Al Palazzo centrale dell’ateneo tra quiz, rompicapi, giochi di logica e curiosità scientifiche è stato celebrato il π-Day, un'occasione per riscoprire la matematica come linguaggio universale tra divertimento, creatività e ricerca
Un rompicapo di logica, una sfida di probabilità, una piega di carta che diventa geometria. A volte basta un gioco per scoprire che la matematica non è soltanto formule e teoremi scritti alla lavagna, ma anche intuizione, curiosità e meraviglia. È proprio questo spirito che anima ogni anno le celebrazioni del Pi-Day, la giornata internazionale dedicata alla più famosa costante matematica: il "pi greco".
Il 14 marzo, data scelta perché nel formato anglosassone si scrive 3/14, proprio come le prime cifre della costante (3,14), matematici, studenti e appassionati di tutto il mondo festeggiano la matematica con attività divulgative, giochi, competizioni e incontri pubblici. In molte città la matematica esce dalle aule universitarie e arriva nelle piazze, nelle scuole e nelle strade, trasformandosi in un’occasione di scoperta e partecipazione.
Tra le iniziative più vivaci di questa giornata si inserisce Mathematics in the Street 2026, evento organizzato in diversi luoghi e pensato proprio per portare la matematica tra le persone.
A Catania, in particolare, il Pi-Day è stato celebrato con la quarta edizione dell’iniziativa che si è svolta nell’atrio del Palazzo centrale dell’Università. Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Dipartimento di Matematica e Informatica dell’Università di Catania — con il coinvolgimento dei corsi di laurea triennale e magistrale — e l’associazione Mathesis di Catania.

Alcuni organizzatori e partecipanti all'iniziativa
La convinzione da cui parte l’iniziativa è semplice, ma potente: per molti la matematica appare come una disciplina difficile, riservata a pochi specialisti, fatta di regole severe e dimostrazioni astratte. In realtà, dietro questo volto rigoroso si nasconde un universo creativo, ricco di giochi, enigmi, intuizioni e connessioni con la vita quotidiana.
Proprio per questo Mathematics in the Street nasce con l’obiettivo di sfatare stereotipi e luoghi comuni, mostrando la matematica nella sua dimensione più sorprendente e accessibile. L’idea è quella di coinvolgere direttamente i passanti, invitandoli a fermarsi per qualche minuto davanti a un quiz logico, un curioso problema di probabilità o un piccolo esperimento geometrico.
Così, anche quest’anno, un folto gruppo di docenti, giovani matematici, studiosi e appassionati della disciplina — coordinati da Rita Cirmi, Elena Guardo e Alfio Ragusa — ha animato la giornata con attività pensate per tutte le età. In una splendida giornata di sole, studenti e cittadini hanno potuto cimentarsi con giochi e curiosità di logica, probabilità, geometria, combinatoria, algebra e teoria dei numeri, scoprendo quanto la matematica possa essere sorprendente e divertente.

Studentesse e studenti che hanno partecipato all'iniziativa
Tra i temi proposti figuravano il Bridge, l’aritmetica dei Maya, l’arte matematica degli origami, le simmetrie, la topologia, la teoria dei numeri, il celebre cubo di Rubik, gli scacchi e la matematica nascosta nei giochi di carte. Non sono mancati problemi di logica e di probabilità, dimostrazioni con stampanti 3D, modelli matematici e numerosi rompicapi che hanno messo alla prova intuizione e spirito di osservazione.
Durante la mattinata si sono svolte anche piccole gare e percorsi guidati pensati per mostrare alcune applicazioni concrete della matematica nei più diversi ambiti della scienza e della tecnologia. Tutti i partecipanti hanno ricevuto gadget ricordo e i solutori dei quesiti più intriganti sono stati premiati.
Ma al centro della giornata rimane sempre lui: il"π", simbolo della matematica per eccellenza. Questa costante rappresenta il rapporto tra la circonferenza di un cerchio e il suo diametro ed è uno dei numeri più studiati e affascinanti della storia della scienza. Le sue cifre decimali — infinite e non periodiche — continuano da secoli a incuriosire matematici e ricercatori.
Il simbolo π è stato introdotto nel XVIII secolo dal matematico gallese William Jones e reso celebre successivamente da Leonhard Euler, ma la costante era conosciuta già nell’antichità. Civiltà come quella babilonese ed egizia avevano già trovato approssimazioni sorprendentemente accurate del rapporto tra circonferenza e diametro.
Nel corso della storia il "Pi greco" è diventato molto più di una semplice costante geometrica: compare in numerose formule della fisica, dell’ingegneria, della statistica e persino della teoria delle probabilità. È fondamentale nello studio delle onde, nei fenomeni periodici, nell’analisi matematica e in molte applicazioni tecnologiche contemporanee.

Studentesse e studenti insieme con i docenti e organizzatori presenti all'iniziativa
Celebrare il Pi-Day significa quindi celebrare anche la bellezza della matematica come linguaggio universale, capace di descrivere il mondo che ci circonda.
Ed è proprio questo che si è respirato nell’atrio dell’Università di Catania durante Mathematics in the Street 2026: una vera festa della conoscenza. In questa giornata di inizio primavera, una moltitudine di ragazzi e ragazze, studenti delle scuole medie di primo e secondo grado, insieme a genitori, nonni e insegnanti, si è ritrovata in un’atmosfera allegra e partecipata.
L’affluenza è stata particolarmente elevata e, come spesso accade, molti genitori arrivati semplicemente per accompagnare i figli si sono fermati incuriositi davanti ai tavoli delle attività. Dopo un primo sguardo timido, si sono lasciati coinvolgere dai giochi e dai rompicapi, scoprendo con sorpresa una matematica diversa: meno austera e molto più vicina alla vita quotidiana.
Una matematica capace di divertire, stupire e far pensare — proprio come il numero π, che da millenni continua a raccontare, con le sue infinite cifre, la straordinaria profondità del pensiero umano.

Studentesse e studenti con i docenti davanti al Palazzo centrale



