Il cantautore che non assomiglia a nessuno

Il celebre artista pugliese Caparezza ha fatto ritorno a Etna Comics, il festival internazionale dedicato al fumetto e alla cultura pop 

Stefano Zito

Ricci ribelli, barba inconfondibile e uno sguardo capace di oscillare tra ironia e profondità: Caparezza continua a essere una delle figure più originali della scena musicale italiana. Artista difficilmente etichettabile, ha costruito la propria identità mescolando rap, rock, elettronica e cantautorato, trasformando ogni brano in un viaggio tra satira, riferimenti culturali e riflessioni sociali. 

Non sorprende quindi che il ritorno di Michele Selvemini, in arte Caparezza, a Etna Comics sia stato accolto come uno degli eventi più attesi della manifestazione. Davanti al pubblico di Catania, il musicista pugliese ha raccontato il mondo creativo di Orbit Orbit, il progetto che unisce album e fumetto in un'unica avventura narrativa, confermando ancora una volta la sua capacità di attraversare linguaggi diversi senza perdere la propria identità artistica.

Al Centro fieristico "Le Ciminiere" ha portato la sua capacità di coniugare linguaggi musicali diversi e per la profondità dei suoi testi, il suo universo creativo caratterizzato da ironia, riflessione e una costante attenzione ai temi sociali.

L’incontro con il pubblico è stato soprattutto l’occasione per approfondire il progetto Orbit Orbit, l’album pubblicato da BMG insieme all’omonimo fumetto edito da Sergio Bonelli Editore. Il progetto ha ottenuto un importante riscontro commerciale, raggiungendo la vetta delle classifiche FIMI dedicate agli album e ai supporti fisici e conquistando la certificazione di disco d’oro. Parallelamente, l’annuncio del nuovo tour dal vivo, arrivato dopo quattro anni di assenza dai palchi, ha suscitato grande entusiasmo tra i fan.

Caparezza Orbit Orbit

Caparezza, l'album-fumetto Orbit Orbit

L’album-fumetto segue un cosmonauta che parte per un viaggio nello spazio alla ricerca dell’ispirazione creativa. Durante il percorso incontra figure e mondi immaginari, affrontando il tema della libertà dell'immaginazione e combattendo una presenza oscura chiamata Darktar, incarnazione della convivenza dell’artista con acufene e ipoacusia, condizioni che negli ultimi anni hanno messo in crisi il suo rapporto con la musica.

Nel corso della manifestazione, Caparezza ha incontrato gli appassionati durante una conferenza dedicata alla sua attività di musicista e autore di fumetti, dialogando con il pubblico e rispondendo alle domande dei presenti. «Vivo solo di musica e fumetti. Non ho contratti di sponsorizzazione o altro che potrebbe portarmi più guadagno. Vivo solo di arte e provo a farlo nella maniera migliore possibile» ha raccontato l’artista, aggiungendo: «Per questo quando qualcuno apprezza il mio lavoro, io gli sono sinceramente molto riconoscente».

L’autore ha poi dichiarato: «Realizzare un fumetto era un sogno che avevo fin dall’infanzia e l’entusiasmo per questo percorso creativo mi ha portato alla creazione del mio ultimo album». In seguito, ha spiegato: «Il disco era stato inizialmente pensato quasi come una colonna sonora del fumetto, ma successivamente è diventato un’opera con una propria autonomia narrativa. Quindi, il fumetto può essere letto da solo, l’album può essere ascoltato da solo, ma la comprensione più completa emerge quando vengono fruiti insieme».

Caparezza nel corso dell'incontro

Caparezza nel corso dell'incontro

«La sensazione è sempre positiva quando ci si stupisce, quando si torna a sorprendersi, perché il rischio anche nelle professioni legate all’arte e alla creatività è che si possa stagnare o che si possa diventare la pantomima di se stessi, portando avanti una routine che non ha un cuore, in cui si fa qualcosa perché va fatto». Così Caparezza ha parlato del suo ultimo progetto Orbit Orbit, aggiungendo: «Partendo dal fumetto, quindi da un linguaggio che conoscevo ma che non avevo ancora esplorato come scrittore per esempio, essendo un’opera prima, mi ha messo molto alla prova in maniera piacevole».

L’artista ha poi concluso: «Presto inizierò il mio tour e tornerò in Sicilia, una terra da cui ricevo sempre molto calore. L’ultima volta avevo tante persone sotto l’hotel che gridavano il mio nome e mi hanno fatto sentire speciale, come se fossi Simon Le Bon». La giornata si è poi conclusa con una sessione di firmacopie, che ha richiamato numerosi visitatori, confermando ancora una volta il forte legame tra l’artista e la comunità di Etna Comics.

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