfor







