Il futuro delle imprese siciliane: la sfida del passaggio generazionale

Il rettore Enrico Foti: “L’Università deve essere parte attiva del territorio, trasformando il sapere in competenze e costruendo con le imprese percorsi concreti per il futuro dei giovani”

Alfio Russo

La transizione generazionale nelle imprese siciliane snodo cruciale per la tenuta e lo sviluppo del tessuto produttivo regionale. Il passaggio di consegne rappresenta, infatti, uno dei momenti più delicati nella vita di un’azienda, in particolare di quella familiare — modello largamente prevalente in Sicilia — dove leadership, patrimonio e visione strategica si intrecciano con dinamiche personali e identitarie.

Su questi temi si sono confrontati rappresentanti delle istituzioni e delle imprese nel corso dell’evento Io lavoro in Sicilia. Generazioni co-organizzato, nell’auditorium del Monastero dei Benedettini dell’Università di Catania, dal Gruppo Aidp Sicilia e dall’ateneo catanese con il patrocinio di Confindustria Catania, Manageritalia Sicilia, Odcec Catania e Federmanager Sicilia Orientale. 

Il dibattito ha evidenziato come la successione non sia soltanto un fatto anagrafico, ma una questione di competenze, governance e capacità di innovazione. Una sfida resa ancora più complessa dall’inverno demografico, che riduce la platea delle nuove generazioni e impone alle imprese di ripensare modelli organizzativi, politiche di attrazione dei talenti e strategie di continuità.

Attraverso dati e analisi presentati da rappresentanti istituzionali e del mondo finanziario, l’incontro ha messo in luce l’urgenza di costruire percorsi strutturati di accompagnamento al ricambio generazionale, trasformando un momento di potenziale criticità in un’opportunità di rilancio e modernizzazione per l’economia siciliana.

Ad aprire l'evento il presidente Aidp Sicilia, Giovanni Lo Faro, che nel suo intervento ha evidenziato “l’importanza della sinergia tra le imprese e le istituzioni con l’obiettivo di promuovere e valorizzare la cultura imprenditoriale favorendo, così, anche lo sviluppo socio-economico del territorio”. "L'obiettivo dell'Aidp è quello di contribuire alla narrazione del territorio – ha aggiunto -. Una narrativa purtroppo limitante dato che, da un punto di vista delle opportunità e da un punto di vista della presenza nelle aziende, racconta spesso l'imprenditoria come un mondo di addetti ai lavori e basta. Occorre una rivisitazione”.

Iolavoroinsicilia

Io Lavoro in Sicilia

Università e territorio, una sinergia per valorizzare il talento dei giovani

Il rettore Enrico Foti nel suo intervento ha evidenziato che “l’ateneo vuole essere assolutamente presente all'interno del territorio e soprattutto come parte attiva in collaborazione con le imprese”. “L'università forma le persone, trasferisce conoscenze che poi dobbiamo assieme trasformare in competenze in maniera tale che i nostri giovani possano trovare efficacemente spazio nel mondo del lavoro – ha detto -. Iniziative come questa rappresentano per l’Università un passaggio fondamentale: perché il sapere che si costruisce nelle aule accademiche trova il suo compimento quando viene messo alla prova nei contesti professionali. Lo studio universitario offre metodo, strumenti critici e visione; il confronto con il mondo del lavoro consente di trasformare queste competenze in scelte consapevoli e in prospettive concrete di crescita”.

“Per questo ritengo particolarmente significativo che il dialogo tra Università di Catania e AIDP Sicilia, che si occupa di direzione del personale, diventi un momento di riflessione su come agire in modo efficace a favore dei percorsi più adeguati per i nostri studenti”, ha aggiunto. 

E rivolgendosi agli studenti presenti li ha invitati “a leggere i cambiamenti del mondo del lavoro, a individuare con precisione i fabbisogni di competenze, presenti e future e, infine, a comprendere le trasformazioni generazionali e a interpretare le nuove aspettative dei giovani, traducendole in politiche organizzative capaci di valorizzare il talento”. 

“Il dialogo tra ateneo e mondo delle professioni e del lavoro non è un elemento accessorio, ma una dimensione strategica: significa costruire insieme percorsi formativi sempre più aderenti ai contesti professionali e, al tempo stesso, promuovere una cultura del lavoro fondata su competenza, responsabilità e crescita continua”, ha precisato il rettore.

“Questo connubio tra formazione accademica e realtà organizzativa è un tema per me particolarmente centrale – ha detto il prof. Enrico Foti -: lo è stato nella mia esperienza di docente, lo è nel programma rettorale e lo è nelle azioni che abbiamo avviato in questi mesi, tra cui la recente costituzione della Fondazione Siciliae Studium Generale 1434, nata proprio per rafforzare il dialogo strutturato di 19 soci tra università, istituzioni, imprese e professioni”. 

In foto Giovanni Lo Faro e Enrico Foti

In foto Giovanni Lo Faro e Enrico Foti

“Io studio e lavoro in Sicilia”: dalla visione strategica al patto generazionale per il futuro

“Lo slogan centrale della campagna elettorale del rettore Enrico Foti, Io studio e lavoro in Sicilia, non è soltanto una formula comunicativa, ma un progetto strategico preciso: ridurre il mismatching tra domanda e offerta di lavoro. Oggi più che mai viviamo in un contesto di grandi cambiamenti, caratterizzato da turbolenze economiche e da tecnologie cosiddette disruptive, che impongono la creazione di figure professionali capaci di rispondere rapidamente e in modo coerente alle esigenze del mercato e delle imprese”, ha detto la prof.ssa Elita Schillaci dell’ateneo catanese in apertura del suo intervento.

“In questo scenario, il tema del cambiamento generazionale — ha precisato Elita Schillaci, presidente della Fondazione Siciliae Studium Generale 1434 — assume un valore decisivo. Le nuove generazioni devono inserirsi in un momento di estrema complessità, in cui l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando lavori, processi e modelli organizzativi. È necessario costruire un patto autentico tra generazioni: i giovani devono poter apprendere dall’esperienza di chi li ha preceduti, mentre le generazioni più mature sono chiamate a superare le resistenze al cambiamento, perché l’AI sta trasformando radicalmente strategie e settori produttivi, anche nel giro di pochi anni”.

“In questo contesto si inserisce il ruolo della Fondazione, che ha l’obiettivo di accelerare la transizione nella formazione dei talenti – ha aggiunto -. Significa non solo progettare percorsi innovativi, ma anche erogare una formazione costruita insieme a chi vive il cambiamento dall’interno: imprese, istituzioni, organizzazioni. Significa supportare i processi di employer branding, valorizzando le eccellenze del nostro territorio. Il nostro contesto offre aziende di altissimo livello e non è necessario guardare altrove per trovare opportunità di qualità. Le ricerche più recenti mostrano che le nuove generazioni cercano non soltanto reddito, ma valori, qualità della vita, senso e prospettive di crescita. Il territorio siciliano è in grado di rispondere a queste aspettative”.

“La Fondazione vuole essere uno strumento operativo concreto: formare rapidamente talenti, affiancare l’ateneo nel lavoro di formazione e post-formazione e fungere da collante stabile tra università e imprese. È una Fondazione fatta dalle imprese, con le imprese e per le imprese. Ed è proprio questa la sua missione”, ha detto in chiusura di intervento Elita Schillaci, ordinario di Imprenditorialità e Business Planning all’Università di Catania.

Rappresentanti delle istituzioni e delle imprese insieme con i giovani

Rappresentanti delle istituzioni e delle imprese insieme con i giovani

Calo demografico e imprese, la sfida decisiva: Sicilia tra le regioni più colpite

Ai lavori hanno preso parte anche Giuseppe Castiglione, deputato nazionale e vice presidente della Commissione d'inchiesta monocamerale sugli effetti economici e sociali derivanti dalla transizione demografica. Nel suo intervento si è soffermato sulla problematica dell'inverno demografico. “Un tema che coinvolge il mondo delle imprese, delle scuole, delle università e del lavoro – ha detto -. Il calo demografico ci proietta nel futuro in maniera preoccupante visto che potremmo registrare una perdita in Italia, da qui al 2050, di 4 milioni di cittadini, e nel 2080 di 23 milioni”. 

Castiglione ha anche evidenziato che la situazione “in Sicilia è ancora più drammatica rispetto al Centro-Nord dove la crisi demografica viene attutita dai giovani meridionali che si trasferiscono, mentre il Sud perde intere famiglie”. Per il deputato nazionale occorre realizzare azioni che possano “conciliare il mondo del lavoro con l’impegno familiare, a tal fine abbiamo ragionato a diversi bonus come quello nuovi nati e asilo nido". 

Nel corso della giornata è intervenuto anche Sergio Malizia, senior wealth advisors partner, Life banker Bnl-Bnp Paribas e consulente patrimoniale Efa. A seguire il talk con imprenditori siciliani protagonisti del cambiamento come Paola Gurrieri (La Mediterranea), Irene Ricciardello (presidente Ance Messina, vice presidente Ance Sicilia e amministratrice unica di Ricciardello Costruzioni), Mario Di Martino (amministratore delegato F.lli Di Martino e vice presidente Anita) e Vito Melodia (vice presidente Cep srl). 

A seguire gli interventi di Davide Frangiamore (vice presidente Manageritalia Sicilia), Carmelo Carlo Fornito (vice presidente Federmanager Sicilia Orientale), Giovanni Privitera (presidente Odcec), Riccardo Buscemi (business director Grafton Recruitment), Marco Causarano (vice presidente Confindustria Catania). 

In foto da sinistra Giovanni Lo Faro, Enrico Foti e Giuseppe Castiglione

In foto da sinistra Giovanni Lo Faro, Enrico Foti e Giuseppe Castiglione

Back to top