La squadra universitaria conquista la finale playoff dopo una stagione da protagonista: sabato, a Viagrande, la sfida decisiva contro l’Atletico Siracusa
Una squadra di studenti, un progetto universitario, una stagione da protagonisti. Il Cus Catania Calcio è a un passo dalla storia.
Dopo aver chiuso al secondo posto la regular season del campionato di Seconda Categoria, la formazione universitaria ha confermato il proprio valore anche nei playoff, superando in semifinale la Real Trinacria con un convincente 4-2. Un successo che proietta i rossazzurri verso l’ultimo, decisivo atto.
Sabato (alle 14,30), al campo comunale di Viagrande, il Cus Catania affronterà l’Atletico Siracusa nella finale playoff: in palio c’è la promozione in Prima Categoria.
Un traguardo che va oltre il risultato sportivo. Il progetto Cus Calcio rappresenta un modello unico nel suo genere: tutti i giocatori sono studenti universitari, protagonisti di un percorso che unisce formazione accademica e crescita sportiva.
Mister Christian Milluzzo, docente di Scienze Motorie, analizza con lucidità la sfida: «Arriviamo a questa finale con una struttura di gioco ormai consolidata. Abbiamo lavorato molto sulla compattezza tra i reparti e sulla gestione delle transizioni, che saranno determinanti contro una squadra organizzata come l’Atletico Siracusa. Sarà fondamentale mantenere equilibrio e concentrazione per tutta la gara».
Accanto a lui, il professore Maurizio Avola, docente di Sociologia al Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali e allenatore in seconda, sottolinea il valore formativo dell’esperienza: «Questo progetto dimostra come lo sport possa essere uno straordinario strumento educativo. Qui i ragazzi crescono come atleti, ma soprattutto come persone, imparando a collaborare, a gestire le responsabilità e a costruire relazioni».
Alla base del progetto c’è la visione del professore Ignazio Barbagallo, docente di Biochimica al Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologiche e delegato del Rettore ai rapporti convenzionali con il Cus e con le associazioni studentesche: «Abbiamo costruito un modello in cui lo studente-atleta possa svilupparsi pienamente, senza dover scegliere tra studio e sport. Questa squadra ne è la dimostrazione concreta. La finale è un traguardo importante, ma rappresenta anche un punto di partenza per il futuro».
Determinante anche il lavoro organizzativo. Il team manager Ezio Barbagallo, già rappresentante degli studenti al Comitato per lo Sport di Ateneo, evidenzia il senso di appartenenza: «Questa squadra è espressione autentica della comunità universitaria. I ragazzi sentono di rappresentare l’Ateneo, e questo crea un’identità forte che si riflette in campo».

La squadra del Cus Catania festeggia l'accesso alla finale play-off
Alberto Cigalini, dirigente del Cus Catania e noto commentatore televisivo calcistico, offre una lettura tecnico-sportiva: «Il Cus ha dimostrato durante tutta la stagione un’identità chiara e riconoscibile, basata su intensità, organizzazione e qualità nelle scelte. Le finali si decidono sui dettagli: serviranno equilibrio, lucidità e capacità di leggere i momenti della partita».
È entusiasta Massimo Oliveri, presidente del Cus Catania, ex docente universitario di Ingegneria, che sa bene quanto sia impegnativo coniugare lo studio con lo sport. «Il progetto nato due anni fa con la prima squadra composta esclusivamente da studenti dell’Università di Catania e l’affiliazione alla FIGC sin dalla partecipazione dalla prima partita del campionato di Terza categoria, si è rivelato vincente da subito. Prova ne è la promozione in Seconda categoria al termine della stagione scorsa», spiega il presidente del Cus Catania.
«E quest’anno, oltre all’aver disputato i quarti di finale della Coppa Trinacria competendo con realtà abituate a questa categoria - ha aggiunto -, si è ipotecata una nuova promozione avendo chiuso la regular season del campionato al secondo posto e avendo superato brillantemente la semifinale playoff. È un risultato carico di significato per la nostra sezione Calcio. Ed è l’ulteriore dimostrazione dell’importanza che il Cus Catania relega nel connubio studio/sport. Sarebbe una gran cosa se gli studenti dell’Ateneo dessero il loro sostegno durante la finale di sabato. Forza ragazzi!»
A comporre la rosa sono studenti provenienti da diversi corsi di laurea dell’ateneo: Alessio Cavallaro (Ingegneria Industriale), Manuel Sciuto (vice-capitano, Ingegneria Gestionale), Murtada Braima Aglianó (capitano, Economia Aziendale), Matteo Giuffrida (Ingegneria Gestionale), Luigi Scalzo (Ingegneria Informatica), Vito Raffagnino (Ingegneria Meccanica), Simone Smirni (Ingegneria Gestionale), Giovanni Morello (Filologia Classica), Gabriele Aidala (Scienze dell’amministrazione e dell’organizzazione), Gabriele Cannella (Ingegneria Edile–Architettura), Stefano Camilli (Scienze e Lingue per la Comunicazione), Gabriele Sapienza (Ingegneria Gestionale), Giuseppe Pappalardo (Medicina e Chirurgia), Paolo Rapè (Ingegneria Elettronica), Lorenzo Russo (Scienze Motorie).
E ancora Luca Giacona (Economia Aziendale), Simone Palma (Scienze Pedagogiche e Progettazione Educativa), Mattia Cunsolo (Scienze e Lingue per la Comunicazione), Elia Bruno (Ingegneria Gestionale), Chahboun Ayoub (Informatica) e Gianluca Galvano (Economia Aziendale), a cui si aggiungono Alessandro Salmè (Scienze Motorie),Gianluca Buccheri (Ingegneria Civile delle Acque e dei Trasporti), Antonio Miceli (Scienze Motorie), Giovanni Letor (Ingegneria Elettronica), Luca Aiello (dottorando in Economics, Management and Decision Making) e Lorenzo Sgandurra (Scienze Motorie).
Adesso manca l’ultimo passo. Una partita che vale una stagione, ma anche la conferma di un’idea: lo sport universitario può essere competitivo, identitario e vincente. La favola del Cus Catania Calcio continua. E tutta la comunità accademica è pronta a sostenerla.

Un "undici" del Cus Catania Calcio