Dall’IPLAB dell’Università di Catania alla Digital Forensics e all’intelligenza artificiale: un percorso tra ricerca, impresa, formazione e nuove tecnologie
Alla base di iCTLab c’è un’attività di ricerca che da anni guarda alle immagini come fonte di informazioni da interpretare, elaborare e trasformare in conoscenza.
È il lavoro dell’IPLAB (Image Processing Laboratory) del Dipartimento di Matematica e Informatica dell’Università di Catania, gruppo di ricerca specializzato in Computer Vision, elaborazione delle immagini e analisi dei contenuti multimediali, da cui è nato uno dei percorsi più significativi di trasferimento tecnologico dell’Ateneo.
È proprio da questo patrimonio scientifico che, nell’estate del 2016, ha preso forma iCTLab, spin-off dell’Università di Catania.
A dieci anni dalla fondazione, la storia dell’azienda racconta un percorso in cui la ricerca accademica si è trasformata in competenze, tecnologie e soluzioni applicate, con particolare attenzione alla Digital Forensics e, più recentemente, all’intelligenza artificiale applicata all’industria.
L'iniziativa è nata su impulso del professor Sebastiano Battiato, ordinario di Informatica, insieme con alcuni componenti del gruppo di ricerca da lui coordinato al Dipartimento di Matematica e Informatica.
Battiato, recentemente nominato IAPR Fellow e presidente della CVPL, continua a seguire il percorso dell’azienda come fondatore e advisor scientifico.

Uno stand di iCTLab
Dalla Computer Vision alla Digital Forensics
Il passaggio dalla ricerca all'impresa non rappresenta una cesura, ma l'evoluzione naturale di competenze e risultati maturati all'interno dell'Iplab. Le conoscenze sviluppate nell'ambito dell'elaborazione e dell'analisi delle immagini trovano infatti una prima importante applicazione nella Digital Forensics, settore nel quale iCTLab opera fin dalla sua nascita.
L'azienda offre consulenza e soluzioni a imprese, istituzioni, enti investigativi e privati, mettendo a disposizione competenze specialistiche soprattutto nei casi più complessi, che richiedono l'analisi integrata di reperti fisici e digitali.
In questi dieci anni, il filo conduttore è rimasto quello che ha caratterizzato fin dalle origini l'esperienza dell'Iplab: trasformare la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica in strumenti capaci di rispondere a problemi concreti. Una prospettiva che si riflette nella missione di iCTLab, orientata a contribuire all'evoluzione del mondo forense attraverso la formazione continua, la diffusione di tecniche di investigazione scientifica fondate sulle migliori pratiche internazionali e l'impiego delle tecnologie più avanzate.
A questo percorso si affianca un investimento costante nella ricerca accademica, mantenendo vivo quel rapporto tra università e impresa che, dieci anni fa, ha dato origine allo spin-off.

Il team di iCTLab insieme con i relatori Mariano Sciacca e Marcello La Bella
iCTLab, dieci anni tra ricerca, impresa e intelligenza artificiale
Ad Isola, nei giorni scorsi, per festeggiare le 10 candeline, si è tenuto un incontro dal titolo iCTLab – 10 anni – Visione, Impresa, Persone moderato da Rosario Faraci, professore di Economia e Gestione delle imprese dell’ateneo catanese.
Tra i presenti le docenti Margherita Ferrante e Agata Matarazzo, delegate nell’ambito della Terza missione – uno dei campi di collaborazione con l’Università di Catania assieme alla didattica, la ricerca ed esperienze di tirocinio - che durante gli iniziali saluti istituzionali hanno spiegato brevemente i vari progetti portati a termine e in programma nella Terza missione, per offrire a studenti e studentesse la possibilità di vivere in un territorio innovativo e sviluppato che offre grandi opportunità.
Ad intervenire anche il prof. Salvatore Zappalà, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’ateneo catanese, e l’avv. Elio Guarnaccia in rappresentanza dell’Ordine degli Avvocati di Catania.
Dopo gli auguri a iCTLab si è svolto un rapido confronto intorno alla visione dell’intelligenza artificiale che ha visto protagonisti il presidente del Tribunale di Catania, Mariano Sciacca, e il primo dirigente del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale per la Sicilia Orientale, dott. Marcello La Bella alla presenza del team e referenti attuali di iCTLab Sebastiano Battiato (fondatore e Advisor scientifico), Antonino Paratore (fondatore e Digital Forensics Expert) e Roberto Leotta (Cto e Senior AI Rngineer).
L'organizzazione di iCTLab riflette la sua doppia anima scientifica e imprenditoriale, articolandosi in tre team: Digital Forensics dedicato alle consulenze tecniche e alle investigazioni forensi; AI e R&D che sviluppa le soluzioni di intelligenza artificiale e computer vision dell'azienda; Amministrazione, Marketing e HR a supporto della crescita organizzativa e della comunicazione.

Un momento dei saluti istituzionali: da sinistra Agata Matarazzo, Salvatore Zappalà, Margherita Ferrante, Elio Guarnaccia e Sebastiano Battiato
Com’è cambiato il sistema giuridico con l’avvento dell’intelligenza artificiale
Il punto di partenza della riflessione è stata la lettura di un estratto editoriale del presidente Mariano Sciacca, secondo cui l’attenzione del dibattito pubblico sull'IA sarebbe tornata a concentrarsi sul suo “genere preferito”: la fantascienza. «Luciano Floridi ha ribadito in questi giorni che la deriva da frenare non è tecnologica ma istituzionale. Il problema già in corso è che poche aziende decidono da sole il ritmo, le regole e i rischi di una tecnologia che riguarda tutti», ha detto il prof. Rosario Faraci.
A seguire il presidente del Tribunale, Mariano Sciacca, ha precisato, riferendosi all’AI, che «ormai non ci troviamo più davanti a semplice tecnica, ma ad uno strumento che sta impattando sul concetto giuridico di sovranità». «Non parliamo di sovranità tecnologica, ma di trasferimento di potere» ha aggiunto, riprendendo poi le affermazioni di Oreste Pollicino con cui spiega come i poteri privati oligopolistici si sovrappongono alle politiche statuali nazionali senza prenderle in considerazione.
Mariano Sciacca ha espresso la necessità di prendere consapevolezza della situazione del panorama giuridico nel quale ci troviamo dove questi sistemi, con la loro velocità e la continua automatizzazione dei processi, mettano a rischio la sovranità nazionale e internazionale in quanto “strutturalmente antidemocratici”. Il continuo miglioramento di queste tecnologie fa cogliere già segnali di uno sganciamento dal controllo umano, creando dubbi riguardo l'efficacia di un regolamento europeo fondato sull'antropocentrismo.
Con queste preoccupazioni il presidente si è rivolto ai presenti: «Vi invito, quando si mette mano a tutti questi sistemi, di focalizzare cosa c’è in ballo», una riflessione già in atto tra i giuristi.
Da gennaio 2026, infatti, sono stati resi disponibili sistemi di co-pilot che hanno posto fine ai casi di shadow AI – ovvero l’uso sotterraneo di questi strumenti – liberalizzando l’uso, seppur limitato, dell’intelligenza artificiale in campo giuridico, nel rispetto della legge n.132/2025.
«Tra l’uso consentito e l’uso vietato c’è una zona grigia di sintesi, elaborazioni, suggerimenti, selezione dati che implica un condizionamento, una delega su una serie di valutazioni», ha aggiunto. Tuttavia, le varie modalità di utilizzo di questi strumenti determinano una perdita di competenze del giurista.

Un momento dell'incontro
L’AI entra a far parte delle forze dell’ordine: i nuovi metodi di investigazione
Delegare l’AI può fungere da supporto personale, ma non esclude la possibilità di avere conseguenze negative sul lungo termine.
L’intervento del dirigente superiore della Polizia postale, dott. Marcello La Bella, è stato mirato a rassicurare i cittadini sul tipo di approccio che la polizia adotterà una volta entrato in vigore il decreto legislativo n. 160 col quale viene regolamentato l’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte delle forze dell’ordine. Questo permetterà di avere a disposizione nuovi strumenti per combattere i fenomeni di cyber crime sempre più diffusi: e-mail di phishing, chiamate di voice cloning e tutto ciò che riguarda il mondo del deep fake.
«Noi abbiamo una guida nell’utilizzo del sistema dell’intelligenza artificiale: l’essere antropocentrici – ha detto il dott. La Bella -. L’operatore di polizia è presente nella gestione di queste tecnologie utilizzate sempre nell’ambito di quelle che sono le norme costituzionali e norme stabilite a livello europeo» sottolineando poi come «la trasparenza sia un ulteriore elemento di garanzia per i cittadini: i risultati prodotti tramite i nuovi strumenti, infatti, restano soggetti a valutazione umana e devono poter essere spiegati, a tutela del diritto di difesa».
È stata chiarita anche l’applicazione di questi strumenti nei sistemi di video sorveglianza per l’identificazione biometrica: il riconoscimento non avviene in maniera massiva o indiscriminata.
«Vengono fatti in maniera mirata quando c’è un’attività di prevenzione, in presenza di un pericolo dichiarato e con l'autorizzazione dell'autorità giudiziaria», ha spiegato.
C'è anche un elemento di sicurezza tecnica: i dati trattati dalla polizia restano sui server delle forze dell’ordine. «Molto diverso - ha osservato -, da quello che accade quando un cittadino interroga un servizio commerciale dove non si hanno informazioni di come vengono trattati i dati messi a disposizione del sistema da parte dell’utente».

Un momento di confronto tra Mariano Sciacca e Marcello La Bella
iCTLab, dalla Digital Forensics all’AI: due linee di ricerca per l’innovazione
Al termine del dibattito sull’AI, il prof. Sebastiano Battiato, si è soffermato sugli ambiti di attività di iCTLab, sul legame con l’Università di Catania e sul futuro dell’azienda.
iCTLab, opera oggi su due business line.
La Digital Forensics resta il filone storico: analisi dei dispositivi, ricostruzione di eventi, data recovery, analisi di contenuti multimediali e analisi di dati dal web. Tra i risultati più significativi, un sistema di realtà virtuale per la ricostruzione tridimensionale della balistica forense brevettato recentissimamente, sviluppato in collaborazione con il Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri di Messina, e metodologie di image ballistics per risalire alla catena di elaborazione di un’immagine dall’acquisizione alla sua diffusione sui social.
La seconda linea di AI & Computer Vision spazia dall'analisi multimediale classica (machine vision, audio processing, image analysis) verso il rilevamento di contenuti sintetici e deepfake, filone di ricerca sostenuto direttamente da iCTLab con competenze di dominio e potenza di calcolo, fino ai lavori più recenti sull'attribuzione di immagini generate da modelli di diffusione testo-immagine.
Questa attività trova continuo riscontro nella produzione scientifica del gruppo: oltre al prof. Battiato, Antonino Paratore (Digital Forensics Expert) ha contribuito soprattutto al filone forense, dalla classificazione dell'image ballistics alla rilevazione della doppia compressione JPEG, fino alla ricostruzione balistica in VR, mentre Roberto Leotta, autore nel 2023 di uno studio sull'attribuzione di prompt nei modelli di diffusione, porta in dote anche ricerche di computer vision applicata a settori extra-forensi (automotive, monitoraggio della salute), a conferma della direzione presa dalla business line con focus sull'intelligenza artificiale. Un contributo individuale che si affianca al lavoro quotidiano dell'intero team AI e R&D di iCTLab, impegnato nello sviluppo delle soluzioni alla base delle due business line dell'azienda.
Negli anni la competenza del prof. Battiato e del team Forensics in materia di imaging e analisi forense ha portato a collaborazioni, in qualità di consulenti tecnici e periti, con le Procure di diverse città italiane, tra cui Bergamo, Milano, Livorno, Roma, Napoli, Siracusa, Catania, Bologna, Cosenza, Rimini e Reggio Calabria, mettendo le metodologie sviluppate nei laboratori dell'Ateneo al servizio della giustizia.
Il caso più recente e di maggiore risonanza nazionale è quello dell'omicidio di Pierina Paganelli a Rimini, nell'ambito del quale il prof. Battiato è stato nominato perito, insieme ad ulteriori esperti del RIS di Parma, per l'analisi delle immagini di videosorveglianza cruciali per l'identificazione dell'aggressore, un incarico che ha portato la ricerca del DMI al centro di uno dei processi più seguiti dall'opinione pubblica degli ultimi anni.

Un momento dell'intervento di Sebastiano Battiato
Sul fronte AI & Computer Vision, iCTLab ha sviluppato soluzioni proprietarie come VisuAlize, software per la videosorveglianza intelligente, presentato anche a investitori e venture capitalist della Silicon Valley in occasione di Innovit a San Francisco, un ulteriore segnale della vocazione internazionale della linea AI & Computer Vision, e Icon, chatbot AI in grado di rispondere a domande complesse in linguaggio naturale fornendo risposte precise e citazioni puntuali delle fonti.
iCTLab risulta partner del progetto Horizon Europe Twin-Loop, dedicato ai digital twin per veicoli elettrici software-defined, al fianco di numerosi partner industriali provenienti da tutto il continente. L'azienda dichiara di contribuire attualmente anche ai progetti R-Podid e Archimedes: un insieme di collaborazioni che colloca la nuova linea AI & Computer Vision dell'azienda in un contesto di ricerca europea che va ben oltre il perimetro della sola digital forensics.
La ricerca scientifica resta il tratto distintivo di iCTLab: l'azienda continua a finanziare dottorati di ricerca in collaborazione con il Dipartimento di Matematica e Informatica (come quelli su deepfake detection e investigazioni forensi multimediali), a contribuire a oltre 30 pubblicazioni scientifiche internazionali, e a collaborare con altri dipartimenti dell'ateneo di Catania e non solo.
Questo stesso approccio orientato alla ricerca si riflette anche nei rapporti con il tessuto imprenditoriale: iCTLab collabora con diverse realtà del territorio siciliano e nazionale, tra cui Xenia Software Solutions (digitalizzazione intelligente di documenti e costruzione di grafi di conoscenza), oltre a Cy4Gate, Neodata Group, Fides, CreationDose, Moxoff (gruppo Zucchetti), MyAv, ELT Group e TechLab Works, e a partner istituzionali come la Polizia Scientifica, Polizia Postale, RIS e altre istituzioni governative.

Il team di iCTLab
La collaborazione con l'Università di Catania
«Il legame tra iCTLab e l'Ateneo si è mantenuto stretto negli anni, articolandosi su più livelli: didattica, tirocini e tesi, ricerca e terza missione», ha spiegato il prof. Sebastiano Battiato prima di entrare nei dettagli.
Didattica: supporto diretto al corso di Digital Forensics del corso di laurea in Informatica, tenuto dal professor Battiato, con la partecipazione di ricercatori e collaboratori dell'azienda a lezioni inaugurali e workshop tematici
Tirocini e tesi: l'azienda ospita regolarmente studenti magistrali e dottorandi per attività di tirocinio e tesi di laurea, offrendo un contesto professionale d'avanguardia per future collaborazioni.
Ricerca: collaborazioni con il DMI, tra cui quella con il ricercatore Luca Guarnera, impegnato in progetti su riconoscimento di immagini e video manipolati a fini forensi.
Terza missione: la presenza di iCTLab rientra nelle attività di trasferimento tecnologico e disseminazione scientifica dell'Ateneo verso il territorio, le forze dell'ordine e gli enti giudiziari siciliani.
Obiettivi futuri
Il decimo anniversario dalla fondazione segna per iCTLab l'avvio di una nuova fase di crescita, orientata su alcune direttrici principali.
Sul piano economico, l'azienda punta a consolidare il trend di crescita del fatturato registrato negli ultimi anni, accompagnandolo con lo sviluppo di nuove collaborazioni professionali con enti pubblici, istituzioni e aziende, italiane ed europee.
Parallelamente, iCTLab intende incrementare ulteriormente la propria produzione scientifica, proseguendo l'attività di ricerca che da sempre la contraddistingue, e rafforzare il proprio organico alla ricerca di nuovi talenti da inserire nei team Digital Forensics e AI.
Sul fronte della ricerca internazionale, l'azienda lavora alla partecipazione a nuovi progetti finanziati dall'Unione Europea, proseguendo il percorso avviato con i progetti europei, mentre sul piano della disseminazione scientifica continuerà a promuovere la condivisione di risultati e competenze attraverso pubblicazioni, eventi e iniziative di divulgazione.

In foto da sinistra Antonino Paratore e Sebastiano Battiato