Salvo Baglio, presidente della Fondazione Samothrace: «Le nuove infrastrutture digitali entreranno stabilmente a far parte del percorso di visita»
Il maniero Normanno di Aci Castello cambia volto senza perdere la propria identità. Da oggi il percorso museale si arricchisce di nuove infrastrutture che entreranno stabilmente a far parte del tour al museo civico: un totem digitale, un tavolo interattivo multitouch, una teca olografica e sei visori per esperienze in realtà virtuale e aumentata.
Nuove tecnologie che consentiranno ai visitatori – che approderanno sul Castello edificato dai Normanni nel 1071, su impulso di Ruggero I d'Altavilla -, di esplorare il patrimonio storico e archeologico attraverso modalità di fruizione innovative, coinvolgenti e altamente immersive. È questo il cuore di Castellum, il nuovo museo digitale e interattivo inaugurato stamattina dalla Fondazione Samothrace.
Un Living LAB che racconta il patrimonio culturale attraverso le tecnologie digitali, ma soprattutto il risultato concreto di un percorso di ricerca di quattro anni che ha trasformato un monumento storico, luogo simbolo della Riviera dei Ciclopi, in un laboratorio permanente di sperimentazione e innovazione.
L'iniziativa rappresenta la restituzione al territorio dei risultati conseguiti nell'ambito del Pillar Cultural Heritage, coordinato dalle professoresse Delia Chillura Martino dell’Università di Palermo e Anna Gueli dell’Università di Catania dell'Ecosistema dell'Innovazione Samothrace, il programma finanziato dal Pnrr che ha riunito università, enti di ricerca e imprese con l'obiettivo di sviluppare tecnologie innovative capaci di produrre conoscenza e valore per il territorio in vari ambiti e, tra questi, per il patrimonio culturale.
Il Castello Normanno è stato individuato come uno dei Living Lab del progetto, diventando un luogo in cui sperimentare tecnologie, dispositivi e metodologie avanzate per la diagnostica, la documentazione, la conservazione, la valorizzazione e la fruizione inclusiva dei beni culturali.
Accanto alle nuove installazioni sono stati realizzati numerosi contenuti multimediali. I visitatori potranno sperimentare un serious game dedicato alla scoperta del Castello Normanno, vivere un'esperienza immersiva all'interno di un'opera del pittore Jean Calogero, esplorare il complesso monumentale attraverso un tour virtuale e consultare contenuti digitali pensati per raccontare la storia del sito e delle collezioni museali con linguaggi contemporanei.

Piccoli visitatori giocano con il totem digitale
Particolare attenzione è stata dedicata anche all'accessibilità, uno dei principi guida del progetto. Il nuovo percorso comprende, oltre alle stampe 3D di alcuni dei reperti esposti, diversi video in Lingua dei Segni Italiana (LIS) e International Sign (IS), pannelli digitali descrittivi e strumenti progettati per ampliare le possibilità di fruizione del museo da parte di pubblici differenti, nella convinzione che l'innovazione tecnologica debba contribuire a rendere il patrimonio culturale sempre più aperto, inclusivo e partecipato.
“Castellum”, dunque, non è un semplice allestimento museale, ma il risultato del lavoro di decine di ricercatori che hanno trasformato il maniero Normanno in un laboratorio di ricerca applicata: un lavoro corale che ha visto la collaborazione tra ricerca pubblica e aziende innovative, in cui il Castello si è configurato in un vero banco di prova per tecnologie destinate ai musei e ai siti culturali del futuro.
Al Living Lab del Castello Normanno di Aci Castello, infatti, hanno lavorato ricercatori dell’ateneo catanese e delle aziende partner dell’ecosistema Samothrace. E proprio numerosi giovani ricercatori e dottorandi coinvolti nell’ecosistema Samothrace hanno fornito un contributo di competenze ed entusiasmo di fondamentale importanza.
L'inaugurazione di Castellum rappresenta così non soltanto il punto di arrivo di un percorso di ricerca, ma anche l'inizio di una nuova fase per il Castello Normanno di Aci Castello, che diventa un modello di museo capace di coniugare tutela, ricerca scientifica, innovazione tecnologica e divulgazione, mettendo a disposizione della comunità e dei visitatori gli strumenti sviluppati nell'ambito dell'Ecosistema Samothrace.

Un visitatore mentre prova i visori per esperienze in realtà virtuale e aumentata
L'alleanza tra università, ricerca e territorio che innova il Castello Normanno
“Castellum” è il frutto di un solido legame tra il mondo dell’università e della ricerca con l’amministrazione comunale di Aci Castello, guidata dal primo cittadino Carmelo Scandurra con il contributo del delegato alla Cultura, Antonio Maugeri, e del capo di Gabinetto, Gabriele D’Ambra.
Una vera e propria chaîne opératoire, un sistema virtuoso in cui la Fondazione Samothrace si è fatto da tramite con l’Università, le aziende e la pubblica amministrazione per perseguire un comune obiettivo: il miglioramento della fruizione e lo sviluppo culturale del sito, nella consapevolezza che ciò rappresenti un valore per la società.
Alla cerimonia – oltre al presidente della Fondazione Samothrace, Salvo Baglio, alla delegata del rettore al Sistema museale, Federica Santagati, della dott.ssa Angela Merendino della Sovrintendenza di Catania e dei rappresentanti dell’amministrazione comunale - sono intervenuti anche le docenti Anna Gueli e Eleonora Pappalardo, responsabili del Museo Digitale e Interattivo Castellum, che hanno illustrato le attività del progetto insieme al prof. Filippo Stanco per Unict, Antonio Astuti per Meridionale Impianti e a Stefano Alì per Xenia Progetti.
Presenti alla cerimonia i direttori dei dipartimenti di Scienze umanistiche e Ingegneria elettrica elettronica e informatica dell'ateneo catanese, Stefania Rimini e Giovanni Muscato, numerosi docenti di Unict, Patrizia Calogero, figlia del pittore castellese, e anche l’architetto Giuseppe Licciardello al quale è stato affidato l'incarico di direzione dei lavori di posizionamento e installazione di un totem digikiosk al Museo Civico Castello Normanno di Aci Castello – Living Lab "Castellum".
“Dietro Castellum c'è il lavoro di un ampio gruppo interdisciplinare di ricercatrici e ricercatori – spiega Salvo Baglio, presidente della Fondazione Samothrace -. Sul Living Lab di Aci Castello hanno operato archeologi, fisici, informatici, ingegneri, esperti di computer vision, realtà virtuale, diagnostica e comunicazione del patrimonio culturale, con l'obiettivo di sviluppare nuovi strumenti per la valorizzazione e la fruizione digitale del patrimonio”.
“Il museo si arricchisce oggi di nuove infrastrutture digitali che entreranno stabilmente a far parte del percorso di visita: un totem digitale, un tavolo interattivo multitouch, una teca olografica e sei visori per esperienze in realtà virtuale e aumentata, strumenti che consentono al pubblico di esplorare il patrimonio storico e archeologico attraverso modalità innovative e coinvolgenti”, aggiunge Salvo Baglio.

Un momento dell'intervento di Salvo Baglio
“Si è puntato ad annullare il confine tra ricerca e territorio e a costruire un sistema in cui i contesti sono divenuti parte attiva e integrante dell’ecosistema stesso, attraverso un confronto e un dialogo costante, trasversale rispetto alle esigenze delle comunità coinvolte – ha aggiunge Salvo Baglio -. Si sono poste solide basi e si è tracciata la strada per una progettualità futura, interconnessa e multidisciplinare, in cui l’innovazione si declina in modo articolato configurandosi come tecnologica, sociale e culturale; un’innovazione condivisa e partecipata, capace di generare valore e promuovere sviluppo, in grado di edificare una modernità efficiente e sostenibile che prepari ad affrontare le sfide del futuro. La Fondazione Samothrace, di concerto con i suoi partner e con il Comune, continuerà ad aggiungere contenuti e valore a Castellum proprio nello spirito di un Living LAB”.
“Un progetto complesso e interdisciplinare, capace di mettere in dialogo competenze diverse unite dalla comune attenzione verso il patrimonio culturale – ha spiegato la prof.ssa Federica Santagati, delegata del rettore Enrico Foti al Sistema museale d’ateneo -. Ho avuto modo di apprezzarne le attività già in occasione delle giornate di studio di Siracusa, un’esperienza di grande valore scientifico e culturale”.
“Oggi inauguriamo il museo digitale interattivo Castellum, nato dalla collaborazione tra diversi enti – ha aggiunto . Un’iniziativa che rappresenta un momento importante per la comunità accademica e per il territorio. Un museo è sempre un luogo di ricerca, formazione e partecipazione e conferma il ruolo dell’Università nel dialogo con il territorio. Sono certa che il lavoro svolto attraverso Samotras offrirà nuove opportunità di conoscenza e valorizzazione, rendendo la cultura sempre più inclusiva e accessibile”.
“L’inaugurazione di Castellum rappresenta un momento di straordinario orgoglio per tutta la comunità di Aci Castello – ha spiegato il primo cittadino dell’amministrazione castellese, Carmelo Scandurra -. Presentare il nostro Castello Normanno ai cittadini, ai visitatori e alle giovani generazioni in questa veste fortemente innovativa significa coniugare l'inestimabile valore della nostra storia e della nostra identità con i linguaggi del futuro”.
“Grazie alla sinergia con la Fondazione Samothrace, il mondo accademico e della ricerca, il Castello non è più soltanto un monumento da ammirare, ma un luogo vivo, accessibile e inclusivo, dove la tecnologia diventa uno strumento al servizio della cultura e della valorizzazione del territorio – ha aggiunto il primo cittadino -. Questo progetto dimostra come anche un borgo ricco di storia come il nostro possa farsi protagonista dei processi di trasformazione digitale e diventare un punto di riferimento culturale di livello internazionale”.

Un momento dell'intervento del sindaco Carmelo Scandurra
A prendere la parola anche Antonio Maugeri, consigliere comunale delegato alla Cultura: “L’inaugurazione di Castellum segna una svolta storica per il nostro meraviglioso Castello e rappresenta il coronamento di un percorso di valorizzazione culturale in cui credo fermamente. Con la nascita di questo Museo digitale, il Castello Normanno cessa di essere solo un custode del passato e diventa un laboratorio del futuro, dove la tecnologia più avanzata si mette al servizio della memoria”.
“Dotare la nostra fortezza di visori VR, teche olografiche e tavoli interattivi significa parlare un linguaggio universale e accessibile a cittadini, studenti e turisti – ha aggiunto -. Consegniamo alla comunità un gioiello di innovazione che non solo arricchisce l’offerta turistica di Aci Castello, ma dimostra concretamente come la cultura possa evolversi, unendo le nostre radici millenarie alle infinite possibilità del domani”.
Per Angela Merendino della Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Catania, in rappresentanza del soprintendente Maurizio Auteri, “la collaborazione tra i diversi enti rappresenta una delle esperienze più significative e le nuove tecnologie installate nel museo digitale costituiscono un valore aggiunto, perché consentono di ampliare la fruizione del Castello offrendo nuove chiavi di lettura dal punto di vista archeologico, storico, artistico e architettonico”.
“Parallelamente stiamo lavorando anche al riallestimento dell’esposizione archeologica del Castello, un progetto ormai in fase avanzata – ha aggiunto -. L’auspicio è che la collaborazione tra Università, Comune e Soprintendenza possa proseguire con sempre maggiore intensità per valorizzare questo importante patrimonio”.

Un momento del taglio del nastro



